domenica, 6 Settembre 2026
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LA RASSEGNA STAMPA DI OGGI: … a cura della redazione dell’Agenzia stampa “Cronache” direttore Ferdinando Terlizzi

LA RASSEGNA STAMPA DI OGGI:  BRIEFINGper capire il mondo che cambia in 5 minuti… il Punto e Prima Ora dal CORRIERE DELLA SERA/ ANTEPRIMA/ la spremuta di giornali di Giorgio dell’Arti e il meglio da:  IL FATTO QUOTIDIANO/ DAGOSPIA / NOTIX E CRONACHEDI…   a cura della redazione dell’Agenzia stampa “Cronache”…direttore Ferdinando Terlizzi

(Ansa.Capua) Lite e coltellate in una masseria, ucciso 17enne, feriti un uomo e una donna. Tragedia nel tardo pomeriggio di ieri a Sant’Angelo in Formis, frazione del comune di CAPUA, in provincia di Caserta. Secondo quanto si apprende, una violenta lite si sarebbe scatenata nel locale cucina della struttura ricettiva e un giovane di 17 anni, forse un lavoratore in nero, è morto subito dopo l’arrivo dei soccorsi. È ricoverato in codice rosso all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta anche un altro uomo, mentre una donna – parente del proprietario della struttura – è rimasta ferita. Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di CAPUA. 

“Noi come Don Chisciotte contro i mulini a vento”, l’avvocato di Sempio e l’incidente probatorio per il delitto di Garlasco

Martedì 17 giugno la nuova indagine sul delitto di Garlasco avrà il suo primo punto fermo: l’inizio dell’incidente probatorio ordinato dalla giudice per le indagini preliminari di Pavia Daniela Garlaschelli e che prevederà anche la comparazione di Dna di persone non indagate. “Noi siamo come Don Chisciotte contro i mulini a vento. Questa è una inchiesta insidiosa e il concorso nell’omicidio di Chiara Poggi è solo una diavoleria per riaprire nuove indagini e accusare Andrea Sempio. Io cerco di arginare ma andremo avanti così fino alla fine” dice l’avvocato Massimo Lovati, che con la collega Angela Taccia difende Sempio, il 37enne su cui la Procura di Pavia da qualche mese ha riacceso i riflettori, ritorna a criticare l’inchiesta “Il concorso tra più persone – ha ripetuto – si deduce dal fatto. E il fatto è che sulla scena del crimine c’è una impronta sola ed è a pallini”.

Il legale ricorda poi che il decreto di archiviazione della precedente indagine nei confronti del suo assistito “non è stato impugnato. E invece hanno inventato l’escamotage di un complice per iscrivere un nuovo fascicolo”. E Andrea? “Sta come sempre – ha aggiunto – e resiste. I suoi genitori invece non stanno bene, sono ammalati”. Intanto è fissato appunto per martedì alle 10.30 negli uffici della Polizia Scientifica della Questura di Milano, il primo incontro tra i periti nominati dalla gip e i consulenti delle parti processuali che parteciperanno all’accertamenti irripetibile sui reperti raccolti nelle prime indagini sull’omicidio della 26enne, avvenuto nel piccolo comune della Lomellina il 13 agosto 2007 e per cui l’allora fidanzato Alberto Stasi, sta finendo di espiare 16 anni di carcere.

Nel corso dell’incidente probatorio – per cui i periti del gip hanno chiesto 90 giorni – dovranno essere analizzati Dna e impronte in gran parte repertate e scartate in passato perché già considerate inutili o inutilizzabili. A coordinare l’accertamento irripetibile ci saranno Denise Albani e Domenico Marchigiani, i periti nominati dalla gip i consulenti dei pm, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, e della difesa, Luciano Garofano, che fu il comandante dei Ris di Parma. Per i genitori e il fratello di Chiara ci saranno Marzio Capra, Dario Redaelli e Calogero Biondi; per Stasi, Ugo Ricci e Oscar Ghizzoni. Gli esperti, che di certo intavoleranno un confronto serrato se non addirittura una vera e propria battaglia a livello scientifico, lavoreranno sul materiale ritirato giovedì scorso nella caserma milanese dei Carabinieri e all’Istituto di Medicina Legale di Pavia.

Molto probabilmente i lavori prenderanno il via con l’esame dei verbali di custodia dei reperti, con cui dovrebbero essere stati messo nero su bianco una serie di dati: chi li ha conservati e come sono stati conservati e persino chi ha assicurato che per qualche recondito motivo non siano stati alterati. Dopo di che, prima del rinvio a una nuova data, si concorderà il programma di massima su come procedere, ovvero se analizzare prima le fascette paradesive con le impronte, tra cui la numero 10 individuata all’interno della porta di ingresso della villetta di via Pascoli, che inquirenti e investigatori ritengono molto importante e dalla quale si spera di estrapolare materiale genetico; oppure, come pare più realistico, se concentrarsi subito sulla spazzatura, e in questo caso la squadra si trasferirà nei laboratori dell’ospedale Fatebenefratelli. Oppure ancora se dedicarsi al Dna, uno dei punti nodali del caso e su cui, si ipotizza, uno scontro tra legali.

