Fondazione Carditello, nodo CdA e ombre sulla governance: scontro sulla scadenza e interrogativi sulla trasparenza

SAN TAMMARO, 13 giugno 2026 – Resta aperto il confronto sulla reale scadenza del Consiglio di amministrazione della Fondazione Real Sito di Carditello, mentre attorno alla governance del sito borbonico si addensano interrogativi che intrecciano profili giuridico-amministrativi, gestione istituzionale e trasparenza dell’attività dell’ente.

Il presidente della Fondazione, Maurizio Maddaloni, sostiene che il CdA non sarebbe ancora scaduto, indicando come termine della prorogatio il 18 o 19 giugno, sulla base della data di nomina dei componenti designati dagli enti territoriali. Una lettura che, secondo la Fondazione, consentirebbe la piena continuità dell’organo amministrativo in attesa delle determinazioni ministeriali.

 

IL DECRETO CHE SMENTISCE IL PRESIDENTE

Decreto 

Di diverso avviso è però la ricostruzione che emerge dal decreto ministeriale di nomina del 27 aprile 2023, nel quale tutti i componenti del Consiglio risultano formalmente nominati nella stessa data. Pur essendo due membri stati successivamente individuati o formalizzati nei giorni immediatamente successivi, resta il punto centrale della decorrenza unitaria dell’atto di nomina, elemento che apre a una possibile diversa interpretazione dei termini di scadenza e del regime di prorogatio previsto dalla legge 444 del 1994.

IL PROVVEDIMENTO DECRETA:
Art. l
1. Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Real Sito di Carditello è composto da:
 Maurizio Maddaloni, Presidente
 Luigi Roma;
 Giovanni Russo;
 un componente designato dalla Regione Campania;
 un componente designato dal Comune di San Tammaro.
2. Ai sensi dell’articolo 12, comma 1, dello Statuto il dott. Maurizio Maddaloni, Presidente del
Consiglio di Amministrazione, è anche Presidente della Fondazione Real Sito di Carditello.
3. Ai sensi dell’articolo 13, comma 4, dello Statuto della Fondazione Real Sito di Carditello,
tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione restano in carica tre esercizi, a decorrere dalla
data del presente decreto.
Roma, 27 aprile 2023

La questione non è soltanto formale. La fine della proroga e la mancata definizione di una nuova governance rischiano infatti di incidere sulla gestione ordinaria e sulla programmazione delle attività della Fondazione, che rappresenta uno dei principali presìdi culturali della Campania.

Accanto al nodo istituzionale emerge anche un tema legato alla trasparenza e alla comunicazione pubblica. Sul sito ufficiale della Fondazione, infatti, risultano oggi poche informazioni aggiornate sulle attività in corso, in evidente discontinuità rispetto alla precedente impostazione comunicativa. Un elemento che alimenta interrogativi, soprattutto considerando il ruolo dell’ente e le ingenti risorse pubbliche stanziate dal Ministero della Cultura, pari a circa 50 milioni di euro.

Proprio su questi aspetti si è acceso anche il confronto politico. I parlamentari Stefano Graziano e Agostino Santillo hanno annunciato iniziative e interrogazioni parlamentari per fare chiarezza sia sulla gestione complessiva della Fondazione sia sul livello di trasparenza nella comunicazione istituzionale e sull’effettiva operatività dei progetti in corso.

Resta inoltre aperta la questione della nuova governance: al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte del Ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli, lasciando un quadro ancora incerto sulla futura guida dell’ente.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di riflessione: eventi, iniziative e manifestazioni continuano a svolgersi seguendo la scia dei format e delle linee programmatiche sviluppate dal precedente Consiglio di amministrazione, circostanza che alimenta il dibattito sul futuro indirizzo strategico della Fondazione e sulla necessità di definire in tempi rapidi il nuovo assetto gestionale.

In questo scenario, la Fondazione Carditello si trova sospesa tra interpretazioni divergenti delle norme, attese istituzionali e crescenti richieste di chiarezza su gestione, trasparenza e programmazione futura. Una partita che va ben oltre la semplice scadenza di un mandato e che investe direttamente il futuro di uno dei più importanti patrimoni culturali del Mezzogiorno.