A cura di Lara Crinò, 28 gennaio 2023
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Gilbert&George, la coppia d’oro
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Insieme nell’arte e nella vita, hanno creato la coppia più immorale ed esplosiva dell’arte mondiale. A Gilbert Prousch e George Passmore, ovvero Gilbert & George, dedichiamo la copertina di Robinson in edicola oggi con Repubblica. Il nostro corrispondente Antonello Guerrera li ha incontrati a Londra, nel quartiere “multikulti” di Spitalfields, dove vivono e lavorano. Presentandoci il progetto del “Gilbert & George Centre”, una galleria personale da circa 10 milioni di sterline, i due artisti ci hanno accolto nel loro rifugio, raccontandosi come non hanno mai fatto prima: dall’incontro negli anni della Swinging London alla consapevolezza di essere diventati “una composizione vivente”. Ribadendo il loro credo: “Siamo per la libertà, perciò siamo spesso stati outsider. Ma in giacca e cravatta, l’abito adatto a ogni occasione”. Nelle pagine seguenti, come sempre, le recensioni delle novità in libreria e lo spazio dedicato a un autore da riscoprire. Questa settimana, Rosella Postorino racconta il grande autore austriaco Thomas Bernhard.
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Tanti auguri signora Woolf. Su Tiktok le booktoker festeggiano il compleanno di Virginia Woolf, nata il 25 gennaio 1882; per capire l’amore per la scrittrice inglese delle giovani generazioni, basta fare i conti: sulla piattaforma l’hastgag #virginiawoolf conta 32,5 milioni di visualizzazioni. Le giovani lettrici raccontano a Sara Scarafia perché c’è ancora bisogno di leggere i suoi capolavori: artista, protofemminista, imprenditrice illuminata. E così, Una stanza tutta per sé a La signora Dalloway, Woolf continua ad appassionare. Spazio poi alle recensioni: Beatrice Maione, @tris_bookstagram, ha lanciato The Inheritance games, un young adult pieno di enigmi e mistero. Oggi alle 12 se ne parla in live su @robinsonrepubblica.
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Questa settimana nelle pagine dei Festival ci occupiamo di “Bellestorie”, il festival della letteratura per ragazzi che porta gli autori nelle scuole di Novara; a raccontarci il rapporto dei più piccoli con i libri è lo scrittore Marco Magnone (autore con Fabio Geda della fortunata saga per ragazzi Berlin). Sempre nei Festival, Brunella Torresin ci accompagna allo scoperta di un weekend (dal 3 al 5 febbraio) in cui Bologna diventa città del contemporaneo: con Artefiera e Artcity, la serie di appuntamenti in molti luoghi della città.
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JR, Déplacé-e-s, Jamal, Mauritania (2022)
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“È una mostra davvero speciale per me, ho viaggiato molto per farla. Siamo stati in Ucraina, nei campi in Ruanda, poi a Lesbo, a Mbera, nella Mauritania, in Colombia. Tutte le volte, però, il progetto è stato realizzato singolarmente, per la comunità. Ingrandendo il volto e il sorriso ribelle di questi bambini, e messi uno accanto all’altro, sembra che stiano correndo insieme, che stiano giocando, quasi. A Torino li vedrete per la prima e unica volta tutti insieme”. Lo street artist francese JR anticipa a Robinson il suo nuovo lavoro, in mostra alle Gallerie d’Italia dal 9 febbraio. L’intervista è di Maurizio Fiorino.
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Libri per ragazze e ragazzi
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Un’illustrazione di Olivier Tallec per Dagfrid. La rivolta del merluzzo (Babalibri) di Agnès Mathieu-Daudé
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Parola d’ordine: vichinghimania. Sono gli antichi popoli del Nord, scopritori ante litteram del continente americano e grandi protagonisti dell’immaginario contemporaneo, a monopolizzare le nostre pagine per ragazze e ragazzi. Con due libri come filo conduttore. Il primo è un capitolo della serie “Dagfrid”, dedicata a una bambina intraprendente di quella civiltà guerriera: ce ne parla l’autrice, la francese Agnès Mathieu-Daudé, intervistata da Ilaria Zaffino. Il secondo è un’esilarante commedia scritta e illustrata di Andrea Castellani, che immagina uno scontro tra pirati e vichinghi: Gabriele Di Donfrancesco ci racconta tutto.