Sfumata l’ipotesi di portare in laboratorio l’intonaco (l’involucro è sparito) con la presunta manata che Sempio, assiduo frequentatore della casa dei Poggi, secondo gli inquirenti lasciò sul muro delle scale in fondo alle quali fu trovata senza vita la vittima, la partita si giocherà in gran parte sul materiale estrapolato dalle unghie di Chiara: per gli atti del processo che si è chiuso nel 2015 è ‘anonimo’, ma il progresso scientifico degli ultimi anni avrebbe consentito alla difesa di Stasi e ai pubblici ministeri di attribuirlo all’attuale indagato, a differenza della difesa e dei legali dei Poggi. Un nodo questo che si dovrà sciogliere e che sarà determinante per mettere un punto fermo all’indagine.

benjamin netanyahu national management center

ISRAELE, UN PAESE BUNKER – OGNI ABITAZIONE DELLO STATO EBRAICO HA IL SUO MAMAD, IL RIFUGIO IN CUI NASCONDERSI QUANDO LE SIRENE SEGNALANO UN RAZZO IN ARRIVO DA GAZA, LIBANO, YEMEN, E ORA IRAN – AD ASHKELON, ASHDOD E NELLE CITTÀ VICINE ALLA STRISCIA, CI SONO SOLO 22 SECONDI DAL SUONO DELLA SIRENA PER RAGGIUNGERLO. A TEL AVIV IL TEMPO DI REAZIONE È DI CIRCA UN MINUTO E MEZZO – IL MEGA BUNKER BLINDATO CHE DOVREBBE OSPITARE IL GOVERNO IN CASO DI GUERRA TOTALE CON L’IRAN SI CHIAMA NATIONAL MANAGEMENT CENTER: COSTRUITO SULLE COLLINE DI GERUSALEMME, È IMPERMEABILE  A QUALSIASI ATTACCO CON QUALSIASI ARMA CONOSCIUTA, ANCHE NUCLEARE…

LUNEDÌ 16 GIUGNO 2025
Clamoroso
Bryan Johnson, miliardario americano, che ha deciso di contrastare l’invecchiamento con un protocollo rigidissimo, ingurgita 111 integratori al giorno. E, tra allenamenti, iniezioni, trasfusioni di sangue dal figlio adolescente, spende circa 2 milioni di dollari all’anno [Nunziata, Specchio].
[leggi di più, in Terza Pagina]In prima pagina
• Ieri Israele ha colpito ancora l’Iran, e a Teheran si sono formate code di auto perché gli abitanti vogliono lasciare la città. Sembra che Khamenei da venerdì sia chiuso in un bunker
• Stanotte i missili iraniani sono arrivati su Tel Aviv, provocando una decina di feriti. Dal venerdì ci sono più di 200 vittime iraniane, e 14 vittime israeliane
• Putin e Trump si sono sentiti al telefono, Trump ha poi detto che Putin potrebbe fare da mediatore sull’Iran
• Oggi in Canada, a Kananaskis, iniziano i tre giorni del G7
• A Washington, alla parata militare voluta da Trump non c’era molta gente
• Dopo due giorni di ricerche, stanotte è stato arrestato l’uomo che avrebbe ucciso la deputata democratica del Minnesota e suo marito
• A Tolentino (Macerata) un uomo ha ucciso la ex moglie in strada a coltellate
• A Ponte nelle Alpi (Belluno) due vicini si sono presi a pugni, uno dei due è caduta, ha picchiato la testa ed è morto sul colpo
• Nel fine settimana ci sono state molte vittime di annegamento: nel ferrarese un ragazzo di 16 anni è morto in mare tentando di salvare due turisti (che si sono dileguati) e un bambino di 6 tuffandosi nella piscina di un villaggio; sul Mugello un bambino di 10 anni è annegato in un laghetto ; un barcollante uomo di 45 anni è finito nel Ticino, un passante lo ha tirato fuori ma non è servito rianimarlo; a Civitavecchia un sub è morto mentre era in immersione per vedere un relitto; a Cassino un anziano è caduto in un fiume dove attingeva l’acqua per l’orto e gli animali; un morto anche nel lago di Vico, nel viterbese
• Hanno tolto la Legion d’onore a Sarkozy perché è stato condannato definitivamente per corruzione
• Dopo un giorno di trattative con il ministero dell’Interno, la nave Sea eye 5 ha potuto sbarcare 65 persone al porto di Pozzallo (Ragusa)
• Domani inizia il nuovo incidente probatorio per il caso Garlasco
• Gennaro Gattuso è il nuovo allenatore della Nazionale
• La Ferrari ha vinto la 24 Ore di Le Mans. Al Gp del Canada, invece, quinto e sesto posto per Leclerc e Hamilton (che ha investito una marmotta), ma il bolognese Kimi Antonelli è arrivato terzo con la Mercedes, salendo per la prima volta sul podio
• L’anno scorso la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane ha superato i 6 mila miliardi, crescendo del 4,3 per cento
• MedioBanca ha rinviato l’assemblea prevista per oggi al 25 settembre
• Luca De Meo ha dato le dimissioni dal ruolo di ad di Renault, andrà a dirigere il gruppo del lusso Kering
• Sono morti il procuratore Corrado Canfora (85 anni), l’ex presidente del Nicaragua Violetta Chamorro (96), il miliardario statunitense Leonard Lauder, figlio di Estée (92), lo scultore americano Joel Shapiro (84), l’imprenditore dei supermercati Gian Paolo Martinelli (89)Titoli
Corriere della Sera: Trump: «Putin / può mediare» / Il giallo del veto / su Khamenei
la Repubblica: Putin mediatore, scontro al G7
La Stampa: Usa pronti a intervenire in Iran
Il Sole 24 Ore: La guerra si abbatte sulle città / Trump apre a mediazione Putin
Il Messaggero: L’Iran trema, fuga da Teheran
Il Giornale: Il prezzo della libertà
Il Fatto: Netanyahu vuole trascinare / in guerra Trump, che resiste
Libero: Conte e il Pd / preoccupati / per Khamenei
La Verità: Le banderuole della guerra
Leggo: Israele-Iran, è guerra totale
Il Mattino: Missili sull’Iran, trema il regime
il Quotidiano del Sud: Urbanistica, le città del sole
Domani: Israele-Iran, centinaia di morti / Trump: «Presto ci sarà la pace»
IN TERZA PAGINA
Marco Carta intervista un conoscente di Rexal Ford, che arrestato per la morte di madre e figlia trovate a Villa Pamphili. Martha Nunziata racconta dei modi per (provare a) non invecchiare. Aldo Grasso ironizza sulle università italiane che vogliono accogliere i ricercatori americani in fuga da Trump
IN QUARTA PAGINA
Alcuni pezzi su quel che sta succedendo tra Iran e Israele: Federico Fubini analizza le conseguenze di un aumento del prezzo del petrolio, Paolo Mieli pensa che far crollare il regime iraniano sarebbe «un passo falso», Marco Ventura riporta cosa si dice nei rifugi di Tel Aviv, Piergiorgio Pescali riporta cosa si dice nei bazar di Teheran

