IL GIORNALISMO ALLA PULITZER DI SIGFRIDO RANUCCI

“Ho fatto una falsa ricerca di mercato per influenzare l’esito della gara e l’ho data personalmente a Di Rubba, con lui e Manzoni mi sono poi recato al capannone”. È il memoriale che Luca Sostegni, il presunto prestanome dei commercialisti bergamaschi della Lega Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, ha segretamente conservato, e che spiegherebbe la compravendita del capannone di Cormano (Milano), in cui aveva sede la Lombardia Film Commission e sulla quale indaga la Procura di Milano. L’ha tirato fuori ieri Report.

“Mi sono prestato a comprare un capannone a 1.000 euro, l’ho rivenduto a circa 400 mila alla società di riferimento di Michele Scillieri”, racconta Sostegni riferendosi al terzo commercialista indagato. “Poi ho bonificato parte dei soldi a favore di una società panamense con i conti in Svizzera perché, Michele mi ha detto che sarebbero serviti per la campagna elettorale del Capitano”. Ovvero Matteo Salvini, il leader del Carroccio.

Secondo l’inchiesta milanese, i registi dell’operazione sarebbero stati Di Rubba, Manzoni e Scillieri. Mentre Sostegni, arrestato lo scorso luglio, è accusato di tentata estorsione, perché avrebbe fatto pressioni sui commercialisti. “Mi hanno promesso 50 mila – dice – me ne hanno dati 20, me ne dai 30 punto. Ma per la vendita del capannone! Non c’entra nulla con questa società (…) Mi dovevate 30 di quel capannone, avete fatto finta di nulla, ora me li date per questa società qui, se non me li date io vi denuncio”. Diceva anche di voler raccontare tutto.

Minacciava di denunciare il falso ideologico di una scrittura privata e di chiedere il fallimento della New Quien Srl, società riconducibile a Manzoni che gestiva discoteche, di cui Sostegni era stato titolare e liquidatore. Incontri intercettati in cui interviene Roberto Zingari, già legale della Lega nell’inchiesta genovese sui 49 milioni di euro, ma anche del tesoriere del Carroccio Giulio Centemero, coinvolto nell’indagine romana sui finanziamenti all’imprenditore Luca Parnasi. Dopo gli incontri, la svolta. “Bisogna sedersi e riconoscere un credito o un ristoro o qualcosa”, dice Di Rubba intercettato con Scillieri. L’accordo finale sarebbe stato per dare 35 mila euro a Sostegni.

Fonte: di Saul Caia | 27 OTTOBRE 2020/ Il Fatto Quotidiano