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UE, e-auto, supercomputer, casa… il senso dell’Europa per giovani romagnoli
A Rimini parte ‘Avenue Schuman’ con dialogo Bonaccini-studenti
Rimini. Il senso dell’Europa per i giovani romagnoli. Prova a spiegarlo chi all’Europarlamento si siede, proprio partendo dall’Emilia-Romagna, nel ciclo di incontri “1, avenue Schuman-Via Romagna“, progetto realizzato e coordinato dalla Provincia di Forlì-Cesena con l’Upi Emilia-Romagna e il contributo della Regione per la promozione della cittadinanza europea. Esordio questa mattina all’Istituto Serpieri di Rimini con l’europarlamentare Pd Stefano Bonaccini: focus su funzionamento delle Istituzioni europee, priorità politiche e sfide di questo momento storico. Il confronto con gli studenti (190) poi si accende e spazia tra ambiente e casa, supercomputer e sicurezza, storia, attualità e futuro. Le domande dei giovani non mancano: c’è chi interroga l’ex presidente della Regione su come possano inquinare meno le auto elettriche con lo smaltimento delle batterie, “al momento sono inutili”, sostiene; chi lo pungola, con riferimento alla Silicon valley, sui data center e l’enorme consumo di acqua che comporta il raffreddamento dei supercomputer; chi si concentra sul tema dell’insicurezza, “in stazione a Bellaria se ne vendono di ogni”, segnala un ragazzo, mentre una studentessa unisce il tema a quello della legittima difesa. “Senza Unione europea il destino dei singoli Stati sarebbe quello di diventare sudditi delle superpotenze” è il preambolo di Bonaccini, anche se “deve cambiare e migliorare”. Per esempio, eliminando lo “stallo” che crea il meccanismo delle votazioni all’unanimità su alcune materie, con “conseguente lentezza nelle decisioni”. Nel concreto della questione ambiente, auspica “maggiore flessibilità” sul Green deal, che fin qui “ha indebolito il settore europeo dell’auto”. Certo “si deve inquinare meno- precisa- ma il punto è la flessibilità”, quindi non solo elettrico, anche idrogeno e biofuel così da “stabilizzare il mercato”. Mentre lo smaltimento delle batterie verrà risolto dalla tecnologia, è convinto.
I data center inquinano? L’Emilia-Romagna, fa notare, “più attrae capitale umano più ha valore”. E questo è l’obiettivo del Tecnopolo di Bologna: con il Centro meteo europeo, i supercalcolatori e la sede universitaria dell’Onu attirerà docenti, studenti e ricercatori da tutto il mondo, “un vantaggio straordinario”. Sul tema dell’acqua “si troverà il modo di inquinare meno”, e da questo punto di vista l’Ue investe molto in ricerca, aggiunge Bonaccini, sottolineando invece il “drammatico problema” che si innesta del trovare casa, per il quale è stata creata una Commissione ad hoc con risorse agli Stati per housing sociale e affitti.
In materia di sicurezza, dove “l’Ue non ha competenze”, Bonaccini non crede “vi sentiate così insicuri a Rimini, è una città vivibile e si sta bene, poi il paradiso in terra non esiste”. Dopo di che “speriamo anche che la giustizia funzioni”. Ma le cose vanno peggio in Ungheria, chiosa, e si è votata l’immunità della collega Ilaria Salis perché non le sarebbe stato garantito “un giusto processo”. Il discorso si allarga così alla difesa europea, anche perché “tra Putin e Netanyahu i criminali non mancano”, e al 5% in più di spese militari, 80 miliardi di euro, che non deve andare a “distruggere il welfare state, vera forza dell’Europa”. Occorre andare, osserva, “verso una difesa comune europea, anche un esercito nel futuro, e verso l’interoperabilità tra i sistemi di sicurezza dei vari Paesi”. I ragazzi ascoltano, attenti, controbattono e non le danno ‘tutte vinte’ al dem (che si dice convinto della utilità di questi incontri e dell’importanza dello scambio di opinioni), prossimo protagonista anche della seconda tappa del ciclo di incontri, a Ravenna il 21 novembre, assieme alla collega Alessandra Moretti (Pd). Poi appuntamenti a Ferrara e Cesena e gran finale a Forlì.
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