domenica, 18 Aprile 2021
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MEGLIO PEGGIO DEI GIORNALI DI OGGI

GIOVEDì 8 APRILE 2021

 

Arrestato il fratello dell’ex presidente Grasso

Marcello Grasso, 70 anni, uno dei neuropsichiatri più stimati di Sicilia, fratello dell’ex procuratore nazionale antimafia e presidente del Senato Piero Grasso, è stato arrestato il 30 marzo scorso a Palermo con l’accusa di violenza sessuale aggravata. «L’indagine è nata dalle dichiarazioni di una giovane donna che a febbraio ha interrotto la terapia con il dottore, e dopo qualche giorno si è presentata alla polizia. La sua denuncia parla di pesanti attenzioni. Ed entra nel cuore del metodo di Marcello Grasso, che ha sempre utilizzato il teatro per fare terapia con i suoi pazienti. Adesso, c’è un costume di burlesque al centro di questa indagine, quello che la vittima ha indossato un giorno nello studio del neuropsichiatra. E, dopo, sarebbero arrivate le violenze» [Palazzolo, Rep].

La notizia è rimasta segreta per giorni.

 

Conti in Svizzera, ecco perché Fontana non collabora coi pm

Conti in Svizzera, ecco perché Fontana non collabora coi pm

È passata una settimana dalla richiesta di rogatoria inviata in Svizzera dalla Procura di Milano e dalla notizia che il governatore Attilio Fontana è indagato per autoriciclaggio e false dichiarazioni in voluntary rispetto alla vicenda dei suoi conti esteri. Eppure il presidente della Regione Lombardia ancora non ha portato ai magistrati i documenti che, a suo dire, dovrebbero chiarire tutto. Nel comunicato del 31 marzo firmato dal procuratore Francesco Greco si leggeva: “La difesa del Fontana si è oggi dichiarata disponibile a fornire ogni chiarimento sia in sede rogatoriale che, se del caso, mediante produzione documentale ovvero presentazione spontanea dell’assistito”. Tutto tace. C’è però un dato chiarissimo che emerge dagli atti dell’inchiesta. Ed è un filo mai interrotto tra i tre conti (alcuni dotati di schermature off-shore) negli anni riferibili a Fontana e a sua madre. Tutti, infatti, sono stati aperti e chiusi presso lo stesso istituto di credito, e cioè la Ubs di Lugano. Il che, è il ragionamento fatto dalla Procura, mette sul tavolo un dato tanto banale quanto dirimente: Fontana presso Ubs è un cliente storico e soprattutto noto, non vi sarebbe quindi alcun problema, in qualità di cliente, a richiedere alla banca tutti i movimenti e gli estratti conto delle sue posizioni, passate e presenti. Anche perché l’ultimo conto con codice finale 417, aperto il 18 settembre 2015 e sul quale sono stati riversati 5,3 milioni di euro dal conto 2005 con codice finale 102, risulta, stando alla ricostruzione dei pm, ancora attivo.

L’Ubs “conserva i documenti anche fino al 1997”

Insomma i dati oggettivi sembrano contrastare con quanto dichiarato da Fontana in questi giorni. A partire dal fatto, come spiegato dai suoi legali, che il governatore sarebbe al momento in possesso solo della documentazione che arriva fino al 2009 e non al 2005. A confermare la soluzione di continuità dal 1997 a oggi è anche il codice iniziale che ricorre sempre identico per tutte e tre le posizioni, e cioè il 247. Non vi è dubbio, quindi, viene spiegato in Procura, che Fontana potrebbe chiedere, e la banca sarebbe obbligata a farlo, tutti i documenti a sua discolpa. Tanto più che attraverso interlocuzioni informali con la Svizzera i pm confermano che la banca ha negli archivi tutti i documenti a partire dal 1997. Sarebbe, dunque, interesse di Fontana chiederli. Anche perché non è per nulla detto che le richieste elencate nell’ultima pagina della rogatoria vengano accolte in toto dalle autorità svizzere. L’obiettivo principale dei pm è duplice: capire chi ha aperto il conto 102 del 2005 e come sono stati portati i primi 2,5 milioni (in contanti o con bonifico) che, secondo l’accusa, non sono riferibili all’eredità e alla presunta evasione della madre, visto che nel 2005 Giovanna Maria Brunella era in pensione da otto anni, percependo circa 21mila euro l’anno. In sostanza ai pm bastano gli estratti conto almeno rispetto alla posizione del 2005.

i contatti Procura-avvocati
in corso già da mesi

Fin dall’inizio la Procura, sul fronte dei conti esteri, non ha mai alzato un muro rispetto a una possibile interlocuzione con il presidente e la sua difesa. Di più: a quanto risulta al Fatto, sono ormai diversi mesi che i vertici della Procura hanno intavolato contatti informali con Fontana anche per evitare di arrivare alla soluzione rogatoriale e alla stessa iscrizione del presidente lombardo. Tentativi al momento caduti nel vuoto. Nel frattempo, ormai mesi fa, la Guardia di finanza ha perquisito gli uffici dell’Unione fiduciaria che gestisce l’ultimo conto. Altro buco nell’acqua. Anche per questo si è deciso di non procedere a una perquisizione al domicilio di Fontana, azione da un lato ritenuta inutile e dall’altra troppo invasiva dal punto di vista mediatico. E nonostante questo, la collaborazione del politico leghista ancora non è arrivata.

