Si è tenuta a  Roma presso la libreria Medichini  Clodio, piazzale Clodio 26, l’attesa presentazione del libro del criminologo Carmelo Lavorino

ONE. VIA POMA.  INGANNO STRUTTURALE”

 

La presentazione è stata  curata  di Igor Patruno, giornalista e scrittore, e di Fabio Capocci direttore di Ponte Sisto Edizioni.

È il 7 agosto del 1990: in un edificio di Roma Prati, in Via Poma, lavora come segretaria part-time la ventenne Simonetta Cesaroni. Sarà rinvenuta cadavere alle 23:20, quasi nuda, trafitta con 29 colpi d’arma bianca al petto, al viso, al ventre ed all’inguine.

Il giallo è ancora irrisolto.

Nasce, così, il giallo di Via Poma, di cui Carmelo Lavorino si è occupato sin dall’inizio come autorevole criminologo, poi consulente di uno degli imputati, in seguito come consulente per il film “IL DELITTO DI VIA POMA”, regista Roberto Faenza, produttore Pietro Valsecchi, protagonista Silvio Orlando, sceneggiatore Antonio Manzini.

Lavorino propone al lettore un’intrigante e meticolosa analisi investigativa, poliziesca e criminologica, andando oltre le piste investigative seguite, le facili apparenze e i limiti fissati dalle conoscenze degli inquirenti.

Lavorino pone il grosso problema del cosiddetto “INGANNO STRUTTURALE”, dimostrando che all’interno dell’inchiesta si è strutturato un malefico sistema di comportamenti e di errori, formato da: 1) abili attività di depistaggio da parte della combinazione criminale ed assassina prima, e da una combinazione “speciale e segreta” dopo; 2) diversi errori investigativi di metodo, decisionali e congetturali degli inquirenti, forse ispirati da una “manina manigolda”; 3) la distanza che tutti i condomini di Via Poma e i colleghi d’ufficio hanno presso con la vittima, come se fosse la “donna invisibile”; 4) l’intervento dell’accoppiata “manina manigolda e burattinaio invisibile” che ha determinato l’INGANNO STRUTTURALE e il fallimento dell’inchiesta.

Il libro supera i presupposti e le indagini ufficiali, si insinua nel nucleo invisibile e impenetrabile che nasconde l’INGANNO STRUTTURALE, quel contenitore segreto degli errori, dei raggiri e degli errori che hanno prodotto il caos e il crollo dell’indagine, ed apre la porta del mistero.

ANALISI CRIMINOLOGICA INVESTIGATIVA SISTEMICA –

OMICIDIO SIMONETTA CESARONI

INGANNO STRUTTURALE nel nostro caso significa “L’induzione in errore degli inquirenti ottenuta tramite l’inserimento, all’interno della struttura dell’enigma e degli elementi che la compongono, di falsi indizi, di falsi elementi, di falsi indicatori del crimine”.

In Via Poma vi è stato un inganno machiavellico per confondere i dati, le informazioni, le prove, le percezioni e gli elementi fondamentali dell’inchiesta, inganno che ha portato a tre risultati, di cui, i primi due voluti, il terzo forse sì forse no, dipende dall’identità del killer: 1) salvare la faccia, l’immagine e la riservatezza di alcuni; 2) tutelare alcune attività occulte e collaterali di qualcuno; 3) fare uscire dal mirino investigativo il vero colpevole e i suoi fiancheggiatori.

Un Modello Investigativo eccezionale, composto da professionisti e competenze eccezionali, non può e non deve commettere ed ammettere errori, caos, equivoci, ritardi, inadempienze, superficialità, sviste e inadeguatezze. Se ciò accade, deve intervenire per correggere. Se non corregge i casi sono due: ha accettato, gradito e tollerato, oppure non ha nulla di eccezionale.

 Prefazione di Roberto Faenza del 2011.

 Parte prima. Dalla morte di Simonetta Cesaroni ai processi ed alla morte di Pietrino Vanacore.

