lunedì, 10 Maggio 2021
Home Primo Piano IL MEGLIO E IL PEGGIO DAI GIORNALI DI OGGI

IL MEGLIO E IL PEGGIO DAI GIORNALI DI OGGI

MARTEDì 16 FEBBRAIO 2021

 

 

Clamoroso

Valore del cibo buttato via nel 2020 benché assolutamente commestibile: 9,7 miliardi di euro [Sorbi, Mess].

In prima pagina

• Draghi sta lavorando al discorso con cui domani e giovedì chiederà la fiducia alle Camere. Ora che i ministri si sono insediati, bisogna scegliere il sotto-governo (lo staff, i vice, i direttori di gabinetto, i sottosegretari), e i partiti non vedono l’ora di spartirsi i posti. Draghi, come capo di gabinetto, ha scelto Antonio Funiciello, già a capo dello staff del premier Gentiloni

• Il neo-ministro del turismo, il leghista Garavaglia, critica Speranza per la chiusura degli impianti di sci: «C’è stato un danno per una scelta del governo e i danni vanno indennizzati»

• Salvini e Zingaretti si sono incontrati ieri: vogliono garantire a Draghi una pace politica

• A Berlusconi, secondo quanto scrivono i giornali, non è andata giù che Draghi abbia scelto come ministri solo i moderati, vuole che d’ora in poi tratti anche con Tajani

• Conte, invece, torna in cattedra all’Università di Firenze. Sul futuro politico fa sapere: «Credo molto nel progetto M5s-Pd-Leu»

• Ieri i morti per Covid sono stati 258. Crescono ancora i ricoveri ordinari (+70) e quelli in terapia intensiva (+4). Il tasso di positività è sceso al 4,1%. Le persone vaccinate con due dosi in Italia sono 1.288.023, il (2,13% della popolazione)

• Secondo uno studio indiano, il Sars-Cov-2 sopravvive solo tre ore sulla carta, fino a sette giorni su plastica e acciaio

• Paolo Bellini è stato rinviato a giudizio con l’accusa di essere uno degli autori della strage di Bologna dell’agosto 1980

• A Faenza si sono tenuti i funerali di Ilenia Fabbri, la 46enne sgozzata la mattina del 6 febbraio nel suo appartamento, e c’era anche il suo ex marito, sospettato dell’omicidio

• Ad Aci Castello, nel Catanese, un 90enne ha tentato di accoltellare in figlio 46enne affetto da disturbi mentali

• Il premier libico al Sarraj è stato operato a Roma (forse per un tumore). Ha lasciato i poteri al vice Maiteeq

• Ngozi Okonjo-Iweala, 66 anni, è stata nominata nuova direttrice generale del Wto. È la prima donna alla guida dell’Organizzazione Mondiale del Commercio

• La nuova vita di Mustier dopo Unicredit: con Arnault (Lvmh) e De Giorgi lancia una Spac, un veicolo che punterà ad acquisire società promettenti nel mondo fintech

• Al Bentegodi di Verona Hellas-Parma è finita 2-1

• Mikaela Shiffrin ha vinto la combinata femminile a Cortina. Brignone fuori, Curtoni quarta

Titoli

Corriere della Sera: Zone rosse per fermare le varianti

la Repubblica: La Lega è già un problema

La Stampa: Draghi non basta, lite sul lockdown

Il Sole 24 Ore: Balzo del debito: +159 miliardi nel 2020

Avvenire: Divide l’idea lockdown

Il Messaggero: Sci, primo scontro nel governo

Il Giornale: Pronti, via: si litiga già

Leggo: «Nuova stretta anti-varianti»

Qn: Sci e divieti, i neoministri già litigano

Il Fatto: Lega, FI, Iv e Pd: guerra alla Salute

Libero: Zaia ha trovato vaccini per tutti

La Verità: Draghi rischia di finire in lockdown

Il Mattino: Virus, Draghi per la linea dura

il Quotidiano del Sud: Mezzogiorno questione nazionale

Domani: Draghi alla prova del coronavirus / “riaprire tutto” oppure “zero Covid”

 