La rogatoria poteva operare sul conto del 2015

Eppure un aiuto da parte del governatore, sostiene l’accusa, sarebbe dirimente anche in relazione ai documenti mancanti nel fascicolo della voluntary disclosure. Su tutti quello che dovrebbe indicare in che modo sono stati accumulati i capitali esteri. Relazione che i pm definiscono “muta”. Fontana però spiega che “su quel conto non ha mai operato, prima del 2015”. Eppure, è scritto nella rogatoria, nella dichiarazione dei redditi per il 2014 Fontana “si attribuiva autonomamente la qualifica di delegato al prelievo e alla movimentazione in assenza di qualsivoglia legittimazione formale anche in ragione del fatto che si trattava di una annualità in cui la madre era ancora in vita”. La mancata collaborazione di Fontana rischia di nuocergli forse più del dovuto. La Procura poi ha già dimostrato di non avere alcun pregiudizio, visto che nel marzo 2020 ha chiesto e ottenuto l’archiviazione del presidente rispetto all’accusa di abuso d’ufficio, per come emersa nell’inchiesta Mensa dei poveri, in relazione alla nomina in un organismo regionale del suo ex collega di studio, l’avvocato Luca Marsico.

Sfregiare una donna costa 18 mila dollari

Tale Tommaso Girotti, classe 1983, milanese, dirigente del gruppo Enel, è finito agli arresti domiciliari nella sua casa di Milano con le accuse di stalking e tentate lesioni gravi. Secondo gli inquirenti, coordinati dal pm romano Daniela Cento, l’uomo avrebbe contattato un sicario sul dark web, gli avrebbe fornito nome cognome e indirizzo della sua ex ragazza – una trentenne romana che, un anno fa, lui stesso non aveva voluto sposare e che ora intendeva tenerlo alla larga – e gli aveva chiesto di punirla. «Voglio che resti paralizzata dalla schiena in giù e che vada sulla sedia a rotelle. E le dovete tirare l’acido in faccia senza prendere gli occhi». Girotti aveva già effettuato quattro transazioni per 11.700 dollari in bitcoin, sarebbero dovute essere cinque a lavoro ultimato (il prezzo finale era 18 mila dollari). «Deve sembrare una rapina, le devono rubare la borsa».

«L’allarme è stato lanciato lo scorso febbraio, la ragazza, indicata nel dark web con nome cognome e indirizzo è stata immediatamente contattata dai funzionari della polizia. Ha raccontato della sua ultima storia, delle pressioni subite, ma non immaginava di correre un rischio così alto. Così sono nati i sospetti nei confronti di Girotti. E mentre la vittima del piano folle è finita sotto protezione, la Postale è risalita, attraverso le transazioni in bitcoin, al wallet e alla carta di credito dell’uomo che si nascondeva dietro un nick name. A quel punto è stata eseguita la perquisizione nell’abitazione di Girotti. L’esame di tablet e smartphone ha confermato: negli apparecchi era installata la app per le transazioni in bitcoin, il browser Tor per la navigazione sul dark web aperto, al momento della perquisizione, sulla pagina Hitman hire a killer, il Vpn free per rendere anonimo l’indirizzo Ip. Poi 37 fogli con pensieri rivolti alla donna contro la quale voleva vendicarsi. Poi il libro, Il cervello delle donne, capire la mente femminile attraverso la scienza» [Errante, Mess].

Berlusconi di nuovo ricoverato

Da Forza Italia dicono che si tratta di accertamenti programmati, ma è la seconda volta in due settimane che Silvio Berlusconi finisce al San Raffaele di Milano. L’ex premier, 84 anni, è arrivato in ospedale martedì pomeriggio, in elicottero, direttamente dalla casa in Provenza della figlia Marina dalla quale ha trascorso il periodo di Pasqua. A quanto si sa, dopo i primi esami, l’equipe medica avrebbe deciso per il ricovero. «Chi lo ha visto recentemente, dice che negli ultimi tempi Berlusconi appariva particolarmente affaticato» [Poletti, Sta].

Oggi a Siena è prevista la sentenza nel filone del processo Ruby Ter in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari, ma tutto potrebbe slittare. Era accaduto anche il 14 gennaio scorso, precedente udienza. I legali del leader di Forza Italia potrebbero richiedere il rinvio per legittimo impedimento.

Siamo i watussi

di  | 8 APRILE 2021

Uno dei rari vantaggi del governo Draghi è che ha fatto sparire l’Innominabile, quello che racconta di aver vinto lui perché è arrivato Draghi. Ormai fa notizia soltanto per le sue imprese extracomunitarie, dall’Arabia Saudita all’Africa nera, da Dubai al Bahrein, dov’è ancora una discreta attrazione circense, mentre in Europa ormai lo conoscono. L’altro giorno però, non sapendo più chi incontrare e avendo 40 minuti liberi (aveva visto perfino Calenda e la Bonino), Letta gli ha concesso udienza in nome della vecchia amicizia. Dev’essere stato un bel momento. Pare che il segretario Pd camminasse rasente muri, per non offrire le spalle all’ospite e stare più sereno. Alla fine si è saputo che i due sono d’accordo su molte cose (i rispettivi nomi e cognomi, la bella giornata primaverile, la temperatura decisamente alta per la stagione), fuorché su un dettaglio: l’alleanza con i 5Stelle di Conte. Sul punto, Letta la pensa come Zingaretti: senza M5S e Conte, il Pd viene doppiato dalle destre. Ma Letta piace alla gente che piace, dunque la sua continuità col predecessore viene applaudita da chi fischiava Zinga e spacciata dai media per “discontinuità”, “cambio di passo”, “svolta”, “rivoluzione”. Non solo: Zinga, come il M5S, voleva il proporzionale, per correre separati e poi governare insieme. Letta vuole il maggioritario, che imporrà a M5S e Pd candidati comuni in ogni collegio: un patto di sangue, un’alleanza strategica.