Sintesi dei fatti

Capitolo 1 – Il fatto criminale e l’excursus storico

Premessa. 1 – La vittima: Simonetta Cesaroni. 2– Gli ultimi giorni di Simonetta. 3 – Martedì 7 agosto 1990: il giorno del delitto. 4- La scoperta del cadavere, l’allarme, l’intervento della Polizia.  5- Sopralluoghi, repertamenti e accertamenti tecnici delle prime indagini.

Cap. 2 – La Scena del Crimine e le Tracce criminali

Cap. 3 –  Il giallo di Via Poma nel suo continuum: la congettura Pietrino Vanacore, il portiere di Via Poma

Cap. 4 – Le dichiarazioni dei personaggi principali: dalle prime dichiarazioni a quelle del processo

Cap. 5- I personaggi della vicenda

Cap. 6 – La congettura  Federico Valle, nipote dell’ingegnere, figlio dell’avvocato

1- La pista Federico Valle. 2- Le dichiarazioni di Voeller… senza commenti. 3- Confronto fra il “supertestimone” Voeller e la madre di Federico Valle. 4- La difesa e gli alibi di Federico Valle. 5- Le inverosimiglianze del “supertestimone” Voeller . 6- Il Pm Catalani punta Federico Valle. 7- Otto punti invalidanti del teorema Catalani. 8- L’appunto riservato: ma si può essere così “creduloni”? Oppure…

Cap. 7 – La congettura  Raniero Busco, il fidanzato di Simonetta

Premessa. 1- Raniero Busco: da persona informata dei fatti a imputato. 2- Il “geniale ritrovamento degli indumenti” di Simonetta. 3- Nuove analisi scientifiche. 4- Raniero Busco: indagato, imputato e processato. 5- Alcuni punti dell’impianto accusatorio contro Raniero Busco.

Cap. 8 – La morte di Pietrino Vanacore

1- Muore Pietrino Vanacore. 2- Omicidio o suicidio? 3- La cronologia degli eventi. 4- Improbabilità dello scenario omicidiario. 5- Le discriminanti del caso. 6- Conclusioni sulla morte di Vanacore.

 

Parte seconda. Elementi di analisi criminale investigativa sistemica sull’omicidio di Simonetta Cesaroni

Cap. 9 – Le tracce criminali.

Cap. 10 – L’assassino ha colpito con la mano sinistra.

Cap. 11- Il sangue sul telefono

Cap. 12 – Il tagliacarte di Via Poma

1- L’arma del delitto è un tagliacarte. 2– Le peregrinazioni del tagliacarte di Maria Luisa Sibilia, l’arma del delitto. 3– Seguiamo il tagliacarte di Maria Luisa Sibilia, uno scenario altamente probabile e totalmente logico. 4- Il quesito cruciale. 5- Conclusioni sul tagliacarte.

Cap. 13 – L’orario della morte: i processi digestivi e il computer

Premessa. 1- Le tre fasce orarie del momento zero. 2- I processi

digestivi e le ipostasi. 3- Questione computer: la certezza dell’incertezza. 3.1- Qual era il codice che serviva a Simonetta? 4- Conclusioni sull’orario della morte.

Cap. 14 – Quattro elementi da definire: le chiavi col nastrino giallo, l’agendina rossa Lavazza, le telefonate notturne a Mario Macinati, la cartellina beige di Simonetta.

Cap. 15-  Il profilo criminale dell’assassino di Simonetta e la Triade criminodinamica.

1- Tre tipi di comportamenti sulla scena e nelle indagini. 2 – L’unità criminale e le catene causali. 3 – Alcune caselle del puzzle investigativo di analisi criminale. 4 – La triade criminodinamica nel caso di Via Poma. 4.1- Atti di modus operandi ed esecutivi. 4.2 – Atti di matrice psicologica. 4.3- Atti autoconservativi e di depistaggio. 5 – Organizzazione e caratteristiche dell’autore del crimine e della combinazione criminale. 5.1- Caratteristiche e organizzazione dell’assassino. 5.2 – Le caratteristiche e organizzazione della combinazione criminale depistatrice. 6- Il terzo comportamento in Via Poma.Cap. 16 – Tre ore di buio: il segmento nero di Via Poma

Cap. 17 – Via Poma 7 agosto 1990 – La criminogenesi e la criminodinamica.