MATTIA FELTRI

Il sorpasso

Il sorpasso

Poche settimane fa ho raccontato la pessima scena del segretario del Pd affiancato dal vicesegretario e dai capigruppo di Camera e Senato che lasciavano il Quirinale, e dietro di loro Valentina Cuppi, presidente del Pd e sindaco di Marzabotto.Una città molto simbolica, ricordavo, e aveva l’aria d’essere simbolica anche la presenza di Cuppi, unica donna e relegata in coda. Lo dicevo perché la forma è sostanza, e quella forma troglodita lasciava intendere una troglodita sostanza. Alla mia annotazione si replicò con qualche risentimento: come osavo mettere in dubbio le qualità morali della sinistra? Come osavo sostenere – al pari del grande Emanuele Macaluso – che raramente c’è corrispondenza fra ciò che nel Pd si dice e ciò che nel Pd si fa? Vabbè, s’è visto: zero ministre.In queste ore ho letto considerazioni diverse – non quelle risapute e consunte sulla tradita parità di genere – da Michela Murgia su La Stampa, da Marianna Madia, da Cristiana Alicata, da Roberta Pinotti, da Concita De Gregorio su Repubblica, da Giulia Siviero sul Post, e da Giulia Siviero mi pare arrivi la rigenerante riflessione che le riassume tutte: «Il femminismo di Stato mette al centro la pratica della spartizione e della rivendicazione di quote, nient’altro.Tutto molto poco trasformativo e intrinsecamente subalterno. La naturale conseguenza è l’indignazione, una postura che di nuovo lascia esattamente tutto com’è». E cioè, per tornare a Valentina Cuppi, a ogni Valentina Cuppi del mondo, quando si è lasciate dietro si può restare dietro, oppure si può chiedere permesso, o forse si può assestare una spallata e provare a passare avanti.

Buongiorno. Le agognate riaperture, sci compreso, per il momento non ci saranno. Anzi, è probabile che andremo incontro a misure di contenimento più rigorose in tutta Italia e sicuramente a zone rosse localizzate. Colpa delle temute “varianti” del virus. Ne sentiamo parlare da mesi, hanno messo in ginocchio il Regno Unito, e adesso sono anche in Italia (corrispondono al 17,5% dei tamponi sequenziati a livello nazionale, ma con punte molto più alte a seconda delle zone: in Umbria oltre la metà delle persone contagiate ha contratto la variante inglese).Il Sars-Cov-2 evolvendosi, come tutti i virus, ha sviluppato infatti delle mutazioni che lo rendono più contagioso e più letale. Significa che in molti casi le precauzioni che bastavano per non essere contagiati dalla variante “tradizionale” del virus oggi sono insufficienti. E che dovremo prenderne atto aumentando il distanziamento sociale. È fondamentale, perché se i contagi riesplodessero adesso metterebbero a rischio anche la campagna di vaccinazione: un virus che si diffonde incontrollato muta di più e ha anche più probabilità di sviluppare varianti resistenti ai vaccini prima che essi riescano a fermarlo. Per questo motivo l’Istituto superiore della sanità raccomanda di rafforzare «le misure di contenimento».Un consiglio diverso nei toni (che nella comunicazione di un’epidemia sono sempre importanti) ma non nella sostanza dall’ipotesi di ritornare in lockdown ventilata da Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza. Ipotesi che ha causato subito lo scontro tra le due anime del neonato governo, con la Lega che ha criticato la proroga del blocco degli impianti da sci decisa domenica e ora chiede indennizzi “pesanti” (proporzionali ai redditi dichiarati, immaginiamo). Certo è vero che annunciare le chiusure subito o poco prima dell’entrata in vigore non aiuta gli esercenti, aggiungendo al danno la beffa.Per evitare che si ripetano problemi simili il premier Mario Draghi ha chiesto a tecnici e ministri un maggior coordinamento sugli annunci e una presa di responsabilità della politica: gli scienziati devono fornire ai politici tutti gli elementi per decidere, ma non devono sostituirsi a loro. I partiti dal canto loro, come racconta Francesco Verderami, stanno cercando di arrivare a una “pace politica” con una serie di incontri tra i leader.Intanto il governo lavora anche per accelerare la campagna di vaccinazione, che deve aumentare e al momento ha ancora velocità molto diverse da regione a regione (il professore del Politecnico di Milano Davide Manca calcola che a questi ritmi la Calabria ci metterebbe 8 anni a vaccinare tutta la popolazione, e la Val d’Aosta, la più veloce, tre e mezzo). Ieri inoltre il sito creato dalla Regione Lombardia per permettere agli ultra 80enni di prenotare il vaccino anti Covid è andato in tilt, imponendo anche 4 ore di attesa.