Ora i giornaloni non si danno pace che, fra Conte e Demolition Man, Letta sembri prediligere il primo (in effetti è bizzarro che, fra il politico più popolare e il più impopolare, non si butti sul secondo). E dall’altro continuano a trattare i 5Stelle come gli esploratori bianchi del ’700-’800 vedevano gli ottentotti, i watussi, i pigmei, gli zulu. Su Rep il nostro adorato Folli si strugge per “l’ostacolo Raggi tra Pd e M5S” e le “insidie di un’intesa con il mondo grillino”, cioè per quella curiosa tribù di selvaggi da adescare con perline colorate, nella speranza prima o poi di civilizzarla. Nell’attesa, l’alleanza funziona così: il Pd mette i candidati e il M5S mette i voti. E, “per dimostrare la sua leadership”, “Conte deve dire alla Raggi che è ora di farsi da parte”. La cosa ovviamente non vale per Milano, dove Sala piace alla gente che piace, quindi può candidarsi contro il M5S, mentre la Raggi è una selvaggia, quindi non può correre contro il Pd: “Un ritorno della Raggi in Campidoglio sarebbe un enorme danno per Letta e di conseguenza per Conte”. Di lasciar decidere gli elettori romani non se ne parla. Dunque chi deve dire alla candidata M5S di levarsi dai piedi? Conte, il leader M5S. Poi, se fa il bravo, qualche perlina colorata la danno anche a lui.

Clamoroso

Ogni giorno in Europa muoiono 800 persone a causa dell’alcol [Bucci, Foglio].

In prima pagina

• Erdoğan ha lasciato Ursula von der Leyen senza sedia durante il ricevimento ad Ankara. È scoppiato un caso diplomatico. A Bruxelles l’hanno ribattezzato il Sofagate

• L’Ema ha cambiato di nuovo parere sul vaccino AstraZeneca. I benefici superano ancora i rischi, ma è possibile un legame tra il vaccino AstraZeneca e alcuni casi rari di trombosi. È caos in tutta Europa. In Italia, d’ora in poi il vaccino sarà consigliato solo a chi ha più di 60 anni, ma chi ha già fatto la prima dose potrà comunque ricevere la seconda

• Ieri ci sono stati altri 627 morti. Calano i ricoverati in terapia intensiva (-60). Il tasso di positività scende al 4%. Le persone vaccinate (2 dosi) sono 3.607.973 (il 6,05% della popolazione)

• Un gruppo di hacker ha mandato in tilt il registro elettronico di 2.500 scuole e ha chiesto un riscatto in bitcoin

• Berlusconi è di nuovo ricoverato al San Raffaele

• Respinta al Senato la mozione di Fratelli d’Italia che voleva sospendere il cashback

• In Senato la discussione sul ddl Zan contro l’omotransfobia slitta alla settimana prossima

• Il Fondo Monetario Internazionale prevede che nel 2021 l’economia mondiale crescerà del 6 per cento

• Il gruppo sanguigno di Olesya non è quello di Denise Pipitone. L’avvocato della famiglia parla alla tv russa

• Un manager dell’Enel è finito ai domiciliari. Aveva contattato un sicario sul dark web, voleva pagarlo 18 mila dollari in bitcoin per sfregiare con l’acido e ridurre in sedia a rotelle la sua ex fidanzata. Stava leggendo Il cervello delle donne, capire la mente femminile attraverso la scienza

• Il neuropsichiatra Marcello Grasso, 70 anni, fratello dell’ex presidente del Senato Piero Grasso, è stato arrestato a Palermo con l’accusa di aver violentato una paziente

• Ai figli di Muccioli non è piaciuta la serie tivù su San Patrignano e ora querelano Netflix per diffamazione

• Gianni Morandi è stato dimesso dall’ospedale a quasi un mese dalle ustioni

• Ucraini e russi si accusano a vicenda di aver violato il cessate il fuoco nel Donbass

• Una nave iraniana è esplosa nel Mar Rosso, al largo di Gibuti. Sembra sia stato Israele

• Il Cts gela la Federcalcio sull’apertura dell’Olimpico per gli Europei: «Non è possibile confermare ora la presenza dei tifosi»

• Nei due recuperi di Serie A l’Inter supera il Sassuolo e vola a +11 sul Milan mentre la Juventus batte il Napoli 2-1

Titoli

Corriere della Sera: AstraZeneca oltre i 60 anni

la Repubblica: Il verdetto su AstraZeneca “Meglio dai 60 ai 79 anni”

La Stampa: Caos vaccini, AstraZeneca agli over 60

Il Sole 24 Ore: Vaccini a maggio in 500 aziende

Avvenire: Vaccini, cambio in corsa

Il Messaggero: Piano per le isole no-Covid

Il Giornale: AstraZeneca sì, ma non per tutti

Leggo: AstraZeneca solo agli over 60

Qn: Niente AstraZeneca sotto i 60 anni

Il Fatto: Moratti, vergognati / Anziani in coda al gelo

Libero: All’Italia saltano i nervi

La Verità: «Speranza non capisce il dramma delle partite Iva ma dovrà cedere»

Il Mattino: AstraZeneca solo agli over 60

il Quotidiano del Sud: Lo Stato ha un virus: le regioni

il manifesto: Lacuna nell’ago

Domani: AstraZeneca ha effetti collaterali / Ma è comunque meglio del Covid

PRIMA PAGINA

«Fai della tua vita un sogno
e di un sogno, una realtà»
Antoine de Saint-Exupéry

Erdoğan lascia Ursula senza sedia

«Un breve video pubblicato per rendere conto della recente visita ufficiale di martedì ad Ankara del presidente del Consiglio europeo Charles Michel e del presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha provocato reazioni vivaci, rimbalzando su Twitter e Facebook. Vi si vede la signora von der Leyen confinata in un sofà mentre il suo compagno di viaggio troneggia in poltrona accanto al padrone di casa, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Dalle labbra della presidente della Commissione affiora una malcelata espressione di disappunto» [Romano, Sole].