Parte terza 

Cap. 18 – Via Poma: c’è posto per tutti.

1- Occhio ai servizi dei servizi. 2- Le performances di Francesco Bruno. 3- Anno 1990: Bruno punta Vanacore. 4- Qualche contraddizione di Francesco Bruno. 5- I personaggi principali della vicenda e gli elementi da chiarire. 5.1- Datori di lavoro. 5.2- Portierato. 5.3- Collegati AIAG. 5.4- Altri personaggi.

Cap. 19  – Conclusioni

Premessa. 1- Le telefonate di Luigia Berrettini. 2- I depistaggi, le stranezze, gli errori e il caos.

L’Inganno Strutturale

Ringraziamenti

 4 – ALCUNI  BRANI DEL LIBRO

ONE. VIA POMA. INGANNO STRUTTURALE”

Questo libro è una vera e propria Analisi Criminologica Investigativa Sistemica sull’omicidio di Simonetta Cesaroni, anche se, per ovvi motivi,  ridotta e sintetica. Sicuramente è efficace, esaustiva e seria.

Serve al lettore per infilarsi anima, mente, occhi e spirito critico nel fatto criminoso-giudiziario, per analizzare, indagare, comprendere e collaborare alla soluzione del caso.

L’uccisione di Simonetta Cesaroni, o Giallo di Via Poma, è il caso italiano di omicidio singolo più interessante, coinvolgente e intrigante nell’universo dei delitti irrisolti.

È il giallo dei gialli, è il top dei delitti irrisolti: è il Number One della serie.

Rappresenta contemporaneamente noir, mystery, criminal mind, crime scene investigation, cold case, criminal investigation e legal thriller.

È il caso processuale, giudiziario, investigativo, giornalistico e umano sul quale sono costretti a scontrarsi e confrontarsi scuole, metodi e stili di pensiero di investigazione criminale, di fiuto investigativo, di metodi organizzativi, analitici e procedurali.

Via Poma è un caso storico, originale e praticamente “eterno”, anche se, per un breve periodo, è scivolato nel dimenticatoio per la legge del tempo che scorre e dell’affievolirsi dell’interesse mediatico.

Nella metafisica poliziesca Via Poma è divenuto ormai un labirinto a rete o a rizoma: una struttura enigmatica ed estremamente complessa formata da molteplici labirinti greci, labirinti manieristici, labirinti di incroci figurali. (…) Quando il caos genera il rizoma tutto è verosimile, tutto è possibile, proprio perché nulla può essere dimostrato: sopravvivono tutte le ipotesi.

È il caso omicidiario che ha fatto comprendere l’importanza assoluta di cinque aspetti fondamentali: 1) le responsabilità del medico legale sin dal suo primo intervento sulla scena: 2) l’analisi del sangue e del DNA e di tutte le tracce rinvenute sulla scena; 3) l’analisi scientifica e armonica dei luoghi del delitto; 4) la professionalità, la serietà e la meticolosità nell’indagine criminale; 5) l’obbligo di seguire un metodo investigativo e procedurale scientifico, fatto di osservazione, documentazione, fissazione, analisi ed elaborazione dei dati forensi, testimoniali e info-investigativi.

Questo è il quarto libro che scrivo sull’uccisione di Simonetta.

Lo faccio per definire il punto della situazione e lo stato dell’arte, per confutare i metodi di soluzione del caso adottati sinora dagli inquirenti e dai giudici e che hanno portato a ben poco; per esporre e riproporre il metodo di analisi investigativa criminale sistemica e di soluzione dei casi, basato sull’individuazione del “sistema crimine” sviluppatosi ai danni di Simonetta e della verità, sull’analisi singola, multifattoriale e globale dell’omicidio e dei suoi elementi costitutivi, sull’interconnessione, l’armonia e l’interazione delle scienze criminologiche, criminalistiche, investigative e di intelligence.

