Delitti, inchieste e processi


Dai delitti di Villa Pamphili al giallo di Garlasco: tutti i fronti caldi della cronaca nera italiana di Ferdinando Terlizzi


Giudizio immediato per Francis Kaufmann a Roma, il video choc dell’omicidio Veronese a Collegno, la nuova perizia genetica che riapre il caso Garlasco, ergastoli confermati per i fratelli Morleo a Brindisi, richiesta di processo per il boss Ercolano a Catania, svolta sull’omicidio Taormina a Palermo e nuovi paletti della Cassazione sul reato continuato tra omicidi.


La cronaca giudiziaria delle ultime ore offre un quadro frammentato ma coerente di come i grandi delitti italiani continuino a produrre sviluppi nelle aule di giustizia, tra nuove prove scientifiche, richieste di rinvio a giudizio e sentenze definitive.

Roma, duplice omicidio di Villa Pamphili: Kaufmann verso il giudizio immediato

La Procura di Roma ha chiesto il giudizio immediato per Francis/Charles Francis Kaufmann, 46 anni, accusato del duplice omicidio aggravato della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, 14 mesi, trovate senza vita il 7 giugno 2025 all’interno del parco di Villa Pamphili. Secondo l’impianto accusatorio, l’uomo avrebbe soffocato la donna e, alcune ore dopo, strangolato la bambina, occultando poi i corpi tra la vegetazione del grande polmone verde della Capitale. Le indagini si fondano su accertamenti biologici, immagini di videosorveglianza e tracce sul sacco nero usato per coprire il corpo di Anastasia. la Repubblica+3RaiNews+3Adnkronos+3

Collegno (Torino), l’omicidio Veronese ripreso dalle telecamere

A Collegno, nel Torinese, emergono nuovi dettagli sull’omicidio dell’imprenditore Marco Veronese, ucciso il 23 ottobre in via Sabotino. Un video di sorveglianza riprende l’intera sequenza: l’arrivo del furgone guidato dal presunto killer Michele Nicastri, l’agguato con numerose coltellate e la fuga. Le immagini, pubblicate e descritte dalla stampa, avrebbero un peso rilevante nel quadro probatorio a carico dell’indagato, già sottoposto a misura cautelare. Corriere Torino+2Corriere Tv+2

Garlasco, nuova perizia sul Dna: la traccia compatibile con la linea paterna di Sempio

Sul fronte del delitto di Garlasco, a distanza di oltre 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la nuova inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio registra un passaggio cruciale. La genetista Denise Albani, incaricata di una perizia, ha concluso che l’aplotipo Y rinvenuto sotto le unghie di Chiara è pienamente compatibile con la linea paterna di Sempio. Il 18 dicembre si discuterà in udienza se quella traccia sia il frutto di un contatto diretto in occasione del delitto o di un trasferimento indiretto. La difesa del giovane, che si dichiara innocente e “amareggiato”, sottolinea la mancanza – a suo dire – di dati decisivi. I pm, intanto, valutano la richiesta di rinvio a giudizio a inizio 2026. Sky TG24+2Virgilio.it+2

Brindisi, ergastolo confermato per i fratelli Morleo

In Puglia, la giustizia di secondo grado conferma il carcere a vita per Enrico e Cosimo Morleo, ritenuti responsabili degli omicidi degli imprenditori Salvatore Cairo e Sergio Spada, consumati a Brindisi tra il 2000 e il 2001. La Corte d’appello ha ribadito la condanna all’ergastolo, escludendo tuttavia l’aggravante del metodo mafioso, pur riconoscendo la gravità e la premeditazione dei delitti. RaiNews

Catania, duplice omicidio Vecchio–Rovetta: chiesto il processo per il boss Ercolano

A Catania, la Procura generale ha chiesto il rinvio a giudizio per il boss Aldo Ercolano, già detenuto all’ergastolo per mafia e altri gravi reati, tra cui l’omicidio del giornalista Pippo Fava. Secondo l’accusa, Ercolano sarebbe l’ideatore e l’organizzatore del duplice omicidio degli imprenditori Alfio Vecchio e Paolo Rovetta, uccisi 35 anni fa. La richiesta di processo riguarda anche altri quattro imputati, accusati di estorsione aggravata dall’aver favorito Cosa nostra. Facebook+3ANSA.it+3Stampa Libera+3

Palermo, il caso Taormina: cade l’ipotesi del “delitto d’onore”

A Palermo si sgonfia l’ipotesi iniziale del delitto d’onore per l’omicidio di Paolo Taormina, gestore del pub di famiglia ucciso un mese e mezzo fa davanti al locale. Secondo gli sviluppi ricostruiti dagli inquirenti, la pista dell’onore offeso sarebbe parte di un movente “di copertura”: la rissa e il presunto motivo sentimentale sarebbero stati messi in scena da Gaetano Maranzano, reo confesso, per mascherare ragioni diverse, in un contesto di tensioni personali e di quartiere. L’imputazione si orienta dunque verso l’aggravante dei futili motivi, mentre prosegue il lavoro per definire eventuali complicità. Live Sicilia+2Live Sicilia+2

Cassazione, nuovi paletti sul reato continuato tra omicidi

Sul piano della giurisprudenza penale, la Corte di Cassazione è intervenuta nuovamente sul tema del reato continuato in presenza di omicidi plurimi. In una recente decisione, gli ermellini hanno annullato un’ordinanza che negava il riconoscimento della continuazione tra due omicidi commessi a breve distanza nell’ambito di una faida tra clan, ritenendo illogica la motivazione che parlava di movente “occasionale” per il secondo delitto. In altre pronunce, la Cassazione ha però ricordato i limiti dell’istituto: per applicare il reato continuato è necessaria la prova di un unico disegno criminoso originario che abbracci, almeno nelle linee essenziali, tutti i reati programmati. LexCED+2LexCED+2


Cronache continuerà a seguire quotidianamente questi procedimenti, dalle ricostruzioni dei singoli delitti alle scelte della magistratura di merito e di legittimità, per offrire ai lettori un quadro aggiornato e rigoroso dei casi che segnano la cronaca nera italiana.