Ursula, vedendo che non c’era una poltrona per lei, ha mormorato «Ehm», e si è seduta su un divano a tre metri di distanza, di fronte al ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu.

Immediati i commenti: è sessismo? è uno sgarbo politico? o è solo un’incidente protocollare?

Sui social l’hanno ribattezzato subito #sofagate.

Eric Mamer, portavoce della von der Leyen, ha commentato: «La presidente è rimasta sorpresa. Ha deciso di ignorare la circostanza e di dare la priorità alla sostanza. Ma questo non significa che non dia importanza all’incidente. La signora von der Leyen si aspetta di essere trattata secondo le regole del protocollo e ha chiesto ai suoi servizi di assicurarsi che questo tipo di incidente non si ripeta in futuro».

Da un punto di vista strettamente formale, in realtà, non c’è stato alcuno sgarbo da parte turca. Il protocollo vuole che il presidente del Consiglio europeo abbia la precedenza sul presidente della Commissione europea. E l’entourage di Michel ha sostenuto che a doversi ufficialmente incontrare erano Erdoğan e il presidente del Consiglio europeo.

Un diplomatico turco citato dal Sole assicura: «Possiamo usare parole dure nei confronti dei nostri interlocutori politici, ma certo non umiliamo i nostri ospiti».

«Secondo la prassi in vigore, però, nessuno dei leader nazionali tratta von der Leyen come se la sua carica fosse di grado inferiore rispetto a quella di Michel, a prescindere dal protocollo ufficiale. Anche perché in termini di potere, se proprio bisogna fare un confronto, von der Leyen ne ha assai più di Michel: la prima dirige infatti l’organo esecutivo dell’Unione Europea, che conta quasi 33mila dipendenti e gode di notevoli autonomie in vari ambiti; il secondo svolge quasi solo la funzione, molto rilevante ma anche assai delimitata, di mediatore delle riunioni del Consiglio europeo, l’organo in cui siedono i 27 capi di stato e di governo dell’Unione e che ne decide l’agenda politica. In tutti i più recenti incontri con leader nazionali a cui Michel e von der Leyen hanno partecipato insieme, alla presidente della Commissione è stato riservato lo stesso trattamento di Michel» [il Post].

«Machismo protocollare, umiliazione dell’ospite femminile e al contempo dell’istituzione che guida, la Commissione europea, in quanto guardiana dei Trattati, e della legalità, forse giudicata con meno riguardo rispetto ai governi. O forse in quanto organismo pienamente comunitario, e non intergovernativo, sgradito a chi ormai si è visto chiudere in faccia le porte dell’Unione. C’è tutto questo nel sofagate […] Tecnicamente si potrebbe dire che Erdogan ha voluto riservare a Michel il rango di capo di governo visto che guida le sessioni del Consiglio europeo, appunto i vertici dei capi di Stato e di governo dell’Unione. Ma in nessuna cancelleria del mondo la presidente della Commissione – l’esecutivo comunitario – verrebbe considerata di livello inferiore. Anzi. Una rigida applicazione del protocollo, quella turca, che chiaramente nasconde un segnale politico di Erdogan» [D’Argenio, Rep].

AstraZeneca sconsigliato a chi ha meno di 60 anni

Ieri, come era stato anticipato, il comitato per la sicurezza dell’Ema ha concluso che un legame tra alcuni casi estremamente rari di trombosi e Vaxzevria, il vaccino di AstraZeneca, «è possibile». Ora l’azienda dovrà modificare di nuovo il bugiardino inserendo i «coaguli di sangue insoliti con piastrine basse» tra i possibili effetti collaterali. L’Agenzia ha comunque ribadito che, in generale, i benefici offerti dal vaccino continuano a superare gli eventuali rischi derivanti dalla sua somministrazione.

«Non abbiamo evidenza di un legame tra i casi medici registrati e l’età, il sesso o la storia medica del paziente» ha detto Emer Cooke, la direttrice dell’Agenzia, durante una conferenza stampa ieri pomeriggio. La maggior parte dei casi finora segnalati all’Ema «si è verificata in donne di età inferiore ai 60 anni» e «entro due settimane dalla prima dose», mentre l’incidenza dei casi sospetti dopo la seconda dose «è limitata».

«L’Ema ha effettuato un esame approfondito di 62 casi di trombosi del seno venoso cerebrale e 24 casi di trombosi della vena splancnica riportati nella banca dati europea EudraVigilance sulla sicurezza dei farmaci al 22 marzo scorso, 18 dei quali si sono rivelati mortali» [Romano, Sole].

In questi giorni a Ischia, Capri e Procida, le tre isole principali dell’arcipelago campano, inizia la campagna di vaccinazione di massa per proteggere tutti gli abitanti nel più breve tempo possibile, nel tentativo di limitare gli effetti dell’epidemia sulla stagione turistica. La somministrazione a tutta la popolazione è possibile grazie a un accordo speciale con la regione Campania, che garantirà le dosi per tutti senza dover seguire i criteri delle fasce d’età, come previsto dal piano vaccinale nazionale. Ci sono reazioni contrastanti. I sindaci di altre località turistiche non sono felicissimi di questa disparità di trattamento.

In realtà, secondo quanto scrive il Mess, la regione Campania si sarebbe solamente mossa in anticipo, ma il governo avrebbe intenzione di vaccinare tutti gli abitanti delle isole minori a partire da fine aprile per salvare la stagione turistica (su modello della Grecia).

