Marco Travaglio

Tra una balla e l’altra

Di Marco Travaglio

Direttore del Fatto Quotidiano

 

A leggere Repubblica, la tanto sospirata terza guerra mondiale è finalmente scoppiata: “La battaglia dei cieli”, “caccia Nato respingono incursioni di jet russi sull’Alaska e al confine lettone”, “allarme delle capitali” per il “rischio aeroporti in tilt e incidenti ad alta quota… Gps accecati, voli civili coinvolti in azioni belliche”. Segue la mappa dei ben 9 “sconfinamenti russi” in 15 giorni. Poi l’unica frase sensata: “L’obiettivo è spaventare la popolazione”. Sì, ma della Nato e dei suoi trombettieri, visto che nulla di tutto ciò è mai accaduto. Così come i war game di Corriere (“Jet russi, altri sconfinamenti”), Stampa e Sole (“Jet russi intercettati in Alaska”), Messaggero (“Caccia russi nei cieli Nato”) e Foglio (“Putin invade i cieli Nato”).

Cos’è successo nel mondo reale? Lo spiega Analisi Difesa: quattro F-16 russi hanno raggiunto altrettanti velivoli “nell’area di identificazione aerea in Alaska, dove Russia e Usa monitorano da sempre i movimenti aerei militari, ma all’esterno dei rispettivi spazi aerei. Nessuna violazione russa dello spazio aereo Usa”. Intanto due caccia ungheresi schierati in Lituania identificavano (non “intercettavano” né “respingevano”) cinque aerei russi: che, secondo lo stesso comando Nato, “non hanno violato lo spazio aereo lettone”. Volavano anche lì nel corridoio consentito. Zero sconfinamenti, zero battaglie.

La stessa miseranda fine hanno fatto i falsi allarmi dei Paesi Ue che da un mese si danno il cambio per inventare un attacco russo al giorno. Il sabotaggio al Gps dell’aereo della Von der Leyen non è mai esistito. Il Mig-31 russo che, secondo Varsavia, ha sorvolato una piattaforma petrolifera nel Baltico non ha violato alcuno spazio aereo: parola delle stesse autorità militari polacche. Il famoso sconfinamento di Mig russi nei cieli estoni, secondo il comandante supremo Nato in Europa, gen. Grynkewich, è stato probabilmente accidentale, visto l’esiguo spazio aereo consentito nell’area. I droni, apoditticamente russi, sugli aeroporti di Oslo e Copenaghen sono decollati dalle vicinanze dei due scali: non dalla Russia. Per i cyberattacchi russi agli aeroporti del Nord Europa hanno fermato un hacker inglese a caccia di soldi. I 19 droni finiti in Polonia erano, nella migliore delle ipotesi, uno sciame lanciato dai russi su obiettivi ucraini e deviati oltre confine (involontariamente o apposta) dai jammer di Kiev; nella peggiore, un collage di pezzi di velivoli abbattuti in Ucraina e incollati col nastro isolante per la messinscena polacca. E il famoso drone russo che ha sfondato il tetto della casa in Polonia era un missile Usa lanciato da un jet polacco. Fortuna che quel giorno la Nato non aveva ancora deciso di abbattere i jet russi: appena lo farà, si sparerà nelle palle.

Un momento della presentazione della "Digital Library" della Fonddazione Mac.Un momento della presentazione della “Digital Library” della Fonddazione Mac.

Una biblioteca digitale per gli audiovisivi della Chiesa

La Fondazione Memorie Audiovisive del Cattolicesimo (Mac) presenta al pubblico la sua Digital Library. Monsignor Dario Edoardo Viganò: “Un’operazione di carità culturale degli educatori nei confronti delle nuove generazioni”

Matteo Frascadore – Città del Vaticano

“Vogliamo fornire a curiosi e studiosi l’altissima qualità e la verità dei documenti che sono messi a disposizione in una libreria digitale”. Lo afferma monsignor Dario Edoardo Viganò, presidente della Fondazione Memorie Audiovisive del Cattolicesimo (Mac), durante l’evento “Cattolicesimo e audiovisivo: il futuro del passato”, che ha avuto luogo nella giornata del 26 settembre presso Palazzo Borromeo a Roma. “Penso a quanto poco oggi le nuove generazioni conoscano l’apporto del pensiero cristiano in Italia, quello dei pontificati anche sullo sviluppo di modernizzazione del nostro Paese o l’impegno di Pio XII durante la Seconda guerra mondiale con le opere di carità”, spiega ancora Viganò, confermando l’importanza di questa raccolta digitale anche per i giovani e le future generazioni e definendola “un’operazione di carità culturale prodotta dagli educatori nei confronti delle nuove generazioni”. “Un ecosistema di memoria integrate”, come lo ha definito.

