LICEO MANZONI CASERTA. GRANDISSIMO SUCCESSO DEL LABORATORIO DI TEATRO CLASSICO AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI SIRACUSA

 

Grandissimo successo del Laboratorio di Teatro Classico del Liceo Manzoni di Caserta al Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani, promosso dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, tenutosi nella giornata di giovedì 23 maggio a Palazzolo Acreide.

Sono trenta i ragazzi del Liceo Manzoni di Caserta che giovedì mattina hanno debuttato al Teatro Akrai di Palazzolo Acreide, li citiamo di seguito: Viola Santoro, Seif Dridi, Vincenzo Rossetti, Laura Marini, Clelia Della Gatta, Amedeo Zitelli, Michele Carpino, Vittoria Fusco, Giuseppe Damiano, Laura Canzano, Vittorio Ricciardi, Marco Barbato, Alessia Santoro, Gaia Schiavottiello, Enzo Lauritano, Giuseppe Gillanders, Davide Maffei, Lorenzo Posillipo, Cloe Greta Lettieri, Eliana Tammaro, Fabiana Santonastaso, Benedetta De Carlo, Angela Vollaro, Sabrina Bruno, Sara Basso, Martina Marrone e Rosanna Mauro. E poi Domenico Angelino, Miriana D’Albore e Ludovica Buzzanca per chitarra, voce e violoncello dal vivo.

 

Una grande contaminazione di generi, di codici espressivi, di lingue, suoni e costumi segna l’opera dal titolo “Anakýklosis, ovvero dell’Eterno Ritorno” messa in scena dai ragazzi nella splendida cornice del Teatro Akrai, in Sicilia.

Un’opera in tre quadri, Anakýklosis, in cui i giovanissimi interpreti, studenti dal secondo al quinto anno liceale, si sono cimentati con codici espressivi diversi, epico, tragico, comico e lirico, volti tutti a dimostrare l’attualità di un messaggio e di una Parola, quella dei Greci, che di “antico” ha solo la convenzione linguistica appartenente al significante, mentre si staglia ancora di più in una semantica poderosa ed inequivocabilmente fuori dal tempo per diventare un consiglio dettato al cuore di chi lo com-prende.

 

Merita una menzione speciale tutto il corpo docente coinvolto nella produzione dell’opera “Anakýklosis, ovvero dell’Eterno Ritorno”: Almerinda Della Selva per testi e traduzioni (con Giovanni Fierro), Titti Farina per i costumi, Carmine Posillipo per le scenografie, Massimo Santoro per le musiche (con Domenico Angelino), Eduardo Del Prete per la parte tecnica, Andreina Pascarella all’organizzazione, Emilio Colucci per i rapporti con l’Inda, Emanuele Perrotta come assistente alla regia, Maria Grazia Di Lillo collaboratrice ai costumi, Donatella Sandias alla realizzazione grafica (con Sara Basso).

 

“Alla fine tutto questo è nato anche perché, siccome quest’anno noi celebriamo i dieci anni del Laboratorio di Teatro Classico, allora ci ha fatto piacere riportare alcuni dei quadri più interessanti che abbiamo in parte proposto durante questo decennale, chiaramente rimotivandoli e rendendoli più moderni e particolari” – ha sottolineato il Prof. Massimo Santoro, che ha firmato anche la regia.

 

La storia del Laboratorio di Teatro Classico del Liceo Manzoni parla chiaro. Dieci anni di lavoro, di studio, di ricerca filologica, di sperimentazione e, soprattutto, un centinaio di ragazzi che si sono succeduti in tutti questi anni con la consapevolezza di aver seminato e raccolto: a partire dal titolo di Fuoco di Prometeo, rilasciato al Laboratorio che Adele Vairo, preside del Manzoni, fin dalle origini ha sostenuto, individuandone la potente ricaduta culturale ed educativa. E poi, sono piovute negli anni le consacrazioni: dall’Aula Magna della Cattolica di Milano, con la premiazione di “Processo a Medea” quale spettacolo vincitore della rassegna, a Napoli Teatro Festival, passando per l’entusiasmo di pubblico che accompagna le pieces teatrali dei giovani attori. E sono dieci. Dieci anni di storie e di giovani che continuano ad incantarsi alle storie dei Greci, perché, come recita una delle battute del prossimo lavoro: “Voi Greci, siete sempre bambini e non avete alcun insegnamento che sia canuto per l’età” .

 

“L’idea del Laboratorio di Teatro Classico come laboratorio permanente del Liceo Manzoni, trasversale ai vari indirizzi di studio, extracurriculare, ha un obiettivo unico ovvero quello di onorare il nobile titolo di Fuoco di Prometeo che ci è stato attribuito dall’Inda e quindi di promuovere la cultura classica nel territorio – ha dichiarato la preside Adele Vairo  Ed è sostanzialmente questo quello che noi abbiamo fatto in questi anni: fondere la competenza professionale dei docenti con una ricerca filologica continua in modo tale da traghettare la tradizione alta della cultura classica in una metodologia didattica e formativa di altissima innovazione. Un felice connubio tra managerialità e gestione dell’offerta formativa, competenza e professionalità dei docenti, passione ed entusiasmo degli alunni ma anche delle famiglie che da sempre ci sostengono, partenariato forte con il territorio, ha consentito questo piccolo grande miracolo che ormai è diventato un caso nazionale”.

 

“È una scommessa vinta – ha conluso la Vairo –  La laboriosa e complessa costruzione di un percorso culturale professionale umano che avvicina i giovani alla grande cultura classica e ne amplifica competenze e conoscenze in maniera del tutto innovativa”.