«La protesta del popolo dei piccoli imprenditori schiacciati da mesi di chiusure si allarga ma, dopo gli scontri e le occupazioni di martedì tra Roma e Napoli, nella seconda giornata di manifestazioni in giro per l’Italia i cortei sono tutti pacifici. In ogni caso resta alto l’allarme del Viminale, che vigila soprattutto sulle infiltrazioni di movimenti violenti e di estrema destra pronti a soffiare sul fuoco delle tensioni sociali» [De Stefani, Sta].

Al Cottolengo di Torino saranno vaccinati i religiosi di tutte le confessioni presenti in Piemonte e riconosciute dallo Stato: cattolica, valdese, ebraica, islamica, buddista e ogni altra del Coordinamento interconfessionale della regione.

Anche Matteo Pessina, 23 anni, centrocampista dell’Atalanta, che ha appena giocato con la Nazionale, è risultato positivo al virus: è l’ottavo azzurro (senza contare i quattro dello staff).

 

Il cashback è salvo (per ora)

Il Senato ha respinto la mozione presentata da Fratelli d’Italia che chiedeva di sospendere il cashback, il programma a premi per incentivare l’uso della moneta elettronica, e di destinare invece i cinque miliardi stanziati ai piccoli e medi imprenditori colpiti dalla pandemia. Approvata invece la mozione della maggioranza che propone un più generico «monitoraggio» del programma per adottare «provvedimenti correttivi», in particolare dopo i casi dei furbetti che hanno fatto raffiche di pagamenti fittizi pur di scalare la classifica del super-premio da 1.500 euro a semestre.

La legge Zan slitta ancora

Il presidente della commissione Giustizia del Senato Andrea Ostellari, della Lega, ha bloccato la richiesta di avviare l’esame del disegno di legge contro l’omotransfobia, presentata da Pd, Leu, Iv e M5S. Tutto è rimandato alla prossima settimana. «Ufficialmente è una questione procedurale, ma la vicenda è chiaramente tutta politica visto che Lega e Fratelli d’Italia sono contrari alle norme che inasprirebbero le sanzioni per chi compie atti violenti o discriminatori per motivi legati alle preferenze sessuali o alla disabilità» [Sta].

Le buone previsioni del FmiIl Fondo Monetario Internazionale prevede che nel 2021 l’economia mondiale crescerà del 6 per cento, soprattutto grazie alle spese e agli investimenti sostenuti dalle economie più importanti del mondo per combattere la pandemia da coronavirus. La stima è ancora migliore rispetto a quella ipotizzata dallo stesso Fondo a gennaio, che era del 5,5 per cento. Secondo il Fmi, quella prevista per il 2021 sarà la crescita economica mondiale maggiore degli ultimi quarant’anni e sarà trainata in particolare da Stati Uniti (+6,4%) e Cina (+8,4%). A causa del Covid nel 2020 l’economia mondiale si era contratta del 3,3 per cento.

ECONDA PAGINA

«Ci sono tre tipi d’intelligenza:
l’intelligenza umana,
l’intelligenza animale
e l’intelligenza militare»
Aldous Huxley

Olesya non è Denise Pipitone

«Gli annunci da Mosca si sono susseguiti a ripetizione. Uno dopo l’altro. Fino alla puntata, registrata martedì e mandata in onda ieri pomeriggio, di Lasciali parlare. Puntata a cui ha partecipato l’avvocato della famiglia Pipitone, Giacomo Frazzitta: il legale ha dichiarato che il gruppo sanguigno della giovane Olesya Rostova, diventata ormai una star dell’ultimo circo mediatico internazionale, è diverso da quello della piccola Denise, scomparsa il 1° settembre 2004 a Mazara del Vallo. “Abbiamo comunque affidato gli esami scientifici ricevuti dall’avvocato della giovane russa alla procura della repubblica di Marsala per eventuali altri accertamenti”, dice Frazzitta. Resta l’amarezza della famiglia Pipitone per come questa vicenda sia stata affrontata dalla tv russa. “Basta con tutto questo clamore”, ha detto la nonna di Denise a Repubblica. “Questa vicenda è già durata abbastanza. Ma cosa ci voleva a fare subito il dna per fugare ogni dubbio?”. Già da qualche giorno, si erano mosse la procura di Marsala e l’Interpol per cercare di capire cosa stesse accadendo in Russia. Nessuno poteva obbligare la giovane a sottoporsi al test del Dna, ma la magistratura e l’Interpol avevano comunque provato a mettere fine al can can mediatico» [Palazzolo, Rep].

 

 

Morandi dimesso

Dopo quasi un mese di ospedale Gianni Morandi è tornato a casa. Il cantautore, ricoverato dall’11 marzo scorso a causa di ustioni alle mani e alle gambe, è stato dimesso ieri mattina dal Centro grandi ustionati Bufalini di Cesena. Morandi si è infortunato mentre bruciava delle sterpaglie nel giardino di casa, scivolando nelle fiamme: ha riportato bruciature sul 15% del corpo.

I figli di Muccioli querelano Netflix

Andrea e Giacomo Muccioli hanno querelato Netflix. Ai due uomini, figli di Vincenzo Muccioli, non è piaciuta la serie SanPa – Luci e tenebre di San Patrignano, smentiscono la ricostruzione del documentario, che indica il padre come «misogino e omosessuale», così come la diceria secondo cui sarebbe morto di Aids, contratto «a causa del suo stile di vita e dei suoi comportamenti privati».

«I familiari sottolineano anche che nessuna fra le “affermazioni, indiscrezioni e pettegolezzi presentati a milioni di spettatori (la serie figura fra le dieci più viste in Italia) è vera”, con danni gravi all’immagine e alla memoria di una persona scomparsa, “un grande padre e un grande uomo che ha dedicato la sua esistenza al Bene”» [Giubilei, Sta].

