La Caserta che non c’è più è quella condensata nel libro biografico «Renato Iaselli Testimone del suo tempo», l’autore è Giuseppe De Nitto a tanto sollecitato dai figli dell’indimenticato avvocato e notissima figura di casertano, nato nel 1903 e scomparso il 2 maggio del 1969. Gianpaolo, Francesca e Lucio hanno voluto condividere la memoria con tutti i concittadini che ancora ne ricordano l’impegno di vita familiare, professionale, pubblica.

 

la storia, i protagonisti

Franco TontoliLa Caserta che non c’è più, ricorrente la frase che spesso è intinta nella nostalgia, considerazione ovvia per tutto quanto è di ieri e dell’altro ieri. La Caserta che non c’è più è quella condensata nel libro biografico «Renato Iaselli Testimone del suo tempo», l’autore è Giuseppe De Nitto a tanto sollecitato dai figli dell’indimenticato avvocato e notissima figura di casertano, nato nel 1903 e scomparso il 2 maggio del 1969.Gianpaolo, Francesca e Lucio hanno voluto condividere la memoria del genitore con tutti i concittadini che ancora ne ricordano l’impegno in tutto quanto era il suo quotidiano di vita familiare, professionale, pubblica, con un libro che è un album di ricordi, un elenco non sterile di quei mattoni che Renato Iaselli portava alla casertanità da ricostruire dopo la grande guerra. Renato Iaselli c’era sempre, con altri casertani a maniche rimboccate e a cervelli ribollenti, tante attività, tanti incarichi che oggi si indicano, per l’inadeguatezza ed effimere aspirazioni di tanti occupanti, «poltrone» che invece non erano posizioni di comodo ma postazioni da cui combattere battaglie in favore della comunità e, in seno a questa, di quelli che maggiormente ne avevano bisogno. Tutto questo è stato condensato da Giuseppe De Nitto che ha collazionato testimonianze d’archivio e di personaggi che lo avevano conosciuto «testimone del suo tempo» come nel titolo del libro presentato nella Biblioteca del Seminario vescovile. I saluti non rituali e s’è avvertito dal tono del sindaco Carlo Marino, di Nicola Lombardi direttore della Biblioteca diocesana, di Adolfo Russo presidente dell’Ordine degli avvocati, di Salvatore Iovieno, governatore del distretto Rotary 2100.L’avvocato Giuseppe Garofalo, decano della categoria, ha tratteggiato aspetti professionali di Renato Iaselli, la sua preparazione dottrinaria, il suo impegno a onorare la professione in difesa sempre dei più deboli.Le relazioni affidate ad Alberto Zaza d’Aulisio, presidente della Società di storia patria, a Michele De Simone, delegato provinciale del Coni, sono state racconti e testimonianze dirette, aree sociali, culturali, sportive in cui Renato Iaselli aveva speso la sua multiforme attività, con lo stesso impegno e attaccamento, per quanto in favore della società casertana, che riservava alla famiglia, nessun personale interesse se non quello di alimentare voglia e dignità di vivere, di lavorare, progredire, impreziosire il blasone municipale di Caserta che sotto le torri espone la cornucopia che andava riempita di quell’abbondanza poi persa eccola qui la nota malinconica negli anni a venire. Michele De Simone, a ricordo dell’impegno di Renato Iaselli per lo sport, ha consegnato ai figli a nome del Coni la Stella al merito sportivo, riconoscimento postumo a cinquanta anni dalla scomparsa.Infine Giuseppe De Nitto, autore di una autentica tesi accademica sulla casertanità. È nota la sua esperienza, fra l’altro già direttore della Biblioteca palatina della Reggia di Caserta. È stato bravissimo nel condensare le attività dell’avvocato Iaselli, non un elenco tecnico e statistico ma il racconto di ciò cui quelle attività erano finalizzate. Nel libro anche le testimonianze dirette di personaggi contemporanei di Renato Iaselli, ciascuno di loro ugualmente tasselli della Caserta che si ricostruiva e che cresceva. Avvocato tra i più apprezzati, impegnato nella politica, tra i fondatori della Dc provinciale, impegnato nel sociale come presidente dell’Opera nazionale orfani di guerra, dell’Enal, nella cultura come fondatore della Dante Alighieri, nel comitato organizzatore di quella grande giornata che nel 1966 celebrò i 100 anni del liceo ginnasio «Giannone» di cui era stato allievo, nel dopolavoro come presente nelle attività del Circolo Nazionale e del Circolo Sociale e, ai primi anni Sessanta, commissario e presidente della Casertana calcio dell’epoca romantica. Si coglie, nei ricordi e nelle testimonianze, la particolare predilezione che Renato Iaselli aveva per la categoria degli orfani di guerra, per la presidenza dell’ente che ricoprì dal 1948 al 1969.Indicativa la testimonianza dell’avvocato cassazionista Gaetano Calcaterra che già da studente abbiamo con lui condiviso i banchi del ginnasio e del liceo Giannone ci diceva: «Devo studiare il doppio per darne conto a mia madre e all’avvocato Iaselli presidente dell’ente che assiste la mia categoria con attenzione e sentimenti veramente paterni». Alla sala affollata Gianpaolo Iaselli, a nome dei fratelli e familiari, ha rivolto un commosso ringraziamento, sottolineando i sentimenti di una città che non dimentica quanti si sono spesi per l’intera comunità, «di un padre diceva che aveva tre figli e altre centinaia, gli orfani di guerra per i quali spendeva ogni sua energia per agevolarli nelle difficoltà della vita».

 

Nella foto: Renato Iaselli, Don Salvatore D’Angelo, Giulio Andreotti e Giovanni Leone