Venezia da record: avvistati in un giorno 80 borseggiatori (impuniti grazie alla Cartabia)
Le aggressioni con spray urticante. Una coppia di turisti derubata 5 volte in poche ore –

Ora la nuova moda è lo spray urticante spruzzato direttamente in faccia ai turisti per derubarli. Ormai non sono più “soltanto” borseggi, ma quelli che ogni giorno si consumano a Venezia, nella impunità dilagante della legge Cartabia, sono vere e proprie rapine. Il sindaco lagunare Luigi Brugnaro parla di “città sicura”, di “occhi su tutta la città per la sicurezza” – sono circa 800 le telecamere tra Venezia e terraferma – ma a questo punto non si capisce se Brugnaro sappia cosa accade in laguna. Dopo i pezzi di denuncia del Fatto sui ladri impuniti, la Lega ha promesso di cambiare la legge, ma l’aveva già detto due anni fa e non era successo niente. Intanto lunedì scorso è stata aggredita una famiglia brasiliana, tra cui una bambina di dieci anni, anche a lei il borseggiatore ha spruzzato lo spray urticante. L’ha colpita in pieno volto e la bimba ha iniziato a urlare. Un parente della piccola è finito addosso a una vetrina di un negozio poco lontano da piazza San Marco e quando le commesse hanno visto la scena sono piombate nel panico. Quando si sono precipitate fuori, hanno trovato l’uomo insanguinato, ferito, la gente che urlava, la bimba che piangeva. Quando i borseggiatori si sono visti braccati hanno riempito l’aria di spray e sono scappati. La famiglia ha iniziato a tossire, starnutire, strapparsi i vestiti di dosso, il fluido urticante era ormai appiccicato agli indumenti e resistere era impossibile.
La sorella della bimba, 17 anni, aveva le labbra gonfie, il padre delle enormi chiazze violacee su tutto il corpo. Alla fine sono arrivati polizia e 118, ma i ladri se l’erano già squagliata. Si tratta di una banda che ultimamente sta terrorizzando la città. Sono in sette, all’incirca sulla quarantina, di cui tre donne. Uno di loro, a novembre scorso, aveva sferrato un pugno in un occhio a un cameriere che aveva sventato un furto e fu necessario operarlo d’urgenza.
E questi borseggiatori non sono i soli. Venerdì mattina, al quartiere Mercerie, la zona commerciale lagunare più nota, i residenti ne hanno avvistati 35 in cinque minuti. Le chat dei gruppi hanno iniziato a brulicare di messaggi, tutti uno dietro l’altro. Oltre ai borseggiatori avvistati nelle altre calli. In una sola mattinata i veneziani ne hanno contati 80. E ogni giorno arrivano oltre 50 segnalazioni.
Un gruppo di borseggiatori, in questi giorni, ha preso possesso del pontile che dà accesso all’ospedale. “Questi borseggiano le persone che vanno a farsi curare o a far visita ai cari”, dice Monica Poli, la paladina anti-scippi, conosciuta in città come Lady Pickpocket. Sabato scorso, una turista che era appena stata borseggiata si è tuffata in canale, per cercare di riprendere lo zaino. E un’altra, finita anche lei nelle grinfie dei pickpocket, si è sentita male. Un’altra coppia di anziani – lei 83 anni, lui 85, inglesi – è stata derubata appena sbarcata a Venezia, poi i borseggiatori hanno tentato di derubarli altre cinque volte, alla fine la coppia è ripartita. “Rimangono impuniti anche quando ci sono flagranza o denuncia della vittima – commenta Monica Poli – Non si può più aspettare, questo decreto per la procedibilità d’ufficio è urgentissimo. Sono organizzazioni criminali”.
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