Ultime sul caso di Martina Rossi

Ieri, a Firenze, si è aperto il processo di appello bis sul caso di Martina Rossi, la 20enne di Genova morta in vacanza precipitando dal balcone di una camera d’albergo a Palma di Maiorca il 3 agosto 2011, Nella sua requisitoria il procuratore generale Luigi Bocciolini ha sostenuto che la ragazza cadde nel vuoto nel tentativo di fuggire a uno stupro e ha chiesto di condannare a tre anni i due imputati, gli aretini Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi. «La stessa richiesta è stata avanzata dai legali dei genitori di Martina, parti civili. La prossima udienza è prevista per il 14 aprile con la parola alle difese» [Mess].

C’era una volta

Dieci anni fa

Sabato 9 aprile 2011. La Francia avendo fatto sapere, davanti a otto capi di stato dell’Ue, che non accetterà i migranti provenienti dall’Italia, Napolitano chiede che «l’Europa parli con una sola voce».

Le forze di Gheddafi sembrano sul punto di riconquistare nuovamente Ajdabiya.

«Da quanti giorni l’Occidente è in guerra contro Muammar Gheddafi, il raìs libico? Da almeno ventidue, contati alla data di oggi. Un tempo abbastanza lungo per un conflitto tra un piccolo paese, la Libia, e la sensazionale coalizione dei Volonterosi. Un’alleanza strapotente, guidata da due paesi convinti di essere i big europei: Francia e Gran Bretagna. Vista la enorme disparità di forze in campo, Gheddafi avrebbe dovuto essere morto e sepolto da quel dì. Invece è vivo e per ora vince. Anche se nessuno dei Volonterosi è disposto a riconoscerlo. Prima di tutto Gheddafi vince proprio perché non è morto. In un Bestiario del 27 marzo mi ero domandato se fosse tanto difficile ucciderlo. Come succede spesso nelle guerre, anche per i capi che sembrano immortali. Ma adesso è chiaro che non soltanto era difficile, bensì impossibile. Ne abbiamo avuto una prova ieri, quando, dopo alcuni giorni di silenzio e assenza apparente, Gheddafi è riapparso in una scuola elementare di Tripoli, risparmiandoci peraltro una delle sue concioni demenziali» [Pansa, Libero].

Il Cairo torna in piazza al grido di «rivolta tradita». L’esercito spara. Scontri in piazza Tahrir: arresti, almeno un morto e decine di feriti. Migliaia hanno marciato sul luogo simbolo della rivoluzione, bruciando auto e costruendo barricate. Chiedendo che il Supremo Consiglio delle Forze Armate, subentrato a Mubarak nel gestire il Paese in attesa delle elezioni in programma a settembre, si faccia da parte.

«Parecchie migliaia di precari hanno sfilato ieri in 47 città italiane. Magliette gialle col punto esclamativo, uno slogan assai azzeccato (“Il nostro tempo adesso”), incidenti di poco rilievo a Padova e a Napoli, quelli dell’opposizione tutti della partita. C’erano Bersani, la Bindi, il segretario della Cgil Susanna Camusso, Nicky Vendola, Damiano, le bandiere dell’Idv e quelle del Codacons. A Roma il Popolo Viola ha srotolato un tricolore di 60 metri. Le manifestazioni erano politiche e vanno lette come un momento della lotta a Berlusconi. Servono a ricordare il problema, che è sostanzialmente questo: l’Italia è un paese di vecchi, strutturato per tenere il più possibile alla larga i giovani, cioè per non favorire il ricambio. Quelli che possono scappano all’estero. Dati della Cgia di Mestre mostrano, per esempio, che il precariato è il 56% di tutta la forza lavoro meridionale (Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna), e si parla – immagino – del precariato misurabile, perché poi al Sud imperversano lavoro nero e evasione fiscale. Un sistema dove tutto si tiene. I cortei hanno inalberato cartelli che non si possono non condividere» [Dell’Arti, Gazzetta].

Muore a New York Sydney Lumet.

Nato a Philadelphia nel 1924 è stato «[…] un maestro indiscusso del cinema americano, autore di opere che fanno parte della storia di Hollywood come La parola ai giuratiQuel pomeriggio di un giorno da caniQuinto potereSerpicoIl verdetto. […] Inizi al Teatro Yiddish di New York prima di passare alla tv e al cinema […] È famoso nell’industria per l’efficienza del suo modus operandi, il controllo, l’economia, la correttezza, e per la consuetudine delle due settimane di prove “di lettura” con gli attori prima di iniziare a girare, pratica che applica […] dal suo primo film, La parola ai giurati (1957). […] “[…] anche io faccio film di consumo. Voglio dire che credo che quei giganteschi film di cassetta che incassano cifre astronomiche non avrebbero catturato l’attenzione del pubblico senza il lavoro di maestri come Marcel Carné, Federico Fellini, Luis Buñuel, Billy Wilder, Roberto Rossellini, Orson Welles, Bernardo Bertolucci, Steven Spielberg e tanti altri. Gente che ha fatto del cinema un’arte ma che ha anche permesso un consumo più popolare, ha messo il cinema su un doppio binario. C’è chi va a divertirsi con The Incredibles e chi va a commuoversi con Hotel Rwanda […]” Quel pomeriggio di un giorno da cani era in gran parte improvvisato? “[…] bisognava rendere l’immediatezza della ‘storia vera’ a cui era ispirato il film. L’improvvisazione però avveniva prima di girare, al momento dell’azione sapevamo cosa avremmo fatto. Gran parte delle battute di Al Pacino sono state inventate da lui sul set: i suoi dialoghi col direttore della banca Charles Durning, la sua conversazione con l’amante al telefono, Chris Sarandon, con sua madre, Judith Malina, con gli altri ostaggi nella banca, e così via. Tutta la sequenza di Pacino che grida, ‘Attica’ incitando la folla in strada, è improvvisata. Dissi al cameraman di rimanere fisso su Al qualsiasi pazzia avesse fatto. Anche le luci erano ambientali, per sottolineare l’approccio naturalistico. Quando Pacino entra nella banca all’inizio del film la macchina da presa gli gira intorno: mi sembrava il modo giusto per catturare l’energia di Pacino e volare con lui dovunque andasse” […]» (Silvia Bizio, Repubblica 9/2/2005). «Figlio di un attore, recita in teatro fin da ragazzino, immerso nel clima denso di suggestioni culturali di Broadway. In particolare metabolizza gli slanci di tensione civile e politica dell’esperienza teatrale newyorkese mentre dagli anni Cinquanta si fa le ossa con rigorose regie televisive presso il network Cbs. L’impegno di fede democratica e un linguaggio televisivo “stretto”, “addosso” ai personaggi, tipico del racconto destinato al teleschermo, diventeranno una costante di tutto il suo cinema» (Canova).