 

 



Attacchi e contrattacchi

Nella notte e nelle prime ore di oggi l’Iran ha colpito Israele con diversi razzi, che hanno colpito soprattutto la parte centrale del Paese, causando tre vittime, diversi feriti e il crollo di alcuni edifici (Haaretz). Nella giornata di domenica Israele e Iran hanno lanciato nuovi attacchi l’uno contro l’altro, causando decine di vittime civili e alimentando i timori di un conflitto su scala più ampia (Reuters). Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto che sono stati uccisi il capo dell’intelligence delle Guardie rivoluzionarie, il generale di brigata Mohammad Kazemi, e il suo vice, il generale Hassan Mohaqiq (Times of Israel), oltre ad almeno 14 scienziati (Times of Israel). Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che la Repubblica islamica non vuole che il conflitto con Israele si espanda, ma si difenderà (Guardian). L’alto consigliere dell’ayatollah Ali Khamenei è in trattative con la Russia per un possibile piano di evacuazione (Iran International).

  • Israele ha intensificato gli attacchi colpendo infrastrutture energetiche-chiave come raffinerie e depositi di petrolio, cercando di minare l’economia iraniana (La Repubblica★).
  • Come funziona il sistema di difesa aerea israeliano (Cnn)

In cerca di una de-escalation Secondo funzionari statunitensi il presidente Usa, Donald Trump, avrebbe posto il veto a un piano israeliano per uccidere la Guida suprema dell’Iran ma Netanyahu ha smentito la notizia. Trump ha detto che “il conflitto potrebbe essere risolto facilmente” (Reuters) e ha aperto all’idea che Putin possa svolgere il ruolo di mediatore (Abc). Intanto l’Iran ha fatto sapere che non è disposto a negoziare un cessate il fuoco mentre è sotto attacco (The Times of Israel). Il presidente Usa ha anche avuto un colloquio telefonico con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdoğan, il quale ha esortato “un’azione urgente” per evitare un allargamento e una “pericolosa escalation” (Anadolu).

  • Il figlio dello scià si candida a guidare l’Iran: “Sono a disposizione del mio popolo” (Repubblica).
  • L’Europa è esclusa dai negoziati sul conflitto mediorientale e rischia di diventare una vittima collaterale della disgregazione regionale, avverte il politologo Gilles Kepel, intervistato da La Repubblica★.

