di Vincenzo D’Anna*

Roma, 11 settembre 2026 – Non sempre il progresso scientifico è immune dal dare, con una mano, uno straordinario aiuto al genere umano e, al tempo stesso, con l’altra, minacciarne l’esistenza, ossia determinare le condizioni perché gli uomini possano sparire dalla faccia della Terra. Una sparizione non determinata da cataclismi naturali, ma dall’uso dissennato e fuori controllo della tecnologia dalla quale ha tratto beneficio. Attenzione: non si tratta di un’ipotesi avveniristica, perché una tale circostanza si è già palesata in passato, con la fissione nucleare e con la costruzione di armi atomiche che, se utilizzate in tutto oppure solo in parte, possono cancellare la vita stessa della natura. Parimenti dicasi per le armi biologiche derivate dalla scoperta e dalla manipolazione di nuovi virus, per i quali non vi sono vaccini oppure antidoti, come la pandemia da Covid ha di recente dimostrato. Nei laboratori di tutto il mondo si manipola il materiale genetico di batteri e virus per farne un uso militare, così come si confezionano armi straordinariamente potenti che nessuno conosce, in quanto gelosamente custodite. E non fa eccezione l’eugenetica, ossia la scienza che è intenta alla manipolazione degli embrioni umani per determinare la creazione di “superuomini”, con eccezionali qualità di forza, longevità, intelligenza e immunità dalle malattie. Una classe di esseri umani in grado di assoggettare e dominare quella parte di umanità che abbia attitudini e struttura normale. A questo elenco di doppio potere, positivo o negativo a seconda dell’uso che si intende farne, pare debba aggiungersi la tecnologia che sfrutta l’intelligenza artificiale. L’allarme è stato lanciato dal ricercatore Jacob Coxon, di Anthropic, che si è dimesso e ha denunciato i rischi della corsa all’IA: “minaccia l’umanità”. Anthropic è un’azienda fondata nel 2021 da ex membri di OpenAI, famosa, a sua volta, soprattutto per aver sviluppato la famiglia di modelli Claude, ossia un assistente virtuale concorrente diretto di ChatGPT, utilizzabile attraverso diversi servizi e piattaforme digitali. Le dimissioni di Coxon fanno seguito a quelle di diversi altri ricercatori e scienziati che hanno mostrato scetticismo e disagio nella corsa all’IA. Secondo questi, l’uso sempre più auto-generante delle ulteriori potenzialità dell’IA porterà alla creazione di sistemi sovrumani in grado di interferire, sostituire e rivoluzionare qualsiasi cosa da un giorno all’altro, acquisendo potere e risorse reali. È il peggior incubo che l’umanità possa temere: quello dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale che potrebbe portare, entro la fine del decennio, a un vero e proprio rischio esistenziale per il genere umano, distruggendolo. Insomma, un allarme, un avvertimento: la corsa incontrollata alla creazione di una superintelligenza capace di auto-migliorarsi potrebbe distruggere l’umanità già nel decennio in corso, entro il 2030. Un’eventualità che sta ingrossando la fuga degli scienziati che negli ultimi mesi hanno deciso di congedarsi dai laboratori, allarmati dalle potenzialità dei sistemi che stanno sviluppando. In parole povere, diversi scienziati che sviluppano l’IA credono sinceramente che essa possa ucciderci come nessun’altra attività umana abbia comportato finora un tale livello di pericolo. Coxon è stato preceduto da altri dipendenti, tutti con ruoli di alto livello e responsabilità, che hanno voluto allontanarsi dalle ricerche per le stesse perplessità. Perché si abbia un’idea di quanto siano grandi gli interessi economici che ruotano intorno alle immense potenzialità dell’intelligenza artificiale, capace di imparare da sé stessa e di implementare le proprie capacità, basta sottolineare che Anthropic si prepara a una colossale offerta pubblica iniziale (IPO) che potrebbe portare la valutazione dell’azienda fino a mille miliardi di dollari. È facile immaginare cosa pensi di ricavare chi vuol rilevare l’azienda pagando quel costo, ossia quale enorme possibilità abbia lo sviluppo dei sistemi che utilizzano l’IA. Anche quando a Los Alamos fu costruita la prima bomba atomica molti fisici si dissociarono dal proseguire nell’impresa, così come nessuno poteva immaginare che dall’ulteriore sviluppo di quegli studi, ossia passando dalla fissione alla fusione nucleare, si sarebbero costruiti ordigni atomici centinaia di volte più potenti. Lo stesso vale per l’IA e, stavolta, gli Stati sovrani dovrebbero mettere il naso in quello che nei laboratori si va sviluppando, senza coltivare l’inconfessata idea di poterne disporre e di poterla usare contro gli altri. Ma l’umanità è impegnata a farsi la guerra, a declinare diritti e libertà, a vivere godendosi la vita senza troppi patemi e senza soverchio cervello.

*già parlamentare