Nasce Arexpo, società che comprerà i terreni per l’Esposizione di Milano.

Dopo vent’anni di fidanzamento, a Venezia, Giuliano Pisapia sposa la giornalista di Repubblica Cinzia Sasso.

Venti anni fa

Lunedì 9 aprile 2001. La Dda di Reggio Calabria ha aperto un’indagine sulla morte, avvenuta nel settembre del 1970, di cinque giovani anarchici in un incidente stradale mentre. Stavano portando a Roma dei documenti, frutto di una loro controinchiesta su un presunto incidente ferroviario, avvenuto nei pressi di Gioia Tauro nel luglio dello stesso anno in cui erano morte sei persone e 54 erano rimaste ferite. Sembra che i giovani avessero scoperto quello che successivamente, nel 1993, è stato rivelato da due appartenenti alla ’ndrangheta, Giacomo Lauro e Carmine Dominici, cioè che il deragliamento era avvenuto per una carica di esplosivo messa sui binari da uomini della ’ndrangheta, alleata dell’estrema destra che nel 1970 aveva dato vita alla rivolta di Reggio Calabria. Queste deposizioni sono state acquisite nel corso dell’inchiesta, denominata “Olimpia”, su mafia, politica e massoneria, divisa in vari tronconi e in parte già conclusa con condanne per boss e politici

Venticinque anni fa

Martedì 9 aprile 1996. Berlusconi rivolge un appello ai cattolici di votare Forza Italia e scatena critiche anche nella Chiesa, mettendo in imbarazzo gli stessi alleati del Polo. Il leader forzista smentisce poi che il programma del Polo preveda l’eliminazione della trattenuta sulle buste paga.

Nella capitale liberiana gli ostaggi vengono utilizzati come scudi umani. In serata elicotteri americani sono atterrati nell’ambasciata Usa per trarre in salvo le prime 50 persone. Sempre più drammatica la situazione dei civili italiani.

Per l’assassinio della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin, la procura di Roma ha iscritto sul registro degli indagati il nome di Abdullahi Mussa Yussuf, sultano di Bosaso e re della Migiurtinia, nel Nord-Est della Somalia. L’accusa è di duplice omicidio. Pochi giorni prima di essere uccisa a Mogadiscio, il 20 marzo di due anni fa, Ilaria Alpi aveva intervistato il sultano chiedendogli tra l’altro chiarimenti sul sequestro di una nave della Shifco (società somala di gestione dei pescherecci donati dalla cooperazione italiana) che sembrava coinvolta in un traffico internazionale d’armi. Mussa Yussuf ha replicato sostenendo che «le accuse sono senza fondamento, un insulto alla giustizia italiana» e ha detto di essere pronto a venire in Italia per difendersi.

Trenta anni fa

Martedì 9 aprile 1991. La Procura della repubblica di Palermo ha riaperto l’inchiesta sulla morte di Enrico Mattei, ipotizzando l’eventuale coinvolgimento della struttura Gladio.

A Livorno, alle 18.35, il traghetto Moby Prince attracca alla banchina Carrara 50. Riprenderà il largo domani alle 22 per Olbia. Alle 22.25, in rada, a 2,7 miglia dal fanale verde della diga della Vegliaia (l’imboccatura sud del porto di Livorno), cala l’ancora la superpetroliera italiana Agip Abruzzo, proveniente da Sid Chefir. Ha in pancia 82.000 tonnellate di greggio “Iranian light”.

La Georgia dichiara la propria indipendenza.

Quaranta anni fa

Giovedì 9 aprile 1981. Nazario Succo, poliziotto in servizio a Venezia, ritorna nella casa di via Terraglio, dove vive con la moglie Marisa e il diciannovenne figlio Roberto. Qualcosa deve essergli apparso strano, perché nessuno risponde al suo saluto. Ma Nazario non ha il tempo di capirne la ragione: viene subito aggredito e trafitto da vari colpi di accetta, che il ragazzo gli inflinge con violenza inaudita. Poi l’assassino, con calma e metodo, depone il cadavere accanto a quello della madre, che aveva accoltellato qualche ora prima, prende l’automobile, e se ne va.

Esce l’album Siamo solo noi di Vasco Rossi

Cinquanta anni fa

Venerdì 9 aprile 1971. Assieme a una recrudescenza dei bombardamenti nordvietnamiti e vietcong contro le basi alleate sugli altipiani centrali, si è registrata a Saigon una ripresa del terrorismo. Stamane un bar del centro della capitale, affollato di soldati americani, è stato devastato da un’esplosione: si sono avuti due morti e 34 feriti.

