IL GRIDO DI DOLORE DI ENZO TORTORA IL 30 AGOSTO 1983, MENTRE CHI AVEVA SBAGLIATO FACENDOLO INGIUSTAMENTE ED ERRONEAMENTE ARRESTARE… GODEVA LE FERIE: ” …

“Ciò che mi indigna, a parte la streg

onesca, medievale iniquità del rito, è questa Giustizia in ferie come una rivendita di gelati, e questa spazzatura umana (tale è la considerazione del cittadino per certi giudici) lasciata a fermentare, nei bidoni di ferro delle carceri: piene di disperati, di non interrogati, di sventurati, e di, come me, innocenti… Fate qualcosa, ve ne prego”.

(Enzo Tortora, carcere di Regina Coeli, Roma 30 agosto 1983).