Gli altri fronti

Qui Kiev Le autorità ucraine hanno riferito di un altro massiccio attacco aereo russo su diverse regioni, in particolare a est di Kiev, nel quale è rimasta uccisa una persona e ne sono state ferite tre. L’offensiva è stata effettuata con 200 tra droni, artiglieria e missili, tra cui l’ipersonico Khinzal, oltre a missili da crociera Iskander e Kalibr (Euronews). La Russia ha inoltre dichiarato di aver colpito una raffineria di petrolio che rifornisce di carburante l’esercito ucraino (Reuters).Qui Gaza Almeno otto palestinesi sono stati uccisi e decine di altri feriti in una sparatoria nei pressi di alcuni punti di distribuzione degli aiuti a Gaza. La popolazione afferma che la situazione nel territorio è peggiorata dall’inizio delle ostilità tra Israele e Iran e teme che l’attenzione globale si stia spostando altrove (Guardian).

  • Martina Marchiò, coordinatrice medica di Medici Senza Frontiere, su La Stampa★ descrive la realtà drammatica nella Striscia, che rischia di essere dimenticata in questa fase.

Tavoli diplomatici

Temi caldi Da ieri e fino a domani, i leader del G7 si riuniscono nel Kananaskis, in Canada. In cima all’agenda ci sarà il conflitto tra Tel Aviv e Teheran ma anche quelli in Ucraina e nella Striscia di Gaza. Il primo ministro canadese Mark Carney ha dichiarato che le sue priorità sono il rafforzamento della pace e della sicurezza, la costruzione di catene di approvvigionamento di minerali critici e la creazione di posti di lavoro (France24).G7 allargato Anche i dazi dovrebbero occupare un ruolo centrale durante il vertice, con il primo ministro del Giappone, Shigeru Ishiba, che intende fare pressione su Trump affinché annulli i dazi introdotti sulle auto (Reuters) e il presidente della Corea del Sud, Lee Jae-myung, che prevede di tenere colloqui bilaterali (Reuters). Oltre a Canada, Stati Uniti, Francia, Italia, Giappone, Germania e Regno Unito, parteciperanno al summit anche l’Unione europea e altri capi di Stato o di governo, tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (Euronews).

  • Secondo il politologo francese Yves Mény, intervistato da La Stampa★, il vertice del G7 sarà segnato dall’isolamento crescente degli Stati Uniti e dalla difficoltà dei leader occidentali nel trovare un’intesa su temi come i conflitti in corso e i rapporti con la Cina.

Guanto di sfida Il presidente francese Emmanuel Macron è volato in Groenlandia per mostrare solidarietà rispetto alle pretese avanzate da Trump nei confronti del territorio danese. Macron ha criticato “l’ambizione predatoria” degli Usa ribadendo che la Groenlandia “non è in vendita” (Ap).

  • All’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stata tolta la Legion d’Onore dopo la sua condanna, divenuta definitiva, a un anno di reclusione per corruzione (France24).

Vietato entrare

Dopo aver imposto una settimana fa il divieto di ingresso negli Usa ai cittadini di 12 Paesi, Trump sta ora valutando di aggiungerne altri 36 nella lista. Tra i nuovi Stati che potrebbero essere soggetti a divieti di visto o ad altre restrizioni figurano 25 nazioni africane, inclusi partner strategici degli Stati Uniti come Egitto e Gibuti, oltre a Paesi dei Caraibi, dell’Asia centrale e alcune nazioni insulari del Pacifico (Washington Post).

  • Trump sarebbe pronto a prorogare per la terza volta la scadenza del divieto di TikTok negli Usa previsto per giovedì (Usa Today).

Orizzonti

Consumi in crescita A maggio la produzione industriale cinese è cresciuta del 5,8% su base annua, in rallentamento rispetto al 6,1% di aprile. Le vendite al dettaglio, indicatore chiave dei consumi interni, sono aumentate del 6,4% per cento, dal 5,1% di aprile e oltre le attese degli analisti (Reuters).Appuntamenti È attesa per domani la decisione della Banca del Giappone sulla politica monetaria, mentre giovedì sarà il giorno della Banca d’Inghilterra. Mercoledì la Federal Reserve statunitense stabilirà se modificare i tassi d’interesse.

Back to Italy

Fate presto Intervistato da La Stampa★, l’economista Carlo Cottarelli evidenzia i ritardi dell’Italia nell’attuazione del Pnrr, con il rischio concreto di perdere l’ultima rata da 28 miliardi di euro prevista per giugno 2026. Secondo Cottarelli, il Piano ha sostenuto la ripresa nei primi due anni, ma non ha rafforzato la resilienza, con la crescita che è tornata intorno allo 0,7%. Il problema risiede in riforme non sempre efficaci e nella selezione politica di molti progetti.Tutto esaurito La Stampa★ riporta che, secondo i calcoli di autorevoli penalisti, le nuove norme e aggravanti penali introdotte dal governo con il decreto sicurezza produrranno complessivamente un aumento di decine di anni dei periodi di reclusione. Tra le novità, il reato di organizzazione di rave party non autorizzati, pene fino a 30 anni per chi provoca morte o lesioni nel traffico di migranti, e misure severe contro le proteste di piazza.

