mercoledì, 2 Settembre 2026
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IL MEGLIO/ PEGGIO DA DAGOSPIA/NOTIX E CRONACHEDI/

Rifiuti interrati nei campi da golf, falda sotto controllo a Castel Volturno. Marrandino: “La verità venga subito fuori”

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Il sindaco di Castel Volturno Pasquale Marradino ed i campi da golf

CASTEL VOLTURNO – “Confidiamo nel lavoro degli inquirenti e auspichiamo che riescano a stabilire la verità”, ha commentato il sindaco Pasquale Marrandino in merito all’inchiesta su presunti rifiuti interrati nei campi da golf in località Pinetamare. E’ noto che la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha dato il via alle operazioni di scavo per verificare l’eventuale presenza di rifiuti interrati nell’area realizzata negli anni Novanta dal gruppo Coppola. Il sindaco ha inoltre aggiunto: “Apprendo con tanto rammarico questa notizia anche perché stiamo lavorando tantissimo per ripulire l’immagine di Castel Volturno, cosa non facile, e queste sono vicende del passato che ci fanno scivolare di nuovo in basso. Si tratta di fatti risalenti agli anni Novanta: in passato le normative in materia ambientale erano pressoché inesistenti, blande, e la gestione dei materiali di risulta era superficiale. Speriamo che, nel caso la ricerca avesse esito positivo, si tratti di materiali non pericolosi, facilmente bonificabili e che non ci sia stato inquinamento della falda acquifera. Mi auguro che la verità venga fuori subito, senza creare allarmismo e richiamare l’attenzione sulla Terra dei fuochi; le forze dell’ordine e le istituzioni sono da tempo impegnate per arginare il fenomeno e va detto che le aree della Terra dei Fuochi si sono ridotte di tanto nel tempo”.

Marrandino inoltre ha commentato: “Castel Volturno vuole vivere di turismo ed è su questo che fonda il suo riscatto. Ha bisogno di preservare la sua integrità, dare solidità alla sua immagine. Nel caso che le ricerche facessero emergere che qualcosa non va, interpelleremo subito il commissario straordinario per la Terra dei fuochi, il generale Vadalà, con cui siamo in stretto contatto da sempre, al fine di dare il via alle attività di bonifica capillare dell’area inquinata. Lo dobbiamo ai nostri figli, alle associazioni, a quanti si impegnano quotidianamente nella salvaguardia del territorio e nel riqualificare l’immagine di Castel Volturno. Noi ci siamo e continueremo a tenere i riflettori accesi su questa vicenda”, ha concluso Marrandino, esprimendo piena fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine.

DAILY MAGAZINE

 

Import di droga dalla Spagna attraverso società logistica, cinque arresti. TUTTI I NOMI

NAPOLI – Per distribuire sul territorio nazionale cocaina, hashish e marijuana importata dalla Spagna utilizzavano una società logistica del Napoletano.

E’ quanto hanno scoperto i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli che, al termine di indagini coordinate dalla Dda partenopea, hanno arrestato cinque persone ora accusate dei reati, contestati nella forma aggravata, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio.
I narcotrafficanti hanno operato dal gennaio 2019 al maggio 2020, nell’area della città metropolitana di Napoli ma anche nell’hinterland partenopeo e casertano.
Durante quel periodo le forze dell’ordine hanno sequestrato, complessivamente, circa 102 kg di sostanze stupefacenti.
Individuate dai militari le modalità di trasporto e stoccaggio dello stupefacente resi possibili attraverso una società logistica di Giugliano in Campania (Napoli) “fittiziamente” gestita da uno degli indagati.

Il capo banda dei narcotrafficanti ritoccava cognome per voli in Spagna

“Ciardillo”, “Curdillo” e “Cardullo”: acquistava i biglietti per i voli in Spagna sempre modificando leggermente il suo cognome, per eludere i controlli delle forze dell’ordine il capo della banda di broker della droga decapitata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli con l’arresto di cinque persone tra cui figura Mario Cardillo, ritenuto dai militari e dalla Procura di Napoli, il capo dell’organizzazione di narcotrafficanti.
Il gip di Napoli ha disposto all’arresto in carcere anche per Vincenzo Marigliano, Giovanni Risi, per il brasiliano Dreyck Gusmao de Azevedo e per Antonio Mallardo (gli ultimi due stretti collaboratori del capo) ma gli indagati sono complessivamente sedici.
Intestata a un prestanome erano Antonio Mallardo e il brasiliano a gestire la società logistica di Giugliano in Campania utilizzata per convogliare e stoccare la droga (nascosta anche in cassettiere per scrivanie che poi venivano vendute sul web come usate) che arrivava dalla Spagna, perlopiù da Malaga e Barcellona. Al prestanome davano 200 euro al mese per l’intestazione fittizia della ditta.