MANIFESTAZIONE

Piazza, Conte ritrova Schlein. Poi arriva Grillo: “Brigate Rdc”

LAVORO E PRECARIETÀ – Ieri a Roma l’iniziativa M5S. Presenti Acli e Arci

18 GIUGNO 2023

La gente c’era, anche ben sopra la quota dei 5mila manifestanti che Giuseppe Conte pretendeva dai suoi. C’erano anche le associazioni, dalle Acli all’Arci, con tante bandiere della pace. Ed è apparsa perfino Elly Schlein, per un saluto fugace “che però è un risultato politico” rivendicano tanti 5Stelle: forse addirittura un vagito di centrosinistra. Però nel sabato del corteo del M5S a Roma #bastaviteprecarie, incentrato su diritti e no alle armi, a segnare in ogni senso la piazza è stato l’intervento a sorpresa di Beppe Grillo: invitato da Conte giovedì, assicurano, ma mai previsto in scaletta.

Di certo il fondatore accende le reazioni di quelli che non aspettavano altro per demolire l’evento, destre e anche un pezzo di Pd, con una sua frase rumorosa più a rileggerla che a risentirla: “Fate le brigate di cittadinanza, mettetevi il passamontagna e di notte, senza farvi vedere, fate i lavoretti, sistemate i marciapiede”. Voleva essere una battuta. Eppure apriti cielo, sulle agenzie. E festa almeno offuscata per l’avvocato e i 5Stelle, che avevano una matta voglia di ritrovarsi in strada, con le bandiere, “perché stare assieme fa bene a noi e al nostro senso identitario” sorride Paola Taverna, l’organizzatrice assieme all’ex senatore Gianluca Perilli. Però non avevano contemplato l’effetto Grillo. Il Garante non partecipava da un’era geologica a un comizio con Conte – l’ultimo potrebbe risalire a Italia5Stelle a Napoli, nell’ottobre 2019 – ma l’ha caratterizzato. In camicia bianca, sciorina dal palco vecchie scenette – “datemi dell’ acqua cazzo”, “Italiani”! – e si lamenta dei prezzi degli alberghi a Roma (“sono triplicati”). Questa volta non ha dormito nella sua usuale tana romana, un albergo sui Fori a pochi metri dal palco. E comunque non rinuncia a mordere l’avvocato, con cui non si piacerà mai : “Voi dovete fare un po’ di battaglia su territori, raccogliete i progetti e mandateli a Conte: prima o poi li capirà”. L’ex premier ascolta, impassibile.

L’ultima volta, dopo lo scontro durissimo sulla leadership nell’estate 2021, aveva assistito a un intervento di Grillo in un convegno del M5S a Roma, esattamente un anno fa, “gustandosi” dalla platea il Garante che discettava di Metaverso. Stavolta Grillo parla di tutto. E Lega e Fratelli d’Italia ne approfittano, esortando Conte a “dissociarsi dalle parole violente di Grillo” sulle brigate. Diversi contiani sospirano: “Beppe è così”. Il suo ufficio stampa prova a tamponare: “Grillo parlava di cittadini che puliscono le strade e riparano le panchine, ma le leggi vietano di farlo: per questo il riferimento ai passamontagna”. Ma ad alcuni parlamentari non sono piaciute altre battute del fondatore, a margine del palco “Abbiamo raccattato gente anche nelle case di riposo, ora siamo dormienti ma basta un niente per risvegliarci”. Si è rotto qualcosa con Grillo, che abbraccia forte Virginia Raggi, arrivata sul finale. Ma c’è altro. Come il Moni Ovadia che va dritto contro la Nato (“Basta con questi pagliacci che alimentano l’industria della guerra”). E sono altre polemiche.

Poi, certo, c’è il tema del centrosinistra. Perché in piazza si vedono Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Si nota Fabrizio Barca. Soprattutto, c’è Schlein. “Vederla è in piazza è un segnale della sinistra che si aggrega, senza la parola centro davanti” dice Stefano Patuanelli al Fatto. Poi c’è Roberto Fico, che con la segretaria dem ha un forte rapporto. “La presenza di Elly è un segnale importante, da cogliere: possiamo partire da battaglie comuni per costruire un percorso sui temi”. Lei, Schlein, abbraccia Conte e gli dice poche sillabe: “Avete fatto bene mobilitarvi”. L’avvocato replica con un concetto che ripeterà per tutto il giorno: “È un segnale importante per chi pensa di essere maggioranza nel Paese”. La segretaria dem corre via, mentre due anziani provano a contestarla (“Sei come Letta”). E il nodo sono sempre le armi. Conte ne parla, ovviamente: “Siamo succubi di Washington e Bruxelles, c’è una furia bellicista”. Ce l’ha con Giorgia Meloni, che cita più volte: “Sta tornando al Jobs Act, sta diventando la copia del Renzi d’Arabia”. In fondo, riassume Patuanelli, “questa è la prima manifestazione politica contro il governo”. Anche se Grillo preciserà: “Io sono l’Elevato, non parlo del governo”. Amen.

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