Mondo reale

Tiepide proteste In alcune delle città più visitate di Spagna, Portogallo e Italia, come Napoli, Milano e Venezia, ma anche nelle isole di Ibiza e Palma di Maiorca ci sono state proteste contro il turismo di massa (Reuters). Tuttavia, secondo la polizia locale spagnola, sia a Barcellona che alle Baleari le manifestazioni non hanno registrato un’alta partecipazione (Euronews).Tragedia in volo In Cappadocia, area turistica al centro della Turchia, sono cadute due mongolfiere. Una persona è morta, mentre 31 turisti e un pilota sono rimasti feriti (Agi).

Sport

Ringhio azzurro Gennaro Gattuso è il nuovo Ct della Nazionale italiana di calcio. Debutterà il 5 settembre contro l’Estonia a Bergamo nella partita valida per le qualificazioni mondiali (Repubblica).Chi vince e chi perde Festa Mercedes al Gran Premio del Canada di Formula 1: vince George Russell e primo podio per Andrea Kimi Antonelli (terzo), secondo posto per la RedBull di Max Verstappen. Deludono le Ferrari, Charles Leclerc e Lewis Hamilton chiudono rispettivamente quinto e sesto (Gazzetta dello sport).Fino all’ultimo respiro Alla 24 ore di Le Mans vince per il terzo anno consecutivo la Ferrari, con Robert Kubica, Ye Yifei e Phil Hanson (Corriere).A un passo dal cielo Nuovo record del mondo nel salto con l’asta per lo svedese Armand Duplantis che ha saltato 6,28 metri al meeting di Stoccolma (Sky Sport).

Oggi

Kananaskis (Canada), vertice del G7 (fino al 17);
Astana (Kazakistan), visita del presidente cinese Xi Jinping e vertice Cina-Asia Centrale (fino al 17);
Boston (Stati Uniti), udienza sul conflitto tra Harvard e Trump;
Vienna (Austria), riunione straordinaria dell’Aiea;
Italia, inflazione definitiva a maggio.

Prime:

Corriere: Trump: “Putin può mediare”. Il giallo del veto su KhameneiRepubblica: Putin mediatore, scontro al G7La Stampa: Usa pronti a intervenire in IranIl Sole 24 Ore: La guerra si abbatte sulle città. Trump apre a mediazione PutinIl Messaggero: L’Iran trema, fuga da TeheranIl Fatto Quotidiano: Netanyahu vuole trascinare in guerra Trump, che resisteDomani: Israele-Iran, centinaia di morti. Trump: “Presto ci sarà la pace”Il Foglio: Il piano contro TeheranIl Giornale: Il prezzo della libertàLibero: Conte e il Pd preoccupati per KhameneiLa Verità: Le banderuole della guerraFt: Israel and Iran step up retaliatory strikes
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testata
lunedì 16 giugno 2025
La guerra Israele-Iran, il G7 in Canada
Un edifico colpito da un missile iraniano a Bat Yam, pochi chilometri a sud di Tel Aviv
editorialista
di   Luca Angelini

Buongiorno.

 

Nel momento in cui scriviamo queste righe, il conto delle vittime della guerra tra Israele e Iran registra, oltre a centinaia di feriti, 224 morti fra gli iraniani e 14 fra gli israeliani. Quando le leggerete, i numeri saranno, con tutta probabilità, ancora più tragici, dopo un’altra notte di bombardamenti (tutti gli aggiornamenti su Corriere.it). Purtroppo, tutto lascia pensare sia soltanto l’inizio, visto che Benjamin Netanyahu aveva parlato di due settimane di attacchi e il governo israeliano ha approvato ieri la proroga dell’emergenza speciale interna fino al 30 giugno. Teheran, dal canto suo, continua a promettere una «risposta devastante» agli attacchi israeliani.

 

Il presidente americano, Donald Trump, pur sostendendo che «qualche volta i Paesi all’inizio devono combattere», continua a dirsi sicuro che ci sarà presto una pace fra i due belligeranti. Intanto, però, ha dovuto incassare l’annullamento dei colloqui con Teheran sul nucleare, in calendario ieri in Oman, e si è ridotto a sperare in un ruolo da mediatore di Vladimir Putin (giusto per rasserenare il clima, ha anche aggiunto che «se verremo attaccati in qualsiasi modo, in qualsiasi forma dall’Iran, l’intera forza e la potenza delle forze armate americane si scateneranno a livelli mai visti prima»).

Il nuovo fronte di guerra in Medio Oriente oggi terrà banco anche al G7 di Kananaskis, in Canada. Ma ci vuole una bella dose di ottimismo per pronosticare che ne uscirà qualche proposta in grado di fermare l’escalation che tutti, a parole, dicono di voler evitare. (Qui l’intervista di Rinaldo Frignani al capo di stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, secondo il quale non si può escludere il «rischio di deflagrazione ed estensione del conflitto aperto ai Paesi limitrofi»).

