Lettera aperta agli avvocati da parte del Consiglio che tenta di mettere un poco di ordine nel disordine delle precedenti gestioni

 

Care Colleghe, Cari Colleghi

L’esigenza di questa comunicazione nasce dalla necessità di precisare la verità dei fatti, nell’interesse dell’Ordine e della nostra comunità, da settimane letteralmente inondata di notizie sui social  che nella migliore delle ipotesi possono essere definite fantasiose, comunque offensive della verità documentata in atti prima che  del Consiglio.

L’attuale Consiglio e la sua maggioranza sono sorte dal reiterato e fallito tentativo del precedente presidente di revocare il vicepresidente ed il tesoriere colpevoli di “dissenso” (testuale) per essersi opposti, anche pubblicamente,  all’erogazione, in favore della Fondazione forense, di ulteriori € 150.000,00 laddove già € 50.000,00 erano stati corrisposti due settimane prima e laddove si ritenevano esauriti i capitoli di bilancio sul punto. Tanto più incomprensibile la fretta e l’insistenza per tale erogazione (seduta del 28.3.19) considerando che il CdA della Fondazione scadeva in data 9.4.19.   Solo quando la forzatura è stata reiterata e dopo aver inutilmente tentato di comporre la vicenda, l’avv. Russo ha accettato di guidare una differente maggioranza.

Diversamente da quanto fatto dal suo predecessore (altro motivo di contrasto col vicepresidente) il presidente Russo ha immediatamente chiarito che avrebbe rilasciato deleghe a tutti i consiglieri, confermando peraltro quelle già conferite dal predecessore ed in un’ottica di autentica collegialità.   L’esito di tale disponibilità è stato il rifiuto di nove consiglieri ad accettare deleghe o nomine, comportamento teso a dimostrare, con una tattica ostruzionistica ed una relativa campagna di comunicazione, la pretesa inadeguatezza di questo Consiglio persino nello svolgere attività ordinaria.  Nulla di più falso, e tale ostruzionismo non è proprio del mandato del Consigliere né  certamente dell’interesse della Classe.

Nonostante i venti giorni persi con OdG tesi a punire il dissenso (prevedendo solo le “revoche” quando era chiaro che non vi era maggioranza per tale forzatura), malgrado la mancanza di collaborazione di nove consiglieri, in queste settimane il Consiglio ha proceduto non solo ad espletare l’attività ordinaria, dove si conta di smaltire ogni arretrato entro il mese di giugno, ma anche alla promozione di attività tese a migliorare il quotidiano dei Colleghi.

Con l’interessamento diretto del presidente avv. Russo e del consigliere avv. Di Fraia sta per essere ridefinito, in collaborazione con la Procura e la Presidenza del Tribunale, il servizio ex art. 335 c.p.p. , in una alla informatizzazione di altre incombenze dei penalisti, ponendo il Foro all’avanguardia sul punto.

Con l’interessamento del vicepresidente Iaselli si è proceduto, a cure e spese dell’Ordine, al trasferimento del sistema informatico di gestione delle code dal ruolo generale civile all’U.n.e.p. previa sua riprogrammazione per il differente compito.

Nella prima seduta utile si è attivata la procedura per la sessione di bilancio;  il tesoriere avv. Sadutto, appena insediatasi, aveva segnalato in febbraio la mancanza del collegio dei revisori. La nomina dei medesimi (la cui assenza in passato mai era stata lamentata da chi all’epoca rivestiva ruoli di direttivo ed oggi critica) da parte della presidenza del Tribunale avvenuta solo poche settimane fa e le procedure successive potranno determinare uno slittamento dei tempi ma, intanto, le bozze sono pronte e si può serenamente anticipare ai Colleghi che il bilancio è sano e l’ente è ottimamente patrimonializzato, fermo restando il principio di pareggio che non consente di programmare in preventivo demagogici sforamenti, come pure incredibilmente richiesto da alcuni consiglieri. Si riuscirà a mantenere invariate le tasse, tra le più basse d’Italia, certamente della Campania, malgrado la perdita degli iscritti transitati a Napoli Nord e l’aumento di alcuni costi di servizio (difesa d’ufficio, in particolare) e l’aumento dei fondi di sussidio ai Colleghi in difficoltà.

Appare anche singolare assistere alla rivendicazione di aver fatto venire meno il numero legale durante una seduta (14.5.19, nel corso della quale una consigliera aveva avuto necessità di allontanarsi dopo tre ore e mezza), laddove gli argomenti in discussione vedevano o relatori (su loro richiesta) alcuni dei consiglieri che hanno operato tale rivendicazione o erano di interesse generale (crediti formativi e morosità).   Ciò malgrado, con la sola presenza dei consiglieri di maggioranza, nella seduta del 29.5 u.s., si è attivata la procedura per richiedere al C.N.F. riapertura dei termini per consentire di sanare, nei limiti normativi possibili, i crediti formativi e si è altresì varata commissione che, in brevissimo tempo, offrirà il quadro del problema morosi, che vede peraltro un recupero, in pochi mesi, di oltre duecentomila euro.   Il Consiglio sta inoltre affrontando i temi dell’ equo compenso e la ripartenza definitiva della struttura interna di A.D.R..

Si è poi deciso di affrontare in modo radicale la spinosa questione della Fondazione, da anni fonte di infiniti liti, anche giudiziarie.     Solo dopo aver preso atto della richiesta a verbale dei consiglieri di minoranza di indicare per la Fondazione nomi di consiglieri dell’Ordine e della loro contemporanea indisponibilità nonché della successiva incoerente indicazione di nomi estranei al COA e in lite giudiziaria con esso, si è proceduto ad indicare per il rinnovato CdA il presidente avv. Russo, il vicepresidente avv. Iaselli ed i consiglieri avv.ti Basilica, Sciaudone e Teodosio con l’indicato auspicio delle seguenti modifiche allo statuto: 1) revisione della posta fissa  come oggi indicata (e pari ad € 250.000,00 ) in favore di un diverso meccanismo che, attesa la necessità di una costante sinergia tra C.O.A. e Fondazione, consenta  una valutazione delle esigenze effettive della Fondazione stessa in relazione ai programmi ed alle attività; 2) facoltà di revoca motivata dei membri del CdA da parte del COA; 3) durata del CdA legata a quella del COA; 4) revisione della Scuola Forense e del comitato scientifico alla luce della legge 247/2012 (e regolamenti relativi).   Lo scopo non è, come assurdamente contestato dopo aver chiesto l’ impegno diretto dei consiglieri dell’Ordine, di occupare altre cariche ma semplicemente di realizzare quelle poche essenziali riforme nel minor tempo possibile, offrire un miglior servizio con minori costi e  rilanciare la Fondazione come un’eccellenza: operate le necessarie modifiche statutarie (perché gli avvocati non debbano più corrispondere somme ad un ente privato senza nulla poter sindacare ed in relazione ad un servizio di natura pubblica), i consiglieri nominati riterranno esaurito il loro compito e la gestione sarà aperta all’Avvocatura tutta.

Nel frattempo, mentre iniziano le procedure di trasferimento delle sezioni civili, si è già concordato con la Presidenza del Tribunale, all’esito, l’imprescindibile necessità di rivedere i protocolli delle udienze civili, specie in relazione alla gestione delle udienze in materia di famiglia e volontaria giurisdizione. Parimenti si stanno segnalando le disfunzioni causate dal congelamento dei ruoli sia di alcuni togati che di giudici di pace.

In definitiva, al di là di ogni strumentale narrazione, si sta semplicemente cercando di adempiere il mandato per cui si è stati eletti.  Anche a costo di molestie personali che vari di noi stanno subendo, ma nella serena consapevolezza di svolgere il nostro dovere nell’interesse generale.

Firmato: avv. Adolfo Russo,  avv. Renato Iaselli,  avv. Mario Palmirani, avv. Annamaria Sadutto,  avv. Luciana Basilica,  avv. Michele Di Fraia, avv. Rossella Gravina,  avv. Renata Puoti,  avv. Rosanna Raucci, avv. Massimo Sciaudone,             avv. Elio Sticco,  avv. Clemente Teodosio.