“LA DESTRA TRADITA”

La versione di Diodato: un libro terremota FdI
LE MEMORIE – Camerati. La Russa&C. L’ex esponente campano di An autopubblica un testo al veleno sugli anni trascorsi dentro il partito
DI VINCENZO IURILLO E VANESSA RICCIARDI
6 GIUGNO 2024
La palla di neve che minaccia di diventare una valanga contro la destra italiana, a cominciare dal presidente del Senato Ignazio La Russa, è un libro autoprodotto, da ieri in vendita su Amazon, con copertina in bianco e nero che porta la firma di un 63enne dai capelli brizzolati, Pietro Diodato. Chi era costui? Un ex notabile napoletano di An e del Pdl sconosciuto nel resto del Paese, da qualche anno fuori dalla politica dopo essere stato consigliere comunale a Napoli e dopo un breve trascorso in consiglio regionale dal quale fu allontanato per le conseguenze di una condanna per gli scontri ai seggi di Pianura durante le elezioni comunali del 2001.
Il libro si chiama La Destra tradita e sin dal titolo si capisce dove vuole andare a parare: i ricordi di una militanza post fascista che ha mal digerito la stagione dell’alleanza con i berlusconiani e la fusione a freddo nel Pdl, le polemiche contro il modo in cui la fondazione An ha gestito il proprio patrimonio, ma soprattutto – dice Diodato in un passaggio chiave della conferenza – “il bisogno di riportare nomi e riferire episodi che non volevo si sbiadissero nel tempo”. E che nomi, e che episodi, sui quali Diodato rivendica il ruolo di testimone da vicino, di voce da dentro: da ‘Noodles’ La Russa – di cui si scrive nell’articolo sotto – a Italo Bocchino e alla sua relazione con l’ex ministra Mara Carfagna, della quale non è parco di particolari: “Sono costretto ad ascoltare i loro dialoghi amorosi come fossero ragazzini alla loro prima sbandata…”. “Mi accoglieva (Bocchino, ndr) in vestaglia quando alloggiava (con Carfagna, ndr) al Grand Hotel Vesuvio durante la campagna elettorale per le Regionali”, e altro ancora. Passando per Francesca Pascale “che aveva preso una cotta per me – dice in conferenza, e che afferma nel libro – si racconta che una volta il padre l’avesse letteralmente lanciata tra le braccia del Cavaliere: era un fan sfegatato di Berlusconi”.
Ce n’è anche per l’ex senatore Vincenzo Nespoli e il sottosegretario leghista Pina Castiello, entrambi di Afragola. Diodato si proclama vittima “della gelosia” di Nespoli per Castiello. Storie che fino a ieri erano relegate al rango di ‘voci’ e sulle quali da oggi Diodato si assume la responsabilità di averle messe in pagina, attribuendone la patente di veridicità.
Non c’è stato bisogno delle transenne per regolare il flusso di pubblico alla presentazione: c’erano più o meno una ventina di persone, per lo più nostalgici della Fiamma anni Settanta (c’era anche il figlio di un esponente storico di quella stagione, il parlamentare leghista Gianluca Cantalamessa), in una piccola ed elegante sala del circolo politecnico di Napoli. Pubblico che applaude all’introduzione dell’avvocato Giovanni Formicola, e ai suoi ricordi dell’iscrizione al Msi, nel 1972, a 14 anni, vissuta come “un arruolamento” dopo aver ascoltato la nonna che appellava i partigiani “traditori della Patria”, e per il quale “l’aborto è l’omicidio di un bambino”.
In questo brodo è cresciuta una generazione di cui Diodato è stato uno dei punti di riferimento a Napoli, e in particolare a Pianura, divisa in due tra le sue truppe e quelle dell’acerrimo rivale Marco Nonno. Ha vinto Nonno, eletto segretario FdI a Napoli. Diodato si è ritirato a vita privata. E ha scritto questo libro “che parla solo del fatti fino al 2016: volevo pubblicare anche quelli fino al 2021, ho preferito non farlo perché non volevo si pensasse che scrivessi per rancore”.
Da ieri La Destra tradita è disponibile in formato Kindle su Amazon e le prime copie cartacee sono state tirate fuori sul banchetto della conferenza direttamente dall’autore. È un libro autoprodotto come quello di Vannacci. Perché? “Perché io ho voluto così, non ho provato a proporlo a un editore”, risponde Diodato a una domanda del cronista.
Dalla lettura del libro è facile pensare che solo un editore dalle spalle molto larghe si sarebbe potuto caricare il peso delle rivelazioni di Diodato. E non c’è solo il fatto attribuito a La Russa. Diodato ad esempio su Nespoli ci va giù duro: lo accusa di aver “imbarcato di tutto” nel partito in quegli anni, con allusione esplicita al tesseramento di personaggi di camorra. Ci fu uno scontro. “Nespoli arranca ma non molla – scrive – ma non vuole darmela vinta: alcuni di questi sono suoi finanziatori”. C’è persino un capitolo dedicato all’aiuto di Diodato alla candidatura di Gigi D’Alessio, del quale è parente attraverso la moglie. D’Alessio poi canterà a un comizio con Berlusconi per sostenere Gianni Lettieri. Vincerà Luigi de Magistris.
FONTE: 