Ascolta l’intervista con monsignor Dario Edoardo Viganò

Digital Library, non un semplice archivio

L’audiovisivo è un testimone insostituibile nella storia del mondo cattolico, dalle prime riprese cinematografiche dei pellegrinaggi, ai radiomessaggi papali fino all’impatto della televisione e dei nuovi media. Per rispondere al rischio della perdita di questo testimone unico, tra degrado e obsolescenza tecnologica, Mac ha presentato al pubblico la sua Digital Library e, in collaborazione con la casa editrice Il Mulino, una nuova collana editoriale. L’idea principale nei progetti della fondazione, sorta nel 2023 rispondendo alle sollecitazioni di Papa Francesco, verte sulla convinzione che il futuro della ricostruzione della storia del cattolicesimo risiederà sempre più nella capacità di recuperare e valorizzare il passato catturato da immagini, filmati e suoni. La Digital Library è stata sviluppata da Regesta.exe in collaborazione con il centro di ricerca Cast – Catholicism and Audiovisual Studies.

Monsignor Dario Edoardo Viganò
Monsignor Dario Edoardo Viganò

Ricostruire e riconnettere la storia del cattolicesimo

Partendo dalle fonti audiovisive, la piattaforma crea connessioni con fotografie, manifesti, documenti a stampa e altri materiali, mirando col tempo a restituire fonti e strumenti sempre più dettagliati per ricostruire la storia del cattolicesimo attraverso i mass media. “Questa digital library punta a connettere diverse fonti audiovisive e non legate alla storia del cattolicesimo nel ‘900. L’utente che entra sulla piattaforma trova non solo l’audiovisivo, ma anche i materiali ad esso collegati, come quotidiani o manifesti cinematografici. L’idea è trovare un punto di connessione tra fonti”, osserva Gianluca Della Maggiore, direttore del progetto. “Una realtà di questo tipo è importante anche per stimolare le istituzioni che hanno molto materiale sparso in tutto il mondo, ma senza punti di convergenza. Serve che si riconosca il patrimonio audiovisivo anche per renderlo fruibile a tutti”, aggiunge Della Maggiore riconoscendo il problema della dispersione e, nei casi peggiori, della perdita dei materiali in assenza di progetti come questo.

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“BIBI” HORROR SHOW – DAVANTI ALL’ASSEMBLEA GENERALE DELL’ONU RIMASTA QUASI VUOTA PER PROTESTA, UN NETANYAHU SENZA PIÙ FRENI HA LANCIATO UN ANATEMA CONTRO I PAESI CHE HANNO RICONOSCIUTO LO STATO PALESTINESE: “LA VOSTRA VERGOGNOSA DECISIONE INCORAGGERÀ IL TERRORISMO CONTRO GLI EBREI”. HA NEGATO LE ACCUSE DI GENOCIDIO NELLA STRISCIA DI GAZA: “I MILITARI ISRAELIANI INVIANO MILIONI DI VOLANTINI PER AVVISARE LA POPOLAZIONE CIVILE, È HAMAS CHE LA TIENE PRIGIONIERA”. E HA FATTO SAPERE CHE NON INTENDE INTERROMPERE IL MASSACRO: “FINIREMO IL LAVORO” – L’AMBASCIATORE ETTORE SEQUI: “MOLTA RETORICA SIMBOLICA E SCARSA SOSTANZA GEOPOLITICA NEL DISCORSO DI NETANYAHU, CHE NON HA SCIOLTO DUE NODI CRUCIALI: COME REAGIRÀ CONCRETAMENTE ISRAELE AI NUOVI RICONOSCIMENTI DELLO STATO PALESTINESE E QUALE POSIZIONE PRENDERÀ SUL PIANO AMERICANO PER GAZA…”