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Secondo taluni il nostro ospedale da Santo dovrebbe diventare Vescovo… un declassamento come avvenne per San Gennaro, passato poi a Santo di serie B.
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Il Corsivaccio di Ferdinando Terlizzi
Secondo taluni il nostro ospedale da Santo dovrebbe diventare Vescovo… un declassamento come avvenne per San Gennaro, passato poi a Santo di serie B.
Perché no…
La città deve onorare i suoi figli; il Vescovo Nogaro (secondo me) non ha lasciato un buon ricordo a Sessa. E poi ci sono cittadini illustri del nostro territorio. Ne cito qualcuno, Franco Compasso. Mi sembra un poco la stessa trafila che compiono quelli che vogliono lanciare una nuova acqua minerale o un Istituto che dispenserà titoli più noto come diplomificio… ( Sant’Anna, San Benedetto, Sangemini – San Giovanni Bosco (Salesiani), Sant’Ambrogio a Milano o l’Istituto San Giovanni Bosco a Roma), San Giovanni Battista de La Salle (Lasalliani), Istituto San Giuseppe De Merode a Roma e il Collegio San Giuseppe a Torino, San Leone Magno, San Carlo Borromeo, San Carlo a Milano. E’ … una sorta di scudo per coprire i buchi neri di ogni cosa.
Io sarei, invece, del parere che andrebbe declassato il Santo Sebastiano, da Santo a Prete semplice, perché a me pare – secondo notizie giornalistiche ed anche momenti di vita vissuta, che un Ospedale come quello di Caserta, che trattiene i pazienti in “Pronto Soccorso”, per notti e notti, sopra una barella, senza cibo, senza acqua, senza una coperta, e che dopo essere stato visitato viene dimesso e affidato al medico di famiglia… sia da cancellare dalla Data Room della Gabanella. Comunque quello sì che è un ospedale da intitolare a Nogaro. Ma tutto questo il Limone (di nome e di fatto) non lo sa!
Perché sì…
“Condivido, apprezzo e approvo la proposta di intitolare l’ospedale di Sessa Aurunca a Monsignor Nogaro”. Non ha dubbi il direttore generale dell’Asl di Caserta Antonio Limone: “Si tratta di una scelta laica, non religiosa. Nogaro spiega era un vescovo coraggioso, d’assalto, che sapeva leggere la realtà con occhio critico. Che capiva le esigenze del territorio e della sua gente e che per questo, armato dalla e della sua fede, accoglieva e custodiva. È un simbolo continua il manager per la sua gente, per il territorio. Ed ha un senso e un valore intitolare l’ospedale di Sessa Aurunca a lui, figura che custodisce, che prende in carico, così come deve custodire e prendere in carico il paziente un sistema sanitario giusto, il sistema sanitario che noi immaginiamo e che stiamo cercando di realizzare”.