Da Caserta a (via) Washington Sasà Martucci apre a Milano, con Brozović

In menu la pizza resta al centro, ma il progetto punta anche sulla cucina d’autore a pranzo. Ma se la pizza è popolare, l’esperienza qui, dichiaratamente, non è per tutti

Foto Sasà Martucci Milano

A pranzo, in anteprima, la nuova pizzeria di Sasà Martucci è finita da qualche ora. Finita nel senso che i locali – verso le ore 13 impeccabili – hanno il respiro di qualcosa i cui lavori si sono conclusi qualche ora prima, qualche mezz’ora prima forse, probabilmente davvero la mattina stessa. «Infatti ieri era ancora un cantiere» conferma Sasà Martucci, nato nel 1983, probabilmente uno dei migliori al mondo a fare una cosa in apparenza semplice – la pizza – e portarla da tempo a un altro livello. La farà anche a Milano.

Il locale in sé quindi è nuovo di zecca e sembra a prima vista più un ristorante di buon livello che una pizzeria. La pizza – ed è importante dirlo subito – nei nostri assaggi è stata di ottimo livello, e non c’è molto da discutere su questo.

Foto di Gabriele Ferraresi

Andando a trovare un posto del genere per primi però la domanda che viene è un’altra, e tocca altre corde: che cosa intendiamo oggi per “pizzeria”, quando la pizza entra in una messa in scena premium – come da Martucci a Milano – e smette di assomigliare al luogo da dove è nata? La risposta è: tout se tient. Martucci ha preso una base napoletano-casertana e ci ha innestato sopra tecnica, abbinamenti, cotture, costruendo il suo linguaggio, riconosciuto anche da premi e classifiche, oltre che dagli unici che decretano davvero il successo: chi paga per mangiare da lui.

Questa apertura a Milano potrebbe formattizzare il tutto e renderlo replicabile ovunque: ed è chiara questa – legittima – intenzione, ed è interessante fare questo discorso, anche pensando al socio di Martucci in questa impresa, l’ex capitano dell’Inter Marcelo Brozović, da tempo in forze ai sauditi dell’Al-Nassr.

Brozović è un buon esempio della nuova traiettoria dei soldi nel calcio: dopo otto anni e mezzo all’Inter, lascia l’Europa per l’Al-Nassr (squadra di Riad, in Arabia Saudita) con uno stipendio che le ricostruzioni collocano tra i 26 e i 27 milioni di euro a stagione, contro i 6,5 milioni netti circa che prendeva a Milano.

La sua tappa fuori dall’Europa diventa, di fatto, un acceleratore economico e l’investimento in una pizzeria milanese di fascia altissima non è un capriccio da celebrità, «Apro il ristorante!», anzi. È l’ennesimo segnale di una Milano che funziona sempre più come luogo di rientro e ricollocazione dei capitali in quanto città “solida” e desiderabile, dove il denaro guadagnato in un campionato iper-finanziato può trasformarsi in asset tangibili, visibili, e perché no, socialmente spendibili. Che ci piaccia, che vi piaccia o meno, così è.

E questa operazione è un minuscolo cristallo di ghiaccio di un iceberg davvero immenso di altre operazioni: un iceberg di cui nessuno può davvero intuire le proporzioni. Forse lo vedremo nella Milano del 2036, del 2046, se ci arriviamo, se non troviamo la falla.

Foto di Gabriele Ferraresi

Il locale milanese di Martucci è una “pizzeria elegante” (circa novanta coperti) con una sala che include anche una zona privé, stessa carta a pranzo e a cena, nel menu convivono sia i classici che hanno reso riconoscibile il suo stile – Margherita Casertana, Cinque formaggi ai Quattro latti, Carabiniera, calzone fritto ricotta e salame – che le pizze in tre cotture, che hanno segnato un capitolo importante della pizza italiana recente. La cucina poi qui è un po’ una prosecuzione della pizza con altri mezzi: a pranzo, in aggiunta, c’è un menu d’autore firmato dallo chef Mimmo Di Raffaele (già al Belmond Caruso di Ravello) mentre la carta vini è curata dalla sommelier Giovanna Orciuoli e si aggira su un centinaio di etichette con una base campana robusta.

Forse, oggi, chiamare “pizzeria” un posto così non ha senso: non perché tradisca la pizza, ma perché la pizza, da tempo, è diventata molte cose diverse allo stesso tempo. Non sorprendentemente, anche Milano è diventata tante cose contemporaneamente.

Sasà Martucci
Via Romolo Gessi 12, Milano