Sul Corriere di ieri, Paolo Mieli ha ricordato che «dopo la fine della guerra fredda, il “regime change” si è rivelato un mito pernicioso. Dall’Afghanistan all’Iraq, alla Libia e in un’infinità di altre contrade l’idea di dar vita con la forza a sistemi più o meno democratici in sostituzione dei precedenti dittatoriali, ha comportato sforzi bellici immani con risultati tragici. Sempre. Sottolineiamo: senza eccezione alcuna. Ciò che ci hanno indotto a rimpiangere, talvolta ad alta voce, le precedenti autocrazie. E, dopo trentacinque anni, questa può essere considerata una lezione definitiva». Lorenzo Cremonesi aggiunge che anche Israele ha fatto esperienza diretta di fallimenti del genere («Hamas oggi è anche conseguenza di quei progetti politici sostenuti con la forza delle armi e della supremazia militare»). Eppure, conferma Ugo Tramballi sul sito dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), «il pericolo è che Netanyahu si convinca di poter cambiare il regime a Teheran. Sarebbe una guerra senza fine». (La stessa Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, è nel mirino dell’esercito israeliano – Netanyahu ha smentito che ci sia un veto Usa a eliminare fisicamente il leader religioso sciita – e sarebbe stato portato, con la famiglia, in un bunker sotterraneo)

Anche Adam Roberts, dell’Economist, scrive: «Benjamin Netanyahu ha ritenuto che attaccare i siti nucleari iraniani – e forse persino rovesciarne il governo – sia una scommessa che vale la pena fare. Con una posta in gioco straordinariamente alta, è disposto a rischiare una guerra su vasta scala in Medio Oriente per rendere Israele più sicuro. Il suo calcolo? Credo la considerasse semplicemente un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire». Posto che è difficile provare la minima simpatia per il regime degli ayatollah, sul Corriere l’ambasciatore Giampiero Massolo avverte, però, che «la posta in gioco è troppo rilevante per non valutare anche i rischi di un fallimento. (…) Senza le bombe di profondità americane, Israele può solo frenare ma non interrompere la corsa nucleare dell’Iran. Mentre Trump non vuole trovarsi di nuovo impelagato in Medio Oriente per quanto Netanyahu provi a coinvolgerlo. E un nemico soltanto ferito è pericoloso. L’Iran sa dal canto suo di non poter allargare la guerra agli Stati Uniti: sarebbe persa in partenza. Meno probabile quindi che arrivi a chiudere lo stretto di Hormuz (qui l’analisi di Federico Fubini su come proteggerlio, ndr) o colpisca le basi americane nella regione. Gli restano però i missili per fiaccare le città israeliane e per colpire i pozzi sauditi sovvertendo i mercati. E soprattutto a medio termine l’opzione di accelerare sull’arricchimento per diventare una potenza nucleare. Esiti scomodi per l’Occidente, che allontanano il negoziato. Perpetuano una contrapposizione pericolosa. Presto per dire come andrà: prepariamoci a tempi lunghi».

E prepariamoci al moltiplicarsi di tragedie – come quelle che raccontano oggi sul Corriere Davide Frattini, Marta Serafini e Greta Privitera – anche fra chi ha la sola colpa di vivere in uno dei due Paesi in guerra.

Il G7 in Canada

Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, partendo per il Canada ha confermato che «il conflitto tra Israele e Iran sarà in cima all’agenda del vertice». E ha illustrato i quattro punti sui quali auspica una convergenza da parte dei leader riuniti a Kananaskis: l’Iran non può sviluppare o possedere armi nucleari; Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce esistenziali; il conflitto non deve inasprirsi; va creato spazio per la diplomazia. Quanto alla posizione di Giorgia Meloni, Adriana Logroscino, inviata a Kananaskis, la sintetizza così: «È la strategia di politica internazionale della premier italiana, quell’equidistanza sempre in procinto di trasformarsi in ponte tra Europa e alleato americano, a doversi confrontare con uno scenario che si complica di ora in ora. E stringe gli spazi di manovra. La dichiarazione con cui Donald Trump, senza passare per una fase almeno di interlocuzione con i leader giunti prima di lui a Kananaskis, prefigura per Putin un ruolo di mediatore nel conflitto tra Israele e Iran, mette gli europei, al fianco senza se e senza ma di Zelensky e dell’Ucraina invasa dalla Russia, in una condizione di ulteriore difficoltà. E tra gli europei in particolare Meloni che, appunto, del ruolo di pontiere in nome dei rapporti personali e politici con il presidente Usa ha fatto la sua linea di azione».