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Bob Ezrin (a sinistra) con Lou Reed a Hollywood nel 2003 in occasione dell’inserimento di quest’ultimo nella Rock Walk of Fame
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Canadese, 73 anni, Bob Ezrin è un nome sconosciuto ai più. Eppure è stato negli ultimi decenni uno degli artecifici del pop e del rock mondiali, il produttore di Pink Floyd, Alice Cooper, Lou Reed, Rod Stewart, Elton John, U2, Deep Purple. Nelle pagine degli Spettacoli è Michele Serra a intervistarlo, facendosi raccontare un secolo di rock, il “tradimento” della musica digitale e il suo l’impegno per il Pianeta. Con una sorpresa: se a Ezrin si chiede di quale album è più fiero, la sua risposta non riguarda la musica ma gli esseri umani e i rapporti che ha intrecciato. Come quello con il frontman dei Veltet Undergroud: “Sono fiero che io e Lou Reed siamo rimasti amici intimi fino al giorno della sua morte”.
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Una ragazza punk in un disegno di Cristiano Rea
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C’è stato un tempo in cui anche Roma ha visto l’esplosione di un nuovo fenomeno, non solo musicale: il punk. A raccontarlo attraverso poster, locandine, magliette, pieghevoli e fumetti è un grande personaggio: il suo nome è Cristiano Rea e non a caso Zerocalcare lo venera come suo maestro. Finalmente oggi il libro Pank! della casa editrice Goodfellas rende giustizia a Rea, mettendo insieme tutti i lavori di questo artista, vera memoria storica di una scena underground di cui altrimenti poche sarebbero le testimonianze. Intervistato da Luca Valtorta, Rea ci porta in viaggio nella Roma underground degli anni 80 e 90, tra creste e giubbotti di pelle, e riflette su cosa è rimasto di quel movimento che ha cambiato musica e società negli anni a venire.
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Arturo Brachetti in un disegno di Riccardo Mannelli
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Nello Straparlando di questa settimana, Antonio Gnoli ha incontrato Arturo Brachetti, che ripercorre sulle nostre pagine il percorso che l’ha portato sui palcoscenici di tutto il mondo: la passione per l’illusionismo scoppiata in seminario e i primi trucchi appresi grazie a don Silvio Mantelli. L’esordio al Paradis Latin negli anni Settanta e poi il successo dei suoi show in Italia e all’estero. Il più grande trasformista vivente si racconta.
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“Non c’è profeta nella lunga storia della terra a cui questo momento non renda giustizia”. Nel dopobomba cinereo c’è solo “freddo e silenzio. Le ceneri del mondo defunto trasportate qua e là nel nulla da lugubri venti terreni. Trascinate, sparpagliate e trascinate di nuovo. Ogni cosa sganciata dal proprio ancoraggio”. È l’incubo distopico di La strada di Cormac McCarthy. Eppure, dicono gli scienziati, manca solo un minuto e mezzo alla mezzanotte dell’olocausto nucleare. “La rivelazione finale della fragilità di ogni cosa. Vecchie e spinose questioni si erano risolte in tenebre e nulla. L’ultimo esemplare di una data cosa si porta con sé la categoria. Spegne la luce e scompare”. Quella rivelazione ci è davvero presente? O i profeti ammoniscono al vento? Nel finale del romanzo, il figlio fa una semplice domanda al padre, una domanda a cui dovremmo dare una risposta prima che sia troppo tardi: “Papà, siamo ancora noi i buoni?”.
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