Il palazzo di giustizia resta aperto ma senza assembramenti.

 Nuova ordinanza della presidente Casella e del procuratore

Mentre si attende che il ministro della Giustizia presenti in Consiglio dei Ministri un «pacchetto giustizia», a partire dalle misure di deposito telematico degli atti per gli avvocati, al tribunale di Santa Maria Capua Vetere tra le tante sedi giudiziarie italiane non risparmiate dai contagi da Covid-19 tra settore civile, penale e Procura, delle scorse settimane si prosegue con l’ingresso limitato e con le dovute prescrizioni.IL DECRETOLe cautele sono state «ribadite» nell’ultimo decreto della presidente Gabriella Casella, il numero 254 dello scorso 31 ottobre (firmato anche dal capo della Procura Antonietta Troncone e dal coordinatore dell’ufficio del Magistrato di Sorveglianza, Giuseppe Provitera), dove si fa riferimento ai precedenti decreti e all’«evoluzione nel territorio nazionale e campano della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche e delle indicazioni provenienti dagli organismi deputati alla tutela della salute». In tribunale si entra con mascherine, previa misurazione della temperatura corporea e attestazione scritta comprovante la necessità di entrare negli uffici giudiziari con la relativa prenotazione: nel palazzo centrale di via Bonaparte esiste anche una stanza attigua all’ingresso dove sono dirottate le persone che eventualmente risultino con una temperatura maggiore a i 37 gradi e mezzo.I DIVIETISono vietati gli assembramenti nell’atrio del tribunale, nei corridoi e l’osservanza delle misure di distanziamento. Intanto, dopo una dura frizione tra avvocatura e personale di cancelleria risalente alla scorsa estate, per la richiesta della classe forense di poter accedere negli uffici giudiziari, nel circondario giudiziario sammaritano la situazione non sembra essere cambiata, anche se c’è un assordante silenzio e una apparente calma. La Camera Penale aveva programmato un’assemblea con astensione lo scorso 21 ottobre, dopo un incontro tra il presidente dell’organismo forense e la presidente del tribunale, per delucidare sull’esito del colloquio ma è poi slittata a nuova data per le limitazioni intervenute a seguito di un’ordinanza regionale.AVVOCATI IN SILENZIOÈ noto che c’è fermento anche al Consiglio dell’Ordine degli avvocati, presieduto da Adolfo Russo, che al momento però non ritiene di rilasciare dichiarazioni. Sembra infatti che l’organismo forense voglia organizzare per i prossimi giorni un focus sull’argomento per illustrare come sta vivendo l’avvocatura queste limitazioni per l’ingresso in tribunale. In queste ore, infatti, c’è un confronto all’interno dell’avvocatura per analizzare la situazione attuale che colpisce duramente l’attività forense. Tra le ipotesi attualmente allo studio da parte del Guardasigilli, intanto, c’è anche la possibilità di ripristinare il processo penale da remoto, un’ipotesi sulla quale si sta lavorando «ad ampio spettro», mentre come annunciato nei giorni scorsi dal procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, si ragiona anche per l’apertura, «nei limiti del possibile», dei registri penali, il deposito telematico di atti con valore legale, l’ampliamento dell’utilizzo della posta certificata da parte del difensore e la previsione del compimento di atti processuali a distanza.

Fonte: di Biagio Salvati / Il Mattino