Lega-FI-Iv-Pd contro Speranza. Che pensa alle “varianti” Covid

Lega-FI-Iv-Pd contro Speranza. Che pensa alle “varianti” Covid

Lite sullo sci – Dopo Salvini, il neoministro Garavaglia: “Cambiare passo ora”. Ma Gelmini conferma il rigore. E Ricciardi traballadi Alessandro Mantovani e Giacomo Salvini | 16 FEBBRAIO 2021

La prima offensiva del centrodestra di governo è contro il ministero della Salute. “Ci vuole un cambio di passo” aveva detto Matteo Salvini venerdì sera dopo aver appreso la riconferma di Roberto Speranza. Non potendo attaccare il ministro, che ha la fiducia del capo dello Stato, se la prende con il suo consigliere Walter Ricciardi per l’uscita di domenica sul nuovo “lockdown totale”, ma anche con la decisione di Speranza sugli impianti da sci, che dovevano riaprire ieri e sono stati bloccati dal ministro domenica sera, all’ultimo momento, secondo il parere del Comitato tecnico scientifico e con il via libera di Mario Draghi. È una scelta che penalizza soprattutto il Nord dove la Lega pesca voti. Così ieri sera l’attacco è arrivato da Massimo Garavaglia, neoministro leghista del Turismo: “C’è stato un danno per una scelta del governo e i danni vanno indennizzati”, ha detto, contestando “la normativa” che lascerebbe queste decisioni al solo ministro della Salute. Protesta anche Andrea Marcucci, capogruppo Pd già molto vicino a Matteo Renzi: “Impossibile chiudere poche ore prima della riapertura”. Pure Italia Viva si lamenta per la “tempistica”.“Mai fatto polemiche in questi mesi. E non ne faccio ora. La difesa del diritto alla salute viene prima di tutto”, è la replica di Speranza. Che ha deciso domenica in base ai dati usciti venerdì, poco prima della sua conferma da parte di Draghi: Rt in aumento a 0,95 e la variante inglese, più contagiosa e anche più letale secondo diversi studi britannici, al 17,8% dei nuovi contagi, poco meno di uno su cinque, con punte del 30% in Lombardia e del 59% in alcune aree del centro-nord. In poche settimane sarà prevalente, spiega l’Istituto superiore di Sanità, che chiede di rafforzare le misure. Allarme varianti anche dall’Ecdc, il Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie. La scelta di chiudere, peraltro, è stata condivisa anche dalla neo ministra degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, bresciana di Forza Italia, che ieri sera per la prima volta ha partecipato con Speranza e il presidente della Conferenza delle Regioni, l’emiliano Stefano Bonaccini del Pd, a una riunione del Cts. Tutti concordano sull’esigenza di decisioni collegiali e comunicazioni univoche. Più d’uno ha storto la bocca su Ricciardi, la cui posizione traballa. Bonaccini ha insistito anche sul grave disagio sociale connesso alle chiusure, ma tutti sanno che l’epidemia è in ripresa e che nel fine settimana possono esserci altre Regioni “arancioni” o “rosse”. Speranza stesso domenica ha promesso ristori tempestivi, dipenderà da Draghi.Chi ha parlato con il leader del Carroccio lo definisce “furioso” perché durante le consultazioni era stato proprio il presidente incaricato a spingere per “le riaperture”, ma soprattutto perché, si è sfogato con i suoi, “se questo è la riedizione del Conte II cosa siamo entrati a fare nel governo?”. E allora, prima domenica sera a cena con i tre ministri leghisti Giorgetti, Garavaglia e Stefani e poi ieri mattina, ha fatto capire che il “cambio di marcia” significa “aperture” ma anche nuovi tecnici. Nel mirino, prima ancora di Ricciardi, c’è il commissario Domenico Arcuri, criticatissimo da Lega e centrodestra: Salvini vorrebbe al suo posto Guido Bertolaso, consulente della Regione Lombardia con cui si è sentito ieri mattina. Forza Italia condivide: “La conferma di Arcuri sarebbe un errore. Soluzione? Guido Bertolaso” ha twittato ieri Antonio Tajani, neo coordinatore nazionale del partito. “La comunità scientifica è piena di medici e virologi che non terrorizzano gli italiani, ne parleremo con Draghi”, dice Salvini, che nel Cts vorrebbe tra gli altri il genovese Matteo Bassetti e al ministero un sottosegretario leghista per “controllare” Speranza, come Luca Coletto o Stefano Candiani. Nella Lega hanno capito che avere il ministero del Turismo può essere “un boomerang”, spiega Gian Marco Centinaio, perché la materia resta regionale e se comunque decide il ministero della Salute, gli imprenditori potrebbero “rifarsi su di noi”.

 

Cingolani e quei fondi dati dall’Iit al centro guidato dalla ex moglie

Cingolani e quei fondi dati dall’Iit al centro guidato dalla ex moglie

di  | 16 FEBBRAIO 2021Nel 2006, Roberto Cingolani, neo ministro della Transizione ecologica voluto da Grillo, trasferì 3,5 milioni di euro dai fondi dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit), di cui era direttore dal 2004, al Laboratorio nazionale di nanotecnologie di Lecce diretto dalla moglie Rosaria Rinaldi (oggi ex moglie) e da lui stesso fino al 2004. Il travaso di fondi di Iit al Laboratorio salentino è stato possibile grazie al doppio ruolo di Cingolani in quel momento: dal 2004 direttore Iit nominato da Giulio Tremonti e, fino al 2006, responsabile della fase di accorpamento dell’Istituto nazionale di fisica della materia (Infm) dentro il Cnr su nomina dell’allora presidente Cnr Fabio Pistella.

Era stato Cingolani a fondare il Laboratorio nazionale di Nanotecnologie di Lecce nel 2001, quando ricopriva la carica di vicedirettore Infm. Lo ha diretto fino al 2004, anno in cui Cingolani si sposta ad Iit e la moglie Rinaldi diventa responsabile dello stesso laboratorio. Athanassia Athanassiou, la seconda moglie di Cingolani, fisica della materia, è tra i primi ricercatori ad essere assunta a tempo indeterminato presso l’Iit. Il Fatto può ricostruire la storia grazie a documenti pubblici del Cnr, soggetto alla legge sulla trasparenza.

Itt è una fondazioneprivata, sebbene finanziata con fondi pubblici, non è obbligata a pubblicare le convenzioni che stipula né i bilanci. La vicenda vede Cingolani vicedirettore dell’Infm dal 2001 al 2003, anno in cui viene nominato commissario straordinario per guidare la sua chiusura e il suo assorbimento da parte del Cnr. A giugno 2005, è il Cnr a nominarlo responsabile Cnr-Infm per l’accorpamento dei laboratori dell’Infm, con mandato prorogato più volte, fino al 31 dicembre 2006. È in questo periodo di proroghe che Iit stabilisce una convenzione di ricerca con il Cnr, il 7 giugno 2006. Come si evince dai documenti Cnr, a firmare la convenzione per conto di Iit non è il suo direttore, Cingolani, ma l’allora vicepresidente di Iit, Giuseppe Cerboni. Per il Cnr, firma Pistella. Cingolani firma invece come responsabile Cnr-Infm la delibera in cui si autorizza che la convenzione Iit-Cnr venga svolta presso il laboratorio di Lecce e sotto la direzione della Rinaldi. Autorizza anche un trasferimento di 3,5 milioni in 5 anni da Iit al laboratorio leccese. Cingolani era, quindi, al tempo stesso erogatore (in qualità di direttore di Iit) e beneficiario dei fondi, visto che risultava ancora responsabile dei laboratori Cnr-Infm, come quello diretto dalla moglie. La Rinaldi ottenne anche un contratto di collaborazione esterna di un anno con Iit. Altri laboratori precedentemente apparenti a Infm vennero scelti discrezionalmente da Iit per collaborare e beneficiare dei suoi fondi: il centro di ricerca Soft-Infm della Sapienza diretto dal fisico Giancarlo Ruocco, e il centro Nest alla Normale di Pisa, diretto da Fabio Beltram, ordinario di Fisica della materia nello stesso ateneo. Oltre a un altra decina di gruppi e centri dell’università pubblica scelti da Iit.

Da gennaio 2006 a dicembre 2010, Athanassia Athanassiou, attuale moglie di Cingolani, è stata anche lei ricercatrice senior presso il Laboratorio di nanotecnologia di Lecce.

Da gennaio 2011 è diventata coordinatrice della Piattaforma materiali intelligenti nello stesso laboratorio, parte della rete Iit. Nel settembre 2012, si è trasferita all’Iit ed è stata tra i primi 5 ricercatori a ottenere una posizione di tenure track, cioè un contratto a tempo indeterminato. Anche il figlio e il marito della tata dei figli di Cingolani, rispettivamente Paolo e Arcangelo Barbieri, sono stati assunti ad Iit. Il primo in categoria protetta e il secondo come tecnico di laboratorio. Lo riporta Thomas Mackinson in un’intervista allo stesso Cingolani nel 2014 sul Fattoquotidiano.it. Non c’è nulla di opaco, aveva risposto il neo ministro, spiegando che al laboratorio di Lecce c’era un ragazzo che aveva potuto conoscere e apprezzare. Così decise di assumerlo a Iit come tecnico della sicurezza. Fece un contratto anche al padre tra le categorie protette. La moglie era la baby sitter dei figli.

Cingolani non ha risposto alla richiesta di chiarimenti del Fatto.