 

Le altre notizie

  • Continua la caccia a Vance Luther Boelter, il killer politicamente motivato, probabilmente deciso a fare strage soprattutto di abortisti, che nella notte tra venerdì e sabato ha ucciso Melissa Hortman, leader democratica nel Parlamento del Minnesota e suo marito Mark, dopo aver gravemente ferito, a poche miglia di distanza, John Hoffman, un altro parlamentare democratico, e sua moglie Yvette. Sulla sua auto è stata trovata una lista di 70 probabili bersagli comprendente, oltre alle vittime, la senatrice Tina Smith, la deputata Ilhan Omar e lo stesso governatore del Minnesota Tim Walz.
  • Il 79esimo compleanno di Donald Trump si è chiuso con l’attesa parata militare a Washington per i 250 anni dell’esercito degli Stati Uniti. In un discorso di soli 8 minuti, Trump ha ringraziato i soldati e difeso la decisione di tenere la parata («Ogni altro Paese celebra le sue vittorie, è tempo che anche l’America lo faccia»). I critici del presidente – in contemporanea ci sono state proteste «No Kings» organizzate in 2 mila città del Paese – sostengono invece che si trattato di una ulteriore politicizzazione delle forze armate, specialmente in una settimana in cui Trump ha schierato — per proteggere gli agenti dell’immigrazione dalle proteste — più soldati della Guardia nazionale e marines (4.700) a Los Angeles di quanti ce ne siano in Iraq e in Siria, contro il volere del governatore della California.
  • Dopo mesi di tergiversazioni, il primo ministro britannico Keir Starmer ha dato il via libera a un’inchiesta pubblica su uno dei peggiori scandali della Gran Bretagna moderna, che vide per anni migliaia di ragazzine bianche — provenienti da contesti disagiati — circuite, plagiate e abusate sessualmente da bande di uomini pachistani. A lungo le autorità, dalla polizia agli enti locali, avevano chiuso un occhio su quanto accadeva nel timore di apparire razzisti. Il caso era venuto alla luce fin dal 2011 e si riferisce a episodi che risalgono fino ai primi anni Duemila: ma quest’anno la vicenda è tornata all’attenzione del pubblico e dei media per i ripetuti interventi di Elon Musk, partito lancia in resta contro le reticenze del governo britannico nell’affrontare lo scandalo.
  • Con un cda straordinario convocato ieri mattina, alla vigilia dell’assemblea dei soci Mediobanca, guidata da Alberto Nagel, ha deciso di rinviare l’assemblea al 25 settembre. Si congela quindi la prima tappa della partita per portare Banca Generali sotto le insegne di Piazzetta Cuccia, attraverso un’offerta pubblica di scambio su Banca Generali che doveva appunto essere approvata dall’assemblea fissata oggi. Federico De Rosa e Daniela Polizzi scrivono che Nagel ha conquistato tempo prezioso, perché contrari e astenuti rischiavano di essere più dei favorevoli all’offerta.
  • Dopo 5 anni alla guida del Gruppo Renault, Luca de Meo ha annunciato, a sorpresa, la sua decisione di lasciare l’incarico «per perseguire nuove sfide al di fuori del settore automobilistico».  Secondo il quotidiano francese Le Figaro, che aveva anticipato la notizia dell’uscita, de Meo andrà a guidare il gruppo del lusso Kering, con Francois-Henri Pinault che avrebbe in mente un rimpasto del team di gestione, mantenendo solo la carica di presidente (attualmente è anche ceo).
  • «Sono bipartisan, democratico, mi faccio spiare da tutti». Luca Casarini, capomissione della ong Mediterranea, che compie salvataggi in mare, ha da poco saputo che Giuseppe Conte da premier è stato il primo ad autorizzare i servizi segreti a intercettare il suo telefono, prima che venisse utilizzato il software Graphite, della società israeliana Paragon, con il via libera dell’attuale governo. Ad Alessandra Arachi confessa che non riesce a digerirlo: «Conte dovrebbe dire: scusate tanto ho fatto una cavolata, però adesso discutiamo dell’invadenza dei Servizi, del decreto Sicurezza. Invece ha pensato di giustificarsi: “Ah io ho spiato Casarini non i giornalisti”».
  • La bufera giudiziaria sulla sindaca di Prato Ilaria Bugetti (Pd), accusata di essere corrotta dall’imprenditore tessile Riccardo Matteini Bresci, rischia di diventare una valanga politica pronta ad abbattersi sul cantiere del Campo largo. La procura di Firenze ha chiesto per lei gli arresti domiciliari, sostenendo che da anni venga finanziata in vari modi dall’industriale di 67 anni in cambio di un trattamento di favore per lui. «Chiarirò tutto», si difende la sindaca. Che aspetta la decisione della giudice per le indagini preliminari sulla misura cautelare, fissata per giovedì dopo l’interrogatorio. L’inchiesta rischia di avere un impatto più ampio dei confini pratesi. La città è infatti la seconda della Toscana per abitanti (200 mila): il suo apporto elettorale ed i suoi assetti possono diventare decisivi alle Regionali che si svolgeranno presumibilmente ad ottobre. «Se dovessero emergere elementi incompatibili con il nostro sostegno alla giunta pratese non esiteremo ad agire di conseguenza», spiega la coordinatrice regionale del M5S, Irene Galletti.
  • L’avvertimento, in quella che alcuni già chiamano ordinanza anti-petulanza, è ai fornitori di servizi e ai gestori di negozi, bar e ristoranti di Capri. Vietato avvicinarsi troppo ai turisti per mostrare dépliant, mappe o volantini che pubblicizzano gite in barca con rinfresco e menù succulenti. La pubblicità è regolata ed è ora di darsi una misura e un contegno, dice il sindaco, Paolo Falco. Altrimenti si rischia parecchio: anche la sospensione dell’attività per tre giorni.
  • «La prevenzione va intesa non solo per il benessere individuale ma anche come la salvezza del nostro Servizio sanitario nazionale universalistico», dice al Corriere Alberto Mantovani, immunologo di fama internazionale, presidente di Fondazione Humanitas per la ricerca, che aprirà oggi a Napoli, insieme con il ministro della Salute Orazio Schillaci e altre cariche istituzionali, e alla presenza del presidente Sergio Mattarella, la prima edizione degli Stati generali della prevenzione.

