ALIMENTAZIONE E DISFUNZIONI BIOLOGICHE NEI DELITTI DI HITLER

È l’ultimo lavoro del Prof. Valentino Bartolomeo che sarà ufficialmente presentato martedì 17 agosto nella prestigiosa  Aula Magna del Santuario S. Francesco in Baia Domizia alle ore 20.

“È stato condotto uno studio – esordisce il Prof. Valentino nella premessa del suo libro – sulle cause dei delitti commessi  da Hitler e i suoi Gerarchi individuandoli ed, ipotizzando, tali cause in una disfunzione biologica a carico di alcune cellule speciali, i NEURONI SPECCHIO, scoperti dal prof. Giacomo Rizzolatti e collaboratori negli anni 90. La disfunzione di questi ultimi è da far risalire ad una deficienza di Serotonina in circolo, a sua volta in rapporto ad una dieta vegetariana, che non consente di fornire, sufficientemente, il precursore di questa catecolamina, il triptofano. La Serotonina, infatti, secondo gli studi di P.D. MacLean, autore della celebre teoria del CERVELLO UNO E TRINO, ha la funzione di coordinare ed integrare le attività delle formazioni cerebrali. Una sua carenza causa, tra l’altro, mancanza di empatia, aggressività, misticismo. tutte prerogative presenti in Hitler”.

 

“Conoscevo da anni il professore Bartolomeo Valentino, ne conoscevo la sua fama di esimio professore di Anatomia Umana alla Facoltà di Medicina e Chirurgia-II Università di Napoli, ma non avevo avuto l’opportunità, né l’onore, di un dialogo o di uno scambio di opinioni  – scrive nella prefazione al libro l’On. dott.ssa Maria Luigia Iodice-   Mi aveva sempre incuriosito la sua attitudine alla scrittura, espressione di una mente fertile pronta a liberarsi al di sopra degli schemi rigidi e monotoni della quotidianità, per poter volare e raggiungere le vette di sempre nuove conoscenze. Poiché la dinamicità del nostro essere si identifica per me nel vivere stesso, il conoscere Bartolomeo più profondamente mi ha permesso di entrare a contatto con chi fa del pensiero strumento di continua rinascita intellettuale ed emozionale”.

 

“I suoi studi sulla Morfopsicologia sono estremamente interessanti ed attuali, pur riprendendo motivi che hanno da sempre interessato le generazioni passate. La Morfopsicologia è la scienza che studia le corrispondenze tra le forme del viso ed i tratti della personalità; da sempre l’umanità ha tentato di darsi dei parametri per determinare con certezza il significato dei tratti del volto. A differenza della Fisiognomica, non considera il volto in modo statico, ma in continua trasformazione dinamica; ogni singolo elemento del volto assume significati che possono essere diversi a seconda del contesto in cui si inserisce, per cui possiamo affermare che la Morfopsicologia è lo studio dinamico del volto durante il suo percorso di vita ed in base allo stile di vita che intraprende”.

 

“Nel suo ultimo lavoro, “Alimentazione e disfunzioni biologiche nei delitti di Hitler”, Bartolomeo Valentino vuole analizzare ed, umilmente spiegare il mistero di una personalità tra le più misteriose ed inquietanti del secolo scorso, quella di Adolf Hitler, generatore di odio razziale, al contempo capace di esercitare un fascino ambiguo su immense folle pronte a sposare i suoi perversi ideali. Il seguire da parte del dittatore e della sua più intima compagine militare una dieta vegetariana potrebbe spiegare, in parte, la loro aggressività, violenza e crudeltà, inconcepibile causa della più grande strage umana dell’epoca moderna. La dieta vegetariana fa sì che all’organismo non venga portata la giusta quantità di triptofano e serotonina, la cui carenza comporta deviazione comportamentale”.

“L’Autore, che già aveva affrontato l’argomento in una delle sue precedenti opere (Alimentazione e Violenza), riesce in quest’ultima fatica ad eseguire un’analisi accurata della figura del dittatore, che ne esce personaggio più complicato ed ambiguo del solito, capace di promulgare leggi mirate a proteggere gli animali nello stesso momento in cui perpetrava quella che, forse, è stata la più grande strage dell’umanità. Ringrazio l’Autore, che attraverso la sua opera, mi ha concesso di addentrarmi nei vicoli del suo scibile, regalandomi una lettura piacevole densa di nozioni scientifiche, partendo dalle quali, si è proiettati verso uno studio introspettivo, che mette in evidenza la netta correlazione tra materia e pensiero”.