🕵️‍♂️ SPECIALE GARLASCO – IL CASO CHE NON MUORE MAI DI FERDINANDO TERLIZZI 

Tra misteri, appunti segreti e sospetti di corruzione: nuove ombre sul delitto di Chiara Poggi

di Ferdinando Terlizzi – Cronache Agenzia Giornalistica


L’omicidio che non trova pace

Garlasco, 13 agosto 2007.
Chiara Poggi, 26 anni, viene trovata priva di vita nella villetta di famiglia in via Pascoli.
Il fidanzato Alberto Stasi, giovane laureato, denuncia il ritrovamento e diventa presto l’unico sospettato.
Dopo un percorso giudiziario lungo e controverso – assoluzioni, ricorsi, ribaltamenti – nel 2015 arriva la condanna definitiva a 16 anni per omicidio.
Il caso sembrava chiuso. Ma non lo è mai stato davvero.

Oggi, a diciotto anni di distanza, la vicenda giudiziaria si riapre come un coperchio bruciato: nomi, intercettazioni, appunti in codice, sospetti di denaro passato di mano.
E un interrogativo che scuote la magistratura: fu tutto regolare?


La pista Sempio e l’ombra dei magistrati

Nel 2017 il nome di Andrea Sempio, amico di Chiara e frequentatore della stessa comitiva, entra nelle carte d’indagine: una traccia di DNA trovata sotto le unghie della vittima sembra compatibile con il suo profilo.
L’inchiesta, tuttavia, si chiude in pochi mesi. Il Gip Fabio Lambertucci, su richiesta del procuratore Mario Venditti, dispone l’archiviazione “per assenza di elementi”.

Oggi proprio quella decisione torna al centro di una nuova inchiesta aperta a Brescia, che indaga Venditti per corruzione in atti giudiziari: l’ipotesi è che l’archiviazione di Sempio nel 2017 sia stata “comprata” con denaro proveniente dalla famiglia del giovane.

Le accuse si fondano su una serie di elementi inquietanti:

  • appunti sequestrati in casa dei Sempio con la dicitura “Venditti gip archivia x 20/30 €”,

  • intercettazioni mai trascritte,

  • conti bancari sotto la lente,

  • microspie di cui non esiste più traccia nei fascicoli.


Gli “appunti segreti” del padre di Sempio

Durante una perquisizione, la Guardia di Finanza trova in un’agenda di Giuseppe Sempio la frase:

“Venditti gip archivia x 20-30 €”

e un’altra nota:

“Se viene archiviato ora, non potranno più indagarlo per il DNA.”

Secondo gli inquirenti, quelle righe rappresentano una “blindatura” preventiva, un modo per impedire che il figlio potesse essere nuovamente indagato.
Il padre si difende: “Annotavo frasi sentite in TV o sui giornali. Nessun significato.”
Ma l’annotazione resta — e pesa.


Le intercettazioni dimenticate

Nei brogliacci del 2017 compaiono dialoghi mai trascritti integralmente.
In uno di essi, il padre dice:

“Bisogna pagare quei signori lì… portare i soldi all’avvocato.”

E il figlio replica:

“Vado io a prenderli.”

La madre domanda:

“Ma vi ha dato altri soldi?”

Frasi che oggi vengono riesaminate alla luce delle nuove accuse.
Gli investigatori parlano di “operazioni occulte per sviare le indagini”.


Il mistero della microspia sulla Panda

Nel 2017 la Procura aveva autorizzato l’installazione di una microspia su una Fiat Panda intestata a una zia di Sempio.
Ma nei fascicoli non ci sono verbali di installazione né di rimozione.
Non si sa se la microspia fu mai collocata, disattivata o fatta sparire.
Un buco nero documentale che oggi fa tremare gli archivi giudiziari.


Le indagini sui conti correnti

La Guardia di Finanza ha avviato accertamenti bancari su:

  • Mario Venditti, ex procuratore di Pavia,

  • Fabio Lambertucci, il gip che archiviò Sempio,

  • membri della famiglia Sempio.

Venditti si è rifiutato di consegnare password e codici dei propri dispositivi.
Lambertucci, invece, sostiene di non aver ricevuto mai somme irregolari.
Dai primi accertamenti non risultano bonifici sospetti, ma diverse operazioni in contanti restano senza giustificazione.


Le reazioni

  • Andrea Sempio ha affidato la propria difesa all’avvocato Massimo Lovati, ma dopo le polemiche televisive ha dichiarato di “volersi prendere qualche giorno per riflettere” sul mandato.

  • Venditti, intervistato da Quarto Grado, nega ogni accusa:

    “Mai preso soldi. Le perquisizioni mi offendono come servitore dello Stato.”

  • L’avvocato De Rensis, difensore storico di Stasi, commenta:

    “Se tutto fosse vero, saremmo di fronte a un fatto gravissimo.”


Le ipotesi in campo

Linea investigativa

Descrizione

Stato attuale

Corruzione giudiziaria

Ipotesi di pagamento per ottenere l’archiviazione di Sempio

In corso di verifica su conti e appunti

Depistaggio / atti mancanti

Scomparsa di microspie, intercettazioni e verbali

Dossier aperto in Procura di Brescia

Blindatura del DNA

Archiviazione pensata per impedire future indagini genetiche

Ipotesi sostenuta dagli inquirenti

Pagamenti agli avvocati

Possibile destinazione lecita dei 30.000 € citati dai Sempio

Tesi difensiva principale


Una giustizia che si interroga

Diciotto anni dopo l’assassinio di Chiara Poggi, il nome di Garlasco torna a pesare come un macigno sulla magistratura italiana.
Quello che fu definito “un delitto passionale” potrebbe ora rivelarsi un intreccio di interessi, omissioni e corruzioni.

Il caso Stasi sembrava archiviato per sempre.
Oggi, invece, la riapertura del fascicolo e i nuovi accertamenti genetici rimettono tutto in discussione.
Le carte di Brescia, gli appunti dei Sempio, le intercettazioni scomparse, raccontano un’Italia giudiziaria che deve guardarsi allo specchio.


📎 Fonti principali:
Tgcom24, Corriere della Sera, Ansa, Open, Rai News, Il Fatto Quotidiano, Virgilio News, La7, Editoriale Domani, Il Giorno (settembre-ottobre 2025)


👉 Ferdinando, vuoi che lo prepari anche in versione impaginata per quotidiano (5000 battute) con occhiello, titolo, catenaccio e colonna laterale “Cronistoria del delitto” pronta per stampa o web? Posso aggiungere anche un box “I protagonisti” (Chiara Poggi, Alberto Stasi, Andrea Sempio, Mario Venditti, Fabio Lambertucci). Vuoi che lo impagini adesso?