 

La pagina sportiva

Adesso è ufficiale: sarà Rino Gattuso a provare a portare ai Mondiali la Nazionale di calcio. Il contratto annuale da commissario tecnico, sino al Mondiale 2026 – nella speranza di andarci – sarà inferiore al milione di euro. Qui il commento di Paolo Condò che dice: «Apprezziamo la forza di Rino, ma non era il migliore».

La domenica dei motori ha regalato due bellissime storie di sport: la prima è quella di Kimi Antonelli, 19 anni non ancora compiuti e primo italiano, dopo 16 anni, a salire su un podio in Formula 1 (terzo dietro Russell e Verstappen ieri a Montreal, suo decima gara in F1). La seconda è quella del polacco Robert Kubica che, dopo una carriera segnata da gravissimi incidenti, ha fatto rivincere alla Ferrari (insieme al cinese Yifei Ye e al britannico Philip Hanson) la 24 Ore di Le Mans.

Da leggere

Il Dataroom di Milena Gabanelli e Rita Querzè che mette a confronto le emissioni di CO2, in tutto il ciclo di vita, dei veicoli con diverse motorizzazioni. L’elettrico vince con largo distacco.

L’editoriale di Antonio Polito «Malafede e ingenuità», sulla doppia morale dei pacifismi tra le azioni di Putin e quelle di Netanyahu.

Il corsivo di Martina Pennisi, sull’intelligenza artificiale, «Meta e l’illusione dell’autonomia».

Nel podcast Giorno per giorno si parla della guerra fra Israele e Iran con Guido Olimpio, Davide Frattini e Greta Privitera.

Il direttore risponde
Cittadinanza, problema serio travolto dalle tifoserie politiche

Caro direttore,
il referendum sulla cittadinanza ha rappresentato un’occasione mancata, perché il quesito è finito nelle pastoie dell’ideologia. Non si è affrontata la questione della cittadinanza, ma se stare da una parte politica o dall’altra. Mi dispiace ma è una cosa indecente! Era un’occasione per affrontare il tema e in modo serio. Io spero che si abbia il coraggio di riproporre la tematica in tutta la sua ampiezza e importanza così da mettere in atto un processo vero di cittadinanza: il problema non sono gli anni ma che si sappia dare una vera cittadinanza a chi vuol appartenere a questa Italia e con un suo contributo specifico e arricchente. Il referendum è stato sconfitto, ma la questione c’è, risolviamola in modo qualitativo, aiutando chi vuol essere parte del nostro popolo.
Gianni Mereghetti

Caro Mereghetti,
Credo sia stato un errore sottoporre a referendum il tema se sia meglio concedere la cittadinanza in 10 o in 5 anni. I risultati del voto dimostrano che la questione è fonte di timori sociali, economici e culturali e queste preoccupazioni sono una cosa seria che chi fa politica non può ignorare. Oppure si finisce spaesati di fronte ai tanti no, perfino tra i sostenitori del centrosinistra. Aver trasformato il dibattito su un problema serio in scontro tra le parti ha prodotto alcune conseguenze molto pericolose: intanto se ne è parlato come se al centro ci fossero i clandestini e non gli immigrati regolari che, per ottenere la cittadinanza, devono avere un lavoro, conoscere la nostra lingua e possedere una fedina penale pulita. E di fronte al crollo della natalità, ai tantissimi lavori per cui non si trovano più italiani disponibili la questione dell’immigrazione regolare è un punto da cui non si può prescindere. In secondo luogo, trovo molto giusto che per diventare italiano ci siano condizioni inevitabili: lavorare regolarmente, senza dubbio, ma anche inserirsi nel nostro sistema di valori su libertà e diritti. Così come il pieno inserimento nella comunità con la conoscenza della lingua. Insomma, come in altri Paesi, serve un percorso intenso di partecipazione e formazione, di rispetto delle leggi e dei diritti (in particolare quelli delle donne) che deve essere individuato da una riflessione pubblica profonda, dall’aiuto degli esperti e dal coinvolgimento pieno dei parlamentari. Insomma le regole non possono essere lasciate alle tifoserie. Ora la frittata è fatta e temo purtroppo che riparlare con serietà della cittadinanza sarà un’impresa ardua
.
Luciano Fontana

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