Sessanta anni fa

Domenica 9 aprile 1961. L’ex-re d’Albania, Ahmed Zog, è morto povero e solo in un ospedale della periferia di Parigi. Aveva sessantasei anni. Al suo capezzale era ad assisterlo la moglie, la contessa ungherese Geraldina Appony. Ahmed Zog aveva conosciuto momenti di splendore ed era stato amico e protetto di Mussolini e di Ciano, una trentina d’anni fa, quando l’Italia fascista cercava preziosi alleati nei Balcani. Mussoilini, tuttavia, seguendo le sue mire espansionistiche, aveva successivamente aggredito il piccolo Stato balcanico, mettendo in fuga il re e la moglie e attribuendo il titolo di re d’Albania a Vittorio Emanuele III.

Il presidente Gronchi è in volo per Buenos Aires.

Ottanta anni fa

Mercoledì 9 aprile 1941. Grecia. Aggirata a occidente dalla 2ª divisione corazzata tedesca (penetrata in Grecia dalla Jugoslavia), che conquista la sera stessa Salonicco, l’armata greca del Vardar o Axios (fiume che dalla jugoslavia entra in Grecia e si getta in mare a ovest di Salonicco), comandata dal gen. Bakopoulos, è costretta a capitolare, con l’autorizzazione del Comando Supremo. 70.000 uomini sono fatti prigionieri. 15 divisioni tedesche proseguono l’avanzata verso l’Egeo scontrandosi con le restanti truppe greche e con il corpo di spedizione britannico [Salmaggi e Pallavisini].

Cento anni fa

Sabato 9 aprile 1921. «Che si inghiotta troppo vino e col vino troppe altre bevande alcooliche (e queste! davvero attossicanti!) dimostrò alla Camera Filippo Turati, con un discorso al quale l’arguzia cresceva di pregio. Delle tre leggi d’igiene sociale da me preparate e vinte contro l’alcoolismo, le stampe oscene, il maltrattamento degli animali, la guerra e la torbida pace che l’han seguite, han raffreddato lo zelo nell’applicazione. Lo osterie troneggiano, gli animali e, segnatamente, quegli ucelli coi quali favellava dolcemente San Francesco, si battono e si abbattono senza pietà. Le oscenità, di certe stampe, di alcuni spettacoli cinematografici pompeggiano. È una follia di passatempi ignobili, seguace di certi balli ancora più ignobili. Le leggi son, ma chi pon mano ad elle? E con questi guai rincruditi si collega la frenesia del lotto. Nonostante le moltiplicate lotterie private (le lecite e le illecite) non si è mai giocato di più al lotto. Rallegrano l’Erario, ma rattristano la previdenza italiana» [Luzzatti, CdS].

Centotrenta anni fa

Sabato 9 aprile 1891. «Niente di particolare. Sonja è sempre a Pietroburgo e talvolta m’infastidisce il pensiero del suo viaggio, e stanotte mi sono svegliato e ho incominciato a pensare e a amareggiarmi, ma poi mi sono detto: è bene, questo è bene per me, è una prova. E subito mi sono sentito leggero, così leggero che mi sono riaddormentato. Ieri ci sono stati Mitaša e Isakov, tipo di maialetto della buona società, sicuro di sé, libertino, molle e affabile. Sono stato ingiusto, non ho capito abbastanza la sua utilità. Ieri ho cominciato a scrivere i Ricordi di una madre. Ho scritto molto, ma è servito solo a convincermi che così non va scritto. Troppe miserie: deve scrivere di sé» [dai diari di Lev Tolstoj].

Centoquaranta anni fa

Domenica 9 aprile 1881. «Le ultime notizie di stamane sono che il Re accetta le dimissioni ed incarica l’on. Depretis di ricostituire il Gabinetto e l’on. Depretis accetta il mandato solo perché l’on. Cairoli acconsente a tale soluzione, anzi promette di coadiuvarlo efficacemente, restando fuori del Ministero ed a capo della maggioranza. Come voci secondarie poi, si dice che il Depretis andrebbe lui agli Esteri cedendo l’Interno al Coppino, ovvero resterebbe all’Interno chiamando agli Esteri il conte Tornigli. Tutto ciò non è ancora ufficiale, ma è molto accreditato» [CdS].

Centosessanta anni fa

Martedì 9 aprile 1861. A Torino in una riunione della maggioranza parlamentare discutesi vivamente per far ritrattare a Garibaldi le parole ritenute offensive dette contro i deputati parlando in Caprera alle deputazioni operaie (Comandini).

A Roma Pio IX nel pomeriggio fa la consueta passeggiata; esce da Porta Angelica e rientra per Porta del Popolo (Comandini).

Centosettanta anni fa

Mercoledì 9 aprile 1851. A Parigi Baudelaire pubblica lo Spleen: «[…] quando la pioggia sciorinando le sue immense strisce / imita le sbarre d’una vasta prigione, / e un popolo muto di infami ragni / viene a tendere le sue reti in fondo ai nostri cervelli, / campane a un tratto balzano su con furia / e lanciano verso il cielo un terribile urlìo, / come spiriti erranti e senza patria / che si mettano a gemere ostinatamente. / E lunghi carri funebri, senza tamburi né musica, / sfilano lenti nell’anima mia; la Speranza, / vinta, piange, e l’Angoscia atroce, dispotica, / sul mio cranio chino pianta il suo nero vessillo».

Duecento anni fa

Sabato 9 aprile 1821. A Parigi, al 13 di rue Hautefeuille, una casa del quartiere Latino, Joseph-François Baudelaire, 68 anni, ex-sacerdote e capo degli uffici amministrativi del Senato, e la sua seconda moglie, la ventisettenne Caroline Archimbaut-Dufays, danno alla luce Charles Baudelaire.