lunedì, 10 Maggio 2021
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CALTAGIRONE EDITORE DE IL MATTINO PRIVATIZZA GLI UTILI E SOCIALIZZA LE PERDITE AFFAMANDO I GIORNALISTI

Sette euro (lordi) a pezzo, i collaboratori del Mattino chiedono la revoca…

Sette euro (lordi) a pezzo, i collaboratori del Mattino chiedono la revoca dei tagli

Sotto le 2500 battute, si passa da nove euro a pezzo a sette euro. Lordi.

Caltagirone editore adegua i compensi dei collaboratori delle edizioni locali del Mattino di Napoli a quelli delle edizioni locali del Messaggero di Roma. E chiede ad ogni collaboratore, come è successo al Messaggero, di firmare per accettazione e le nuove tariffe. I collaboratori dell’area metropolitana di Napoli e delle province campane sono circa 200. «L’azienda editrice del Mattino ha comunicato al Cdr l’ennesimo taglio ai compensi dei collaboratori delle province, l’ultimo di una lunga serie di tagli che colpiscono quei colleghi che, con il loro lavoro, rappresentano la spina dorsale del giornale». Lo denunciano Federazione nazionale della Stampa italiana e Sindacato unitario giornalisti della Campania che, in una nota congiunta, spiegano: “Tale intervento che penalizza i colleghi delle province, aumenta ulteriormente il divario inaccettabile tra i colleghi che lavorano a Napoli e quelli che lavorano nel resto della Campania dividendo di fatto i giornalisti in quelli di serie A e di serie B”.

DIGNITA’ DEL LAVORO

Le redazioni dei giornali, prosegue il sindacato, «ormai sono ridotte all’osso e il lavoro dei collaboratori è fondamentale per la realizzazione del giornale. Senza il loro impegno quotidiano i giornali non arriverebbero in edicola. I compensi dei giornalisti devono rispettare una soglia che garantisca la dignità dei lavoratori e della professione, presupposti fondamentali per una informazione corretta e per il diritto stesso dei cittadini ad essere informati. È venuto il momento che si stabilisca al tavolo con il governo un equo compenso che impedisca agli editori di calpestare diritti sanciti dalla nostra Costituzione».

I collaboratori, con l’aiuto del sindacato campano, hanno proclamato lo stato di agitazione e programmato un’assemblea. Chiedono la revoca dei tagli.

RETRIBUZIONI MINIMAL

“Il quarto taglio operato in pochissimo tempo ai nostri compensi, già minimal, -hanno scritto in una lettera all’Azienda i collaboratori del Mattino- costituisce un ulteriore depauperamento di quella dignità del lavoro che da sempre proviamo, e con fatica, a tenere alta con il nostro impegno quotidiano. La crisi dell’azienda, addotta quale giustificazione di una misura di tal genere, è una crisi anche nostra. Anzi, per noi è una crisi doppia, che diventa tripla per i collaboratori della provincia. Il taglio costituisce infatti la scure con cui ci avete saettato in un momento che già è di per sé di difficoltà, considerando che i nostri “guadagni” sono estremamente ridotti. Se in ogni luogo si prova a tutelare i lavoratori dalla pandemia, dai licenziamenti, dalla riduzione del lavoro in generale, nel nostro caso non solo non siamo tutelati ma si fa pesare sull’elemento più debole la crisi stessa. Inoltre si opera una differenziazione tra collaboratori della provincia e quelli di Napoli”.

RISCHI PER LA SALUTE

“Siamo giornalisti senza tutele e pienamente nelle mani di un editore che, nei fatti, taglia come vuole, quando vuole e quanto vuole. Uno stato di cose che non tutela minimamente i collaboratori, che lavorano ogni giorno con quell’impegno e quella dedizione che rappresentano il cuore pulsante della credibilità del nostro giornale. Ed è grave che tutto ciò accada anche in un momento di rischi altissimi per la nostra salute, rischi che corriamo per rendere informazioni corrette, precise, diffuse ai cittadini e quindi al nostro giornale. Sì, il nostro giornale, perché noi, al di là di tutto lo sentiamo tale. Lo sentiamo nostro. Ma non sentiamo da parte dell’editore lo stesso senso di appartenenza e rispetto verso di noi, la nostra professionalità, le nostre persone”.

“MERCE” PER EDITORI

“Siamo consci che è fondamentale cambiare le regole di questo lavoro o saremo sempre “merce” per gli editori. Ciò che accade a noi del Mattino non è poi così distante da ciò che accade anche ad altri. Ma fino a quando potrà accadere? Fino a quando non si riconoscerà questo come lavoro da strutturare concretamente all’interno di un’azienda a cui tantissimi di noi appartengono anche da molti e molti anni? Come pensiamo che giovani leve possano avvicinarsi? Chiediamo quindi una revisione delle decisioni assunte e chiediamo l’apertura anche di una discussione intorno al futuro di questo “pezzo” di Mattino, che siamo tutti noi collaboratori. Coloro che ogni giorno sono sui territori, coloro che ogni giorno incontrano ed ascoltano le persone consentendo al nostro quotidiano di essere radicato ed autorevole. Se siamo autorevoli noi, con il nostro impegno, che auspichiamo riconosciuto anche sul piano economico, lo è anche il giornale, lo è anche la testata, lo sono anche i redattori, lo è anche l’editore”.

Da due anni Il Mattino Caltagirone ha spostato la sede da via Chiatamone, dietro al lungomare Caracciolo dove era stata dal 1956, al Centro direzionale. Al momento la destinazione più probabile di via Chiatamone è un supermercato.

(nella foto, Centro direzionale di Napoli, dove si trova la nuova sede del Mattino, dal 2108)

FONTE: PROFESSIONE REPORTER