Il libro è un ulteriore contributo alla scienza dell’investigazione criminale ed alla ricerca della verità sull’omicidio di Simonetta Cesaroni.

È uno spunto per discussioni e gruppi di studio.

È un momento propulsivo molto forte.

È scritto da uno che ha “rotto il c… ai passeri” e che  si è affermato sul campo e con gli scontri: uno che mai ha fatto compromessi, mai ha tentennato, mai si è piegato alle ragioni della visibilità mass-mediatica, mai ha fatto lo “yes man” per convenienze professionali e di altro genere.

Questo libro sarà inviso a tre categorie di persone: 1) i saccentoni che hanno sbagliato e non vogliono ammetterlo, meglio noti come “grandi cacciatori col carniere vuoto ma con la pancia piena”; 2) gli opinionisti-salottieri “investigatori criminali” che pensano di essere stati unti dallo “spirito santo della sapienza criminologica-investigativa” e di avere la verità in tasca: 3) i soggetti che per piccineria, invidia, rancori e livore non perdonano l’altrui successo, soggetti noti anche come “avvoltoi rosiconi”.

Last, but not least (per ultimo, ma non per questo ultimo) Via Poma porta il solito e maledetto retaggio di tanti gialli all’italiana: l’intervento invisibile, strisciante, subdolo e determinante di interessi occulti, di servizi segreti, di professionisti del gioco sporco, di specialisti della menzogna e del boicottaggio.

L’AUTORE

Carmelo Lavorino, criminologo criminalista, profiler ed analista della scena del crimine, vive e lavora fra Roma e Gaeta. È iscritto all’Albo dei Periti Criminologi del Tribunale Penale di Roma, è fondatore e direttore del CESCRIN (Centro Studi Investigazione Criminale), della rivista Detective & Crime: è direttore delle collane “NUMBERS OF CRIME” e “CRIMINOLOGIA INVESTIGATIVA” di Edizioni Ponte Sisto.

Già docente universitario in “Tirocinio sopralluogo e scena del crimine” e in “Protezione delle istituzioni, persone ed eventi” presso l’Università di L’Aquila al Corso di Laurea Scienze dell’Investigazione.

Si è interessato di oltre 200 casi d’omicidio, fra cui i delitti del Mostro di Firenze, di Via Poma, del serial killer Donato Bilancia, di Cogne (vittima Samuele Lorenzi), di Arce (vittima Serena Mollicone), del piccolo Tommaso Onofri, di morti equivoche, di omicidi camuffati come suicidi, di cold cases, rapine e violenze sessuali.

È specializzato in investigazioni penali, esame ed analisi della scena del crimine e del modus operandi del soggetto ignoto autore del crimine, organizzazione e coordinamento di pools tecnici e investigativi, management dell’investigazione criminale, BPA (Bloodstain Pattern Analysis – Analisi dello schema di formazione delle macchie di sangue).

Per la Casa Editrice PONTE SISTO è il direttore delle collane NUMBERS OF CRIME e CRIMINOLOGIA INVESTIGATIVA. Ha già pubblicato il libro  “FIVE – Cinque omicidi camuffati da suicidi” dove tratta di CINQUE veri errori investigativi: CINQUE morti violente approcciate dagli inquirenti come suicidi e che Lavorino, invece, ha dimostrato essere omicidi. Le vittime sono il brigadiere genovese dei carabinieri Salvatore Incorvaia ammazzato nella zona di Monza, l’imprenditore viterbese Mario Natali, il fisico ascolano Rodolfo Manno trovato morto al largo di Ortona, l’insegnante Claudia Agostini ammazzata a Roma, l’imprenditore romano Umberto Cocco.