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Napoli, blitz a Scampia: arrestati 15 affiliati al clan Raia. Gratteri: «In Campania non ci sono zone franche»/Intercettazioni per indagini giudiziarie, sono oltre diecimila i «bersagli» in Campania di Angelo Agrippa
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Napoli, blitz a Scampia: arrestati 15 affiliati al clan Raia. Gratteri: «In Campania non ci sono zone franche»
L’operazione congiunta di carabinieri e polizia
Scampia, blitz anticamorra all’alba: operazione in corso
Gestiva i vertici rispettando rigorosamente i vincoli di sangue, il clan Raia, a cui presunti componenti oggi la Squadra Mobile di Napoli e i carabinieri del gruppo Napoli hanno notificato 15 arresti e sequestrato droga e denaro. A sottolinearlo oggi, nel corso di un conferenza stampa in Procura a Napoli, sono stati il procuratore Gratteri, il procuratore aggiunto Sergio Amato, il capo della Squadra Mobile Giovanni Leuci e il tenente colonnello Giuseppe Musto, comandante del Gruppo Napoli.
L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia ha documentato l’espansione in una fetta di territorio di Scampia della famiglia Raia, articolazione del clan Amato Pagano, a discapito dei clan Abete Notturno letteralmente cacciati dalle case popolari e dalle piazze di spaccio. «Una camorra di serie A», ha commentato il procuratore di Napoli che poi ha aggiunto: «Stiamo dimostrando che non ci sono zone franche in Campania, che questa non è una terra di nessuno, che è possibile sperare. Noi interveniamo sul piano giudiziario. Questo è un territorio vasto, in particolare la provincia di Napoli, ed effervescente, nel bene e nel male».
Intercettazioni per indagini giudiziarie, sono oltre diecimila i «bersagli» in Campania
di Angelo Agrippa
Tante le persone sottoposte annualmente allo strumento investigativo nella nostra regione, posta dall’Eurispes al secondo posto dopo la Sicilia
Il picco record delle intercettazioni investigative sembra essere ormai un ricordo che rimanda al passato. Secondo l’Eurispes — con la ricerca Intercettazioni – “Conoscere per migliorare”, coordinata dai professori Mario Caligiuri e Luciano Romito, che analizza l’utilizzo degli strumenti di intercettazione da parte dell’Autorità giudiziaria italiana nel periodo 2022-2024 con i dati messi a disposizione dalle fonti ufficiali — il calo, in dieci anni, è stato del 40,8%.
Tuttavia, sono sempre gli uffici giudiziari del Centro-Sud a farne l’uso più ampio, tanto che «Sicilia, Campania e Lazio sono le regioni più monitorate, rappresentando insieme il 45-46% del totale nazionale. Per macroaree, Sud e Isole concentrano oltre il 50% delle intercettazioni evidenziando una forte asimmetria territoriale legata alla presenza di criminalità organizzata».
Gli intercettati, in gergo, sono chiamati «bersagli». Ma quali sono gli uffici che fanno maggiormente ricorso alle intercettazioni? Le Direzioni distrettuali antimafia — spiega la ricerca — dispongono «il 41-42% delle intercettazioni totali, confermando il ruolo strategico nella lotta alla criminalità organizzata. Napoli, Palermo e Reggio Calabria sono i distretti più attivi».
Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri è uno strenuo difensore dello strumento delle intercettazioni, sostenendo che sono un investimento, non una spesa per quanto riescano a incidere sul recupero dei profitti illeciti delle organizzazioni malavitose. Mentre chi le avversa argomenta che è l’uso indiscriminato e invasivo a renderle pericolose e intollerabili.
Ma, si sa, è il dato della spesa a fomentare spesso polemiche politiche. Nel 2022 «lo Stato ha sostenuto spese per intercettazioni pari a 192,6 milioni di euro, salite a 193,5 milioni nel 2023. Palermo guida la classifica con oltre 44-48 milioni annui, seguita da Napoli (17-20 milioni), Milano e Roma (12-14 milioni ciascuna)».
Si tratta di dati che si accompagnano ad un alone di incertezza, come indica l’Eurispes: «La ricerca evidenzia in particolare una lacuna: non esiste un sistema uniforme di rilevazione delle spese specifiche per periti trascrittori e fonici. Su 26 Corti d’Appello interpellate nel corso della ricerca condotta dall’Eurispes, solo 13 hanno risposto, con dati parziali e non confrontabili. Le spese sono registrate in forma aggregata sotto la voce “ausiliari del magistrato”, impedendo una valutazione puntuale di questa voce di costo». Sicché la trasparenza del dettaglio di spesa verrebbe sacrificata con un riferimento generico, senza stabilire, invece, quanto si spende per l’attività specifica. Tanto è vero che, chiosa l’Eurispes, «nonostante l’inserimento della categoria “trascrizione” nell’albo dei periti (D.L. 19/2024), non esiste ancora una definizione normativa chiara dei requisiti professionali. L’elenco nazionale conta solo 76 iscritti — sottolineano i ricercatori — di cui 39 senza indicazione dell’ordine professionale di appartenenza. Il decreto ministeriale attuativo è ancora in attesa di emanazione».
Ma vediamo altri dettagli: in Campania, nel 2022, sono state 10.407 (seconda dopo la Sicilia) le intercettazioni telefoniche; 1.879 quelle ambientali; 387 quelle informatiche; 461 con trojan; e 65 di altro tipo (in tutto 13.199, pari al 16% del dato nazionale). Nel 2023 in Campania sono state 10.602 le intercettazioni telefoniche; 2070 quelle ambientali; 477 le informatiche; 497 con il trojan; 57 di altro tipo (in tutto: 13.703: 16%).
NOMI E FOTO. Sparatoria in strada ad Arzano: un morto e un ferito. Automobile affiancata dai sicari
ARZANO – Ancora sangue nella provincia di Napoli. Un violento agguato armato si è verificato nella serata di ieri ad Arzano, dove una sparatoria ha causato la morte di un uomo e il ferimento di un giovane. I fatti sono avvenuti nei pressi di via Sette Re, nella zona periferica della città, quando alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi contro un’autovettura che stava percorrendo la strada. L’allarme è scattato immediatamente e sul luogo dell’accaduto sono giunti i carabinieri della tenenza di Arzano, supportati dai militari della sezione operativa di Casoria. L’area è stata messa in sicurezza per consentire i rilievi e la raccolta delle prime testimonianze. All’interno dell’auto presa di mira si trovavano due persone, entrambe residenti in città. A perdere la vita è stato Rosario Coppola, 52 anni. L’uomo è stato centrato da un proiettile alla schiena e il colpo si è rivelato fatale: è deceduto sul posto, prima che potessero intervenire i sanitari del 118. Dagli accertamenti è emerso che Coppola aveva alcuni precedenti di polizia risalenti al 2005, tuttavia non riconducibili a organizzazioni criminali o ambienti associativi strutturati.
Nella stessa azione è rimasto ferito anche un ragazzo di 26 anni, Antonio Persico. E’ incensurato. Il giovane è stato colpito a un braccio ed è stato trasportato all’ospedale di Giugliano, dove si trova attualmente ricoverato sotto osservazione. Le sue condizioni non sarebbero gravi e non risulterebbe in pericolo di vita. Secondo quanto ricostruito finora, il 25enne lavora come barbiere in un esercizio della zona e, al momento dell’agguato, aveva appena terminato il turno ed era diretto verso casa. Le indagini preliminari indicano che il bersaglio dell’azione criminale fosse il 52enne e che il giovane sia stato colpito in modo accidentale, trovandosi con lui in auto nel momento dell’attacco. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica della sparatoria, analizzando anche eventuali immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona.