sabato, 8 Maggio 2021
Home Attualità IL CLERO E’ CORROTTO COME LA POLITICA
epa06079925 The apostolic Nuncio in Colombia, Ettore Balestrero, speaks about some of the details of the Popemobile that Pope Francis will use during his visit to Colombia, in Bogota, Colombia, 10 July 2017. Pope Francis will use three popemobiles during his trip to Colombia between 06 to 10 September. EPA/Leonardo Munoz

IL CLERO E’ CORROTTO COME LA POLITICA

Carni, affari e soldi sporchi: Mons. Balestrero patteggia

Carni, affari e soldi sporchi: Mons. Balestrero patteggia

Arcivescovo – Faceva rientrare denaro frutto del contrabbando estero della famiglia. L’accordo con la Procura: 7 mln confiscati e atti distruttidi Marco Grasso | 7 FEBBRAIO 2021

Il patto segreto è stato messo a punto negli ultimi giorni. Monsignor Ettore Balestrero, 52 anni, oggi nunzio apostolico in Congo – énfant prodige di quello che un tempo è stato il cerchio magico vaticano dell’ex segretario di Stato Tarcisio Bertone – è pronto a patteggiare una condanna per riciclaggio. La vicenda riguarda il rientro abusivo di capitali nascosti tra le British Virgin Islands e la Svizzera, provento di un contrabbando internazionale di carne delle aziende di famiglia alla fine degli anni Novanta. Nell’inchiesta sono coinvolti anche il fratello Guido e i genitori Gerolamo Balestrero e Donatella Pertusio, indagati di autoriciclaggio. L’accordo trovato con la Procura di Genova prevede il patteggiamento di pene tra i 2 e i 3 anni di carcere, e una confisca di 7 milioni di euro. Una clausola importante riguarda la distruzione degli atti: le intercettazioni – molte con alti prelati della Santa Sede, con segreti e confidenze che riguardano anche il Pontefice – saranno eliminate.

C’è stato un tempo in cui il nome di Monsignor Balestrero è stato in grande ascesa nelle gerarchie vaticane. Nel 2009, a soli 41 anni, viene nominato viceministro degli Esteri del Vaticano, con deleghe nello Ior. In quegli anni è responsabile antiriciclaggio inviato dalla Santa Sede presso la commissione europea Moneyval sui capitali sporchi. La sua stella si spegne nel 2013, con lo scandalo Vatileaks. Con il più classico dei promoveatur ut amoveatur viene nominato nunzio in Colombia. È solo una delle scosse che scuote il papato di Ratzinger, che di lì a poco rassegna le dimissioni e consegna a Papa Francesco l’ingrato compito di fare pulizia.

A certificare il rientro dei capitali è un atto del 4 dicembre del 2015: una donazione da 4 milioni di euro che l’arcivescovo firma in favore del fratello Guido. Secondo la Finanza, coordinata dai pm Francesco Pinto e Paola Calleri, quel denaro sarebbe servito a finanziare un’operazione immobiliare. E la riserva a cui attingere è la solita: i risparmi trafugati dalla “Balestrero srl”, in violazione del Gatt, accordo internazionale sul commercio. Il 22 novembre 2017 i finanzieri intercettano una conversazione tra Ettore Balestrero e il fratello: “Quando scoppiò il caos la mamma aveva messo in contanti il denaro”. Quei soldi, scrivono gli investigatori, sono affidati a Ettore Balestrero da “un amico”. È preoccupato, il Monsignore. E a suggerirgli come muoversi è Mauro Piacenza (estraneo all’inchiesta), oggi Penitenziere maggiore del Vaticano, anche lui epurato da Bergoglio: “Caro Ettore, è arrivato il tempo di liberarti delle tue cose…”.

Il percorso dei capitali oggi può essere ricostruito dal Fatto grazie a un documento finora inedito, la richiesta inoltrata dalla Procura di Genova alle autorità svizzere: “Nel 2000 Ettore Balestrero aveva conferito un mandato fiduciario a una persona identificata con l’appellativo di “manina molla”. Si tratta di Antista Tiziana Mollekopf (non indagata), presidente della Finmex Sa, fiduciaria svizzera: “Tra il 1999 e il 2000 Ettore Balestrero si recò insieme al padre a Lugano in via Nassa presso il suo ufficio. Mollekopf, come gli fu spiegato dal padre, gestiva fiduciariamente i capitali detenuti in Svizzera dal genitore”.

La cortina fumogena di società rende però problematiche le pratiche di rientro con lo scudo fiscale. Il 18 dicembre del 2017 i militari fermano al confine tra l’Italia e la Svizzera l’avvocato Giuseppe Carretto, socio di studio dell’avvocato di Lugano Mario Postizzi. I due legali al telefono parlano della documentazione di Balestrero, che viene trovata in un blitz della Finanza. Una sorta di libro mastro in cui ci sono tutti i passaggi dei conti cifrati, denominati “Navarino” e “Cocchiere”. Il 24 gennaio del 2018 Ettore Balestrero (assistito dagli avvocati Luca Marafioti, Mauro Ronco ed Ernesto Monteverde) compare di fronte ai pm: “Quel denaro è un’eredità di mio nonno materno, Franco Pertusio, già direttore della Banca Commerciale degli Stati Uniti”. I magistrati non credono a questa versione. In ogni caso, l’accordo tombale farà cadere la possibilità di dimostrarla: il patteggiamento, in fondo, è la conclusione che sembra essere più gradita a tutti. Soprattutto in Vaticano.