Reggia di Carditello: il “Nodo” Incompatibilità per il Direttore Miranda? E il giallo dell’articolo 6 e della mancata pubblicazione sul sito istituzionale
San Tammaro, 25 giugno 2026 – Riflettori sempre più accesi sulla governance della Fondazione Real Sito di Carditello, dove il dibattito politico e amministrativo si intreccia con interrogativi che, al netto delle posizioni ufficiali, continuano a moltiplicarsi. Al centro della controversia figura il Direttore Generale Gennaro Miranda, attorno al quale si addensano dubbi legati a presunte incompatibilità e a un quadro documentale che, secondo alcune verifiche, presenterebbe più di una zona d’ombra.
Il punto più sensibile riguarda l’articolo 6 del bando di selezione, che in maniera esplicita e perentoria stabilisce l’incompatibilità dell’incarico con qualsiasi altra carica pubblica o privata. Una clausola che, secondo osservatori politici e amministrativi, rappresenterebbe il perno giuridico dell’intera vicenda.
E proprio su questo aspetto si concentra una delle contestazioni principali: la presunta assenza di pubblicazione del contratto sul sito istituzionale della Fondazione, elemento che – se confermato – solleverebbe interrogativi sulla piena trasparenza degli atti successivi alla procedura di selezione. Anche sulla piattaforma Traspare, secondo quanto viene evidenziato, non risulterebbe facilmente rintracciabile un contratto formalizzato in seguito al bando.
Il “doppio ruolo” e le contestazioni politiche
Le verifiche sollevate in ambito politico e sindacale puntano l’attenzione su quella che viene definita una possibile condizione di “doppio ruolo”. A Miranda vengono infatti attribuite, secondo tali ricostruzioni, ulteriori posizioni, tra cui la presidenza della Fondazione Ville Vesuviane e un incarico nell’ambito dell’amministrazione scolastica ministeriale (DSGA).
Una sovrapposizione di funzioni che, se confermata nei termini contestati, entrerebbe in potenziale contrasto con quanto previsto proprio dall’articolo 6 del bando, riaccendendo il tema dell’effettiva compatibilità degli incarichi.
Il nodo trasparenza e il ruolo degli atti mancanti
Sul piano istituzionale, la Fondazione difende la regolarità della propria gestione e respinge l’ipotesi di una paralisi amministrativa. Tuttavia, il tema della trasparenza documentale e della tracciabilità degli atti resta sul tavolo, alimentando un confronto che non si limita più alla sola dimensione tecnica, ma assume sempre più una connotazione politica.
La mancata pubblicazione del contratto sul sito istituzionale, insieme ai dubbi sollevati sull’accessibilità degli atti su Traspare, viene indicata dai critici come un elemento che contribuisce ad alimentare il cosiddetto “giallo burocratico” attorno alla gestione del Real Sito di Carditello.
Un caso ancora aperto
In attesa di eventuali chiarimenti ufficiali o verifiche da parte degli organi competenti, la vicenda resta dunque aperta. E continua a muoversi lungo un crinale delicato: da un lato la difesa della legittimità amministrativa, dall’altro le contestazioni che invocano il rispetto rigoroso delle regole fissate dal bando e dei principi di trasparenza.
Un equilibrio ancora instabile, che rischia di trasformare una questione amministrativa in un caso politico destinato a far discutere ancora a lungo.










