Vincenzo Scolastico

Condannato per omicidio colposo  il medico che diagnosticò una frattura invece del tumore

Carlo Taormina

Un collegio difensivo d’eccezione: Alberto Zaza d’Aulisio, Carlo Taormina, Vincenzo Scolastico (ex piemme d’assalto a Santa Maria Capua Vetere, poi procuratore a Savona ed ora avvocato penalista) e Stefano Maccione ( avvocato di Maurizio Costanzo) – Soccombente nonostante il suo valore  Franco Coppi.

Stefano Maccione

Domenico Natale aveva 20 anni quando un intervento chirurgico errato dopo una altrettanta errata diagnosi, per un tumore confuso con una frattura ossea, accelerò il processo metastatico a tal punto e quindi la morte avvenuta a distanza di 18 mesi, il 30 ottobre 2014. Ieri i giudici della Corte d’Appello di Roma hanno confermato la sentenza di primo grado, riconoscendo la responsabilità penale dell’ortopedico che lo operò. “Giustizia è fatta – commenta all’Adnkronos il papà di ‘Mimmo’, Giuseppe Natale – Non ho mai smesso di crederci e adesso, grazie a questa doppia condanna conforme, posso finalmente essere un po’ più sereno. Nessuno mi porterà mai indietro mio figlio, ma è giusto che medici tanto superficiali siano fermati”. “Unico imputato, il dottor Felice Carsillo, è stato condannato per omicidio colposo e lesioni colpose gravissime, così come deciso dai giudici di primo grado che avevano invece assolto il radiologo per non aver commesso il fatto – spiega all’Adnkronos l’avvocato Alberto Zaza d’Aulisio, del collegio difensivo dei familiari della vittima insieme agli avvocati Carlo Taormina, Vincenzo Scolastico e Stefano Maccioni – Fondamentale la requisitoria del procuratore generale Cavallone, che ha compreso il cuore della questione, smantellando l’impianto difensivo dell’imputato che, con un articolato ricorso in appello, aveva cercato di capovolgere il verdetto di primo grado. Il medico ortopedico operò l’osteosarcoma non dovendo, senza prudenza – insiste l’avvocato – mentre avrebbe dovuto astenersi di fronte a una massa incerta. L’incisione accelerò invece la metastasi e il ragazzo morì in poco più di un anno”.

(Fonte: di Silvia Mancinelli AdnKronos)

Dopo il lancio dell’AdnKronos ci è giunta una nota del collega giornalista Alberto Zaza

Innanzi tutto , si trattava di frattura del piatto tibiale, ritenuta di origine traumatica ma accertata di origine patologica per un osteosarcoma in fase avanzata.  Il chirurgo ortopedico Carsillo, sebbene allertato dal radiologo Ricci ( assolto in primo grado con formula ampia), non osservando le regole della buona medicina e delle linee guida, ha proceduto alla escissione del tumore che non aveva individuato per tale nonostante ne presentasse le sospette caratteristiche. Procedette alla escissione della massa in maniera parziale tanto che in breve tempo si diffuse una violenta metastesi che, nel giro di poco più di un anno, portò alla morte il giovane Domenico Natale, che, per effetto dell’intervento sbagliato ( così come è stata definito dal collegio peritale del giudice di primo grado) subì anche la successiva amputazione della gamba.

Il giudizio di primo grado dinanzi al Giudice Monocratico della prima sezione penale del Tribunale di Roma Maria Teresa Cialoni ( condanna del Dottor Felice Carsillo ad un anno di reclusione per lesioni colpose ed omicidio colposo in concorso formale tra i due reati, contro la richiesta di sei mesi avanzata dal p.m.Mario Ardigò oltre alle spese processuale, ad una provvisonale di complessivi circa duecentomila euri per le parti civili( padre Domenico Natale, madre Patrizia Massa, fratelli Alessandra Natale, Christian Natake, Gaia Natale, Renato D’Amico e zia paterna Anna Luisa Natale, patrocinati dagli avvocati Stefano Maccioni, Vincenzo Scolastico,Carlo Taormina, ed Alberto Zaza d’Aulisio.

Sentenza del 24.9.20\9

In data 11.12.2020 la prima sezione della corte d’appello di Roma / Presidente Cicchitano, relatore Cirolli), sulle conclusioni del procuratore generale Roberto Cavallare e dei patroni di parte civile, sentite la difesa ( avv. prof.Franco Coppi e Giuseppe Sabato), confermava in toto la sentenza di primo grado con la condanna